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La Tv non è morta: perché MFE è il progetto più avanzato d’Europa

La Tv non è morta: perché MFE è il progetto più avanzato d’Europa
Pier Silvio Berlusconi at the presentation of the Mediaset schedules during the ‘Evening with the press’ which was held in the television studios in Cologno Monzese, Italy, 16 July 2024. ANSA/Mediaset ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING NPK

Secondo l’analista Brian Wieser, il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi rappresenta il modello più evoluto di consolidamento televisivo paneuropeo. La sfida è costruire una piattaforma comune capace di competere con Google, Meta, Amazon, Netflix e YouTube.

La TV non è morta e MFE MediaForEurope rappresenta oggi uno dei progetti più avanzati di consolidamento televisivo europeo. È la valutazione di Brian Wieser, tra i più autorevoli analisti internazionali del mercato pubblicitario e dei media, già presidente globale della Business Intelligence di GroupM e oggi fondatore di Madison & Wall, società indipendente di ricerca e advisory seguita da investitori, broadcaster e grandi operatori del settore.

Nella sua ultima analisi Wieser parte da una televisione sempre più sotto pressione: calo degli ascolti lineari, frammentazione dello streaming, investimenti pubblicitari che si spostano verso il digitale e una quota crescente dell’attenzione dei consumatori assorbita dalle grandi piattaforme tecnologiche. È in questo scenario che si moltiplicano le operazioni di riassetto, da Comcast e Paramount negli Stati Uniti fino a Sky-ITV e RTL-Sky Deutschland in Europa.

Secondo Wieser, però, il consolidamento all’interno dei singoli Paesi rappresenta soprattutto una risposta difensiva. Può ridurre i costi, rafforzare la raccolta pubblicitaria e migliorare la redditività, ma non cambia la natura del modello. In sintesi, compra tempo ma non costruisce il futuro.

La prospettiva più solida passa invece dalla nascita di operatori paneuropei capaci di condividere piattaforme streaming, tecnologie, dati, sistemi di misurazione e strumenti pubblicitari. In questo quadro MFE, il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi, presente in Italia, Spagna e Germania con ProSiebenSat.1 e attiva anche in Portogallo, viene indicata come il caso più avanzato di consolidamento transnazionale nel broadcasting europeo.

Il valore della strategia, osserva l’analista, non consiste semplicemente nell’aumentare il numero dei canali, ma nel costruire una piattaforma europea del video premium, in grado di offrire agli inserzionisti dati comuni, acquisti semplificati e campagne coordinate su più mercati. Un modello pensato per avvicinare la televisione europea alla scala industriale con cui oggi operano Google, Meta, Amazon, Netflix e YouTube.

Per Wieser, tuttavia, la televisione non è destinata a scomparire: sport, informazione, intrattenimento e contenuti professionali continuano a rappresentare un patrimonio di grande valore. La vera sfida è adattare questo modello all’era digitale, costruendo piattaforme, tecnologie e sistemi pubblicitari capaci di competere con le Big Tech e di rispondere alle nuove modalità di consumo dei contenuti.

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