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Jurassic cash: i miliardari fanno a gara per comprare il T-Rex da 30 milioni di dollari

Jurassic cash: i miliardari fanno a gara per comprare il T-Rex da 30 milioni di dollari
epa11758738 A Stegosaurus fossil, nicknamed ‘Apex’, during a press preview at the American Museum of Natural History in New York, New York, USA, 05 December 2024. The mounted fossil, which will be on public view from 08 December, is on loan for four years from billionaire Kenneth C. Griffin, who purchased it earlier in 2024 at auction from Sotheby’s for $44.6 million (€44.2 million), making it the most expensive dinosaur fossil ever sold at auction. EPA/JUSTIN LANE

Il mercato dei dinosauri, trainato dalle aste, fa boom. I maxi-scheletri con milioni di anni sono oggetto di culto per miliardari. E quelli più completi vanno a ruba.

È un pezzo stimato tra i 20 e i 30 milioni di dollari (a salire) e il 14 luglio sarà il protagonista di un’attesissima asta di Sotheby’s a New York. Non si tratta di un Picasso o di un Monet o di una pietra preziosa. Tra gli esperti e i collezionisti di tutto il mondo ma, soprattutto, tra i più eccentrici miliardari, se ne parla da mesi.

Chi si aggiudicherà quello che è ormai noto come “Gus”? Così è stato ribattezzato uno degli esemplari di Tyrannosaurus Rex più grande e completo mai rinvenuto, risalente a 67 milioni di anni fa e considerato come il miglior scheletro oggi in mano privata. L’asta probabilmente partirà da 30 milioni e poi scatteranno i rialzi. Cassandra Hatton, vicepresidente di Sotheby’s e responsabile mondiale dei dipartimenti Science and Natural History, spiega che “Gus” si colloca davvero nella fascia più alta del mercato: è il tipo di esemplare capace di attirare musei e collezionisti che comprendono realmente quanto sia raro qualcosa del genere. Quando vedono un fossile di questa qualità», prosegue, «dissepolto da terra e preparato correttamente, tendono a muoversi con rapidità, perché sanno che opportunità simili si presentano, nel migliore dei casi, una volta in una generazione».

Il nome del gigante preistorico è familiare a chi ha seguito la serie cinematografica di Jurassic Park, dove questo mastodontico esemplare figurava tra i più temibili carnivori, il predatore alfa per eccellenza della saga di Steven Spielberg. L’attesa degli appassionati di questo tipo di mercato è vedere se Gus riuscirà a battere un’altra vendita record, sempre di Sotheby’s, a New York, due anni fa, quando per la cifra di 44,6 milioni di dollari il miliardario Ken Griffin, fondatore del colosso degli hedge fund Citadel, si aggiudicò “Apex”, lo scheletro di uno Stegosauro eccezionalmente conservato, rinvenuto in Colorado. “Apex” polverizzò le stime iniziali (che oscillavano tra i 4 e i 6 milioni) e superò il precedente record di “Stan”, un Tyrannosaurus Rex venduto nel 2020 per 31,8 milioni di dollari all’Abu Dhabi Natural History Museum.

Benvenuti nel Jurassic cash! La moda degli ultimi anni tra i ricchi del pianeta sembra proprio quella di avere nel salotto di casa un fossile di decine di milioni di anni. Altro che un dipinto, un reperto di antiche civiltà o un qualsiasi pezzo di pregiato collezionismo: nella cerchia dei patrimoni importanti, sono investimenti scontati. Volete mettere invece di poter vantare, in bella vista, nel salone di rappresentanza, la carcassa fossile di un dinosauro? Certo, anche l’esposizione richiede uno spazio importante. “Gus”, per esempio, raggiunge una lunghezza di circa 11,6 metri e un’altezza di quasi 3,8. Roba che più snob non si può e che vale un investimento multimilionario. Questi giganti che un tempo dominavano la Terra grazie alle dimensioni mastodontiche, oggi, a milioni di anni dalla loro estinzione, sono tornati protagonisti di un ecosistema altrettanto spietato: il mercato globale dei beni di lusso.

Un’analisi condotta da Bloomberg nel podcast Odd Lots, dal titolo significativo Dentro il il boom del mercato dei reperti fossili, rivela che questi reperti, interessanti finora solo per una nicchia di accademici, si sono trasformati in una delle asset class più speculative e affascinanti del momento.

Si stima che il mercato di dinosauri fossili nel mondo, per gli anni 2024-2025, sia valso all’incirca 70-80 milioni di euro, di cui quello italiano costituisce una piccola fetta: circa 3 milioni. Le case d’asta hanno reso i grandi dinosauri «veri e propri asset del mercato internazionale», scrive Il Giornale dell’Arte. «Dopo i risultati record ottenuti nel 2024 con lo stegosauro Apex, e nel 2025 con un Ceratosaurus, l’arrivo di Gus sul mercato conferma l’interesse dei collezionisti per i grandi reperti preistorici».

Tant’è che perfino Phillips, la terza casa d’aste al mondo, è entrata in questo settore, con un fossile del Cretaceo, risalente a 66 milioni di anni fa, aggiudicato per 5,4 milioni di dollari, a novembre scorso. Joopiter, piattaforma online fondata dal musicista e produttore statunitense Pharrell Williams, più nota per l’arte contemporanea e il collezionismo d’autore, ha venduto a marzo scorso un esemplare di Triceratopo di 66 milioni di anni per 5,5 milioni di dollari, centrando la fascia alta della stima iniziale.

Heritage Auctions, altra casa d’aste multinazionale americana, ha registrato risultati significativi con un cranio di Aenocyon dirus aggiudicato a 52 mila dollari, quasi il doppio della stima iniziale.

Hatton di Sotheby’s spiega ancora che «il mercato dei dinosauri oggi è più ampio di quanto la maggior parte delle persone immagini e continua ad allargarsi. L’interesse non arriva più soltanto da musei statunitensi e collezionisti privati, ma anche da importanti musei internazionali, fondazioni e singoli individui intenzionati a creare proprie destinazioni espositive. C’è un mix di reverenza e curiosità per questi oggetti che, oltre ad essere straordinari e unici visivamente, hanno un autentico valore scientifico e storie di ritrovamento interessanti».

Il tirannosauro “Gus” è emerso da un terreno nella contea di Harding, in Sud Dakota, all’interno della proprietà del defunto allevatore Gary “Gus” Licking. Dopo anni trascorsi a rinvenire piccoli frammenti di ossa e denti nei suoi 2.600 ettari di terreno, Licking si convince che quell’area nasconda qualcosa di grande valore scientifico. Coinvolge dunque nelle ricerche una squadra di esperti. Sono servite tre campagne di scavo estive, tra il 2021 e il 2023, prima di mettere insieme tutti i pezzi per poi trasferirli in laboratorio per la pulizia e la catalogazione. Complessivamente, “Gus” conta 183 elementi ossei, alcuni con segni di morsi o che mostrano fratture rimarginate. Il grado di completezza è del 63%.

Parallelamente alla crescita della domanda, non si placano le discussioni etiche sul possesso da parte di privati di reperti di grande valore scientifico. Alcuni collezionisti, però, consentono la fruizione pubblica. È il caso di Eric Schmidt e della moglie Wendy Schmidt, che hanno donato allo Smithsonian National museum of Natural history un cranio di Pachycephalosaurus acquistato per 1,7 milioni di dollari. Allo stesso modo, il finanziare Griffin una volta acquistato lo scheletro di Stegosaurus, lo ha prestato alla medesima struttura museale dove è attualmente visibile al pubblico.

Le gallerie d’arte sostengono che la commercializzazione fornisca capitali che altrimenti lo Stato non investirebbe nella salvaguardia dei reperti.

Le regole sulla proprietà cambiano tra i vari Paesi. Negli Stati Uniti, la legge prevede che tutto ciò che viene trovato su un terreno privato appartenga al suo proprietario. Invece in Mongolia, Cina e Brasile, dove i fossili sono largamente presenti, sono considerati patrimonio nazionale e l’esportazione è severamente vietata. Ciò non toglie che esista un florido e rischioso mercato nero.

Si può ben dire, alla luce del trend del mercato, che pur essendo dei fossili non sono mai stati così dinamici.

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