Che cosa spinge una ragazza svizzera laureata in Economia ad Harvard a tufarsi da 20 metri di altezza da una piattaforma sul mare della Sardegna? “Mi fa sentire viva”. Non ha dubbi Morgane Herculano che a Porto Flavia ha partecipato alla tappa italiana della Coppa del Mondo di tuffi dalle grandi altezze di World Aquatics. E’ un mondo easy quello di questi ragazzi, trentasettetra uomini e donne che si tuffano da grandi altezze (20 metri le donne e 27 gli uomini). Un circo viaggiante dove sono tutti amici, alla fine delle gare si mangia insieme in grandi buffet e quando le gare sono finite nessuno si fa mancare una birra all’After party. Come quello di domenica sera ai giardini di Inglesias, la cittadina del Sulcis che tramite questa manifestazione cerca un po’ di visibilità per incrementare il turismo. Non aspettatevi resort e alberghi a cinque stelle, a Porto Flavia tutto è rimasto come tanti anni fa e certe volte il progresso e l’innovazione non sono necessari. Il fascino resta incontaminato, l’acqua del mare è cristallina e davanti a Porto Flavia che custodisce i segreti di cento anni di una miniera, c’è il Pan di Zucchero, un promontorio in mezzo al mare che, dicono da queste parti, è stato chiamato così perchè simile a quello di Rio de Janeiro. Insenature e grotte, una miniera da scoprire per capire come andava il mondo cento anni fa e poi i tuffi che domenica hanno portato sup e barche di ogni genere davanti al campo di gara.
Tra professionismo e social
I premi per queste gare sono ridotti, ma negli ultimi tempi la visibilità è aumentata e poi se sei la regina dei social come Morgane Herculano (circa trecentomila) allora arriva anche qualche contratto importante come quello dell’atleta svizzdera con l’Arena. Eppure quella laurea in economia prima o poi dovrà servire a qualcosa, anche se Morgane al momento pensa solo ai tuffi e a tutte quelle emozioni che le provoca il tuffo: “La felicità, la paura, l’eccitazione. Mi piace tuffarmi, però so che fa paura. Però mi piace anche fare cose che mi fanno paura. Così mi sento viva. Ma so anche che le conseguenze di un tuffo sbagliato possono essere gravi. E non c’entra se hai esperienza o se non ne hai. Io mi sogno di notte i miei tuffi sbagliati”. Concentrazione massima e piccoli riti scaramantici. Il piccolo asciugamano bagnato da strizzare e poi gettare prima del tuffo, l’acqua da buttare sulla piattaforma rovente prima del tuffo. E poi giù a novanta all’ora in tre secondi. Un tuffo dove l’acqua è più blu come a Porto Flavia.
Turismo e crescita
World Acquatics ha scelto come partner Marmeeting e l’azienda guidata da Franco Arese ha organizzato la manifestazione per il secondo anno consecutivo, il contratto ha una scadenza triennale e visto il successo chissà che non si possa ancora prolungare. “Ospitare per il secondo anno consecutivo la World Cup a Porto Flavia – ci dice Franco Varese- conferma la solidità di un progetto nato per durare. Questo secondo appuntamento consolida il legame indissolubile tra grande sport, turismo e cultura, dimostrando che la Sardegna non è più una sorpresa, ma una certezza assoluta nel panorama delle grandi altezze a livello mondiale”. Aidan Heslop (Gran Bretagna) e Kaylea Arnett (Stati Uniti) sono stati incoronati come nuovi sovrani assoluti delle grandi altezze. L’assessore allo Sport Vito Spiga si è goduto la tre giorni di tuffi, l’evento è costato 650mila euro e avrà un ritorno importante a livello di visibilità dopo la diretta di RaiSport. “E’ stato uno straordinario strumento di promozione turistica come solo lo sport è in grado di fare”.

