IA, cybersecurity, robotica, smart factory ed efficienza energetica. Sono alcuni dei temi cruciali per il futuro industriale dell’Italia, un futuro che giocoforza vede nelle nuove generazioni i portabandiera di una rivoluzione tecnologica ancora tutta da scrivere.
Gli School Tech Awards di Siemens
Proprio con questo obiettivo in mente, Siemens ha tenuto ieri presso la Fondazione Dalmine le premiazioni degli School Tech Awards, un evento che si propone di valorizzare i migliori progetti scolastici nell’ambito dell’automazione industriale, della digitalizzazione e delle tecnologie per l’industria del futuro.
L’edizione 2026 ha registrato oltre 80 progetti candidati e 36 finalisti provenienti da Istituti Tecnici, Istituti Professionali, Centri di Formazione Professionale e ITS Academy italiani e internazionali, distribuiti nelle tre categorie “Professionali”, “Tecnici” e “ITS Academy”, pensate per valorizzare le specificità dei diversi percorsi formativi.
Giovani al centro
Numerosi gli ospiti di eccezione, tra cui Floriano Masoero, CEO di Siemens Italia, Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia, Rita Carisano, direttrice generale dell’università Luiss Guido Carli, Massimiliano Galli, Digital Transformation Officer di Siemens Italia, e Andrea Benedetti, Senior Cloud Solutions Architect AI di Microsoft Italia.
“L’uomo sarà al centro come non mai, dal lato della creatività e della coordinazione delle attività”, rassicura Masoero in merito alla crescita impetuosa dell’IA.
“Le competenze che abbiamo in Europa sono fortissime, Italia e Germania sono il cuore industriale dell’Europa, con competenze industriali a livello mondiale; servono competenze, quelle che state sviluppando a scuola voi, i nativi digitali. Chi meglio di voi può fare questo”, continua Masoero rivolgendosi agli alunni degli istituti premiati.
“Coraggio, curiosità, creatività, comunicazione e pazienza”, sono alcune delle competenze da coltivare che Albergoni suggerisce ai giovani premiati. Un pensiero condiviso anche da Rita Carisano, secondo la quale l’università “non deve preparare i giovani per il primo lavoro”, ma aiutarli e supportarli in tutto il percorso, “sviluppando competenze circolari”.
Sui pericoli dell’intelligenza artificiale, come il possibile declino cognitivo legato al sovra utilizzo dell’IA da parte dei giovani, la direttrice della Luiss afferma che “attraverso l’utilizzo di IA si può migliorare l’apprendimento”, può dunque “essere un’esperienza socratica, ma soprattutto spiegando anche che l’IA non è infallibile, e qualche volta bisogna anche metterla alla prova”.
Le premiazioni
Per quanto riguarda i vincitori, nellacategoria “Professionali”, dedicata agli Istituti Professionali e CFP, il primo posto è stato conquistato dal CNOS FAP Rebaudengo di Torino grazie a un progetto di ristrutturazione tecncica e funzionale di un sistema di movimentazione pallet, con annessa integrazione di pulizia automatizzata e controllo intelligente. Al secondo posto si è classificato l’IIS Scotton di Breganze, seguito da ENGIM Veneto di Villafranca.
L’Istituto Agnelli di Torino ha conquistato invece il gradino più alto del podio nellacategoria “Tecnici”, riservata agli Istituti Tecnici,con “Autopack”, macchina impacchettatrice compatta che integra automazione avanzata e tecnologie 4.0. Al secondo posto l’IIS Marconi Pieralisi di Jesi, mentre al terzo l’IIS Fermi di Lucca e Galilei di Viareggio con il progetto “E-Cam”.
Nellacategoria “ITS Academy”, al primo posto si è posizionato l’ITS Academy Udine con “MoveDeX”, piattaforma cyber-fisica che integra AI, visione artificiale, robotica e realtà virtuale. Lo stesso ITS Academy Udine si è aggiudicato anche il secondo posto con “TripoDeX”, seguito al terzo posto dall’ITS Academy Fabriano con il progetto “Beyond Vision”.
Riassume bene il senso di questo evento Raffaella Menconi, Responsabile del programma Education di Siemens Italia: “Gli School Tech Awards rappresentano un progetto strategico attraverso cui Siemens continua a investire concretamente nello sviluppo delle competenze e nel dialogo tra formazione e industria“; un dialogo che si dimostra “fondamentale costruire ecosistemi formativi sempre più connessi al tessuto produttivo e alle trasformazioni in atto nel mondo industriale”.
