Tra partenze estive, strade trafficate e lunghi viaggi in automobile, torna sotto i riflettori uno strumento ancora poco conosciuto dagli automobilisti: il sorpassometro. Il nome ricorda quello dell’autovelox, ma il suo compito è differente. Non nasce per calcolare la velocità di un veicolo, bensì per documentare manovre di sorpasso effettuate nei tratti in cui sono vietate o particolarmente pericolose.
Telecamere e sistemi di rilevazione consentono di ricostruire quanto accaduto sulla carreggiata, identificare il veicolo attraverso la targa e permettere agli organi di polizia stradale di accertare l’infrazione anche in un momento successivo. Il conducente, quindi, non deve necessariamente essere fermato subito: il Codice della Strada esclude espressamente l’obbligo della contestazione immediata in caso di sorpasso vietato.
Come funziona il sorpassometro
Il sorpassometro è un sistema destinato alla documentazione automatica delle violazioni al divieto di sorpasso. Può essere installato nei punti nei quali una manovra azzardata rischia di provocare scontri frontali o incidenti particolarmente gravi, per esempio lungo tratti con scarsa visibilità, curve, dossi o carreggiate nelle quali la segnaletica vieta di oltrepassare gli altri veicoli.
Quando il sistema rileva il passaggio del mezzo nella zona controllata, le telecamere raccolgono le immagini necessarie a documentare la manovra e la targa. Il materiale permette poi alla polizia di verificare se il veicolo abbia realmente compiuto un sorpasso vietato e di procedere alla verbalizzazione.
Non si tratta, dunque, di una telecamera che fa scattare automaticamente una multa per qualsiasi cambio di corsia. Deve essere documentata una condotta contraria alle regole e il tipo di sanzione dipende dalla violazione effettivamente contestata.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato il primo dispositivo denominato “Sorpassometro” già nel 2008. L’autorizzazione è stata successivamente estesa alla versione SV2 nel 2011 e alla più recente SV3 con un decreto del dicembre 2024. Parlare di un apparecchio completamente nuovo è quindi improprio: la novità riguarda soprattutto l’evoluzione tecnologica e la crescente attenzione verso questi sistemi.
Nel febbraio 2026 il Ministero ha inoltre approvato un altro dispositivo capace di accertare, oltre ai limiti di velocità e al passaggio con il semaforo rosso, anche le infrazioni al divieto di sorpasso. Non esiste però un unico “sorpassometro nazionale” acceso contemporaneamente su tutte le strade italiane: gli apparecchi devono essere approvati e vengono utilizzati dalle autorità competenti nei tratti sottoposti a controllo.
Quando scatta la multa
La sanzione non dipende dal semplice passaggio davanti alla telecamera, ma dalla manovra ripresa. L’articolo 148 del Codice della Strada stabilisce che, prima di sorpassare, il conducente debba verificare di avere sufficiente visibilità, che nessun altro veicolo abbia già iniziato la stessa manovra e che la strada sia libera per tutto lo spazio necessario a completarla senza creare pericolo o intralcio.
Il conducente deve segnalare la manovra, spostarsi a sinistra, superare rapidamente mantenendo un’adeguata distanza laterale e rientrare a destra appena possibile. Nelle strade con più corsie, il sorpasso deve avvenire utilizzando quella immediatamente a sinistra del veicolo da superare.
Il sorpasso è vietato, salvo le eccezioni previste dalla legge, in prossimità o in corrispondenza di curve e dossi e in tutti i casi di scarsa visibilità. Il divieto riguarda anche alcune intersezioni, i passaggi a livello senza barriere e il superamento di un veicolo che abbia rallentato o si sia fermato davanti a un attraversamento pedonale per lasciare passare i pedoni.
Anche il sorpasso a destra è normalmente vietato, ma non va confuso con il semplice superamento. Quest’ultimo può verificarsi, per esempio, quando un automobilista continua a procedere regolarmente sulla corsia di destra e finisce davanti a una vettura più lenta rimasta sulla corsia centrale. Nel sorpasso a destra, invece, il conducente cambia corsia appositamente per superare il mezzo che lo precede e poi rientra.
Quanto costano le multe
Gli importi cambiano in base alla gravità della condotta. Il sorpasso a destra fuori dai casi consentiti o una manovra effettuata senza rispettare le condizioni generali di sicurezza può comportare una sanzione amministrativa compresa tra 83 e 332 euro.
Per le violazioni dei divieti più gravi, come il sorpasso in curva, sui dossi, in condizioni di scarsa visibilità, in determinate intersezioni o davanti agli attraversamenti pedonali, la multa va da 167 a 665 euro. A queste violazioni si aggiunge la sospensione della patente da uno a tre mesi.
Un trattamento ancora più severo è previsto per i conducenti dei veicoli con massa superiore a 3,5 tonnellate che non rispettano gli specifici divieti di sorpasso: la sanzione può andare da 327 a 1.308 euro, con sospensione della patente da due a sei mesi.
Per chi possiede la patente da meno di tre anni, la sospensione collegata alle violazioni più gravi può durare da tre a sei mesi. Alle somme da pagare possono inoltre aggiungersi i punti sottratti dalla patente, secondo la violazione riportata nel verbale. Per i neopatentati, durante i primi tre anni, la decurtazione prevista viene raddoppiata.
Il sorpassometro, in altre parole, non prevede una multa autonoma: è soltanto lo strumento attraverso il quale viene documentato il comportamento. L’importo deriva dall’articolo del Codice della Strada violato e può cambiare sensibilmente a seconda del luogo, del tipo di veicolo e del pericolo provocato.
La multa può arrivare senza essere fermati
Uno degli aspetti più importanti riguarda la contestazione. Il conducente potrebbe non accorgersi di essere stato ripreso e proseguire il viaggio senza incontrare alcuna pattuglia. Il Codice della Strada consente infatti di notificare successivamente le violazioni relative al sorpasso vietato e quelle accertate attraverso apparecchi gestiti dagli organi di polizia quando non sia possibile fermare il mezzo in sicurezza o in tempo utile.
In questi casi il verbale deve essere notificato, di regola, entro 90 giorni dall’accertamento. Quando dalle immagini è possibile identificare soltanto la targa, la comunicazione viene inviata al proprietario del mezzo.
Se la violazione comporta una perdita di punti e il conducente non è stato identificato sul posto, il proprietario deve comunicare entro 60 giorni chi si trovava alla guida. L’omessa comunicazione, senza un giustificato e documentato motivo, comporta un’ulteriore sanzione compresa tra 291 e 1.166 euro, separata dalla multa originaria.
La striscia continua significa sempre divieto di sorpasso?
La presenza della striscia continua impedisce di oltrepassarla, ma la violazione della segnaletica orizzontale e il sorpasso vietato non sono necessariamente la stessa infrazione. Per comprendere che cosa venga contestato occorre verificare il comportamento ripreso e gli articoli indicati nel verbale.
Un veicolo potrebbe, per esempio, superare la linea continua senza completare un sorpasso oppure compiere una manovra che integra più violazioni contemporaneamente. Saranno gli organi accertatori a qualificare la condotta sulla base delle immagini e delle condizioni della strada.
Per questo non esiste un importo unico valido per tutte le multe prodotte attraverso il sorpassometro. Prima di valutare un eventuale ricorso è necessario controllare il luogo dell’accertamento, la descrizione della manovra, la targa, la data, l’orario e la disposizione del Codice della Strada richiamata.
Cosa deve sapere chi parte in auto
Il ritorno di attenzione sul sorpassometro non introduce una nuova regola per gli automobilisti. Il principio resta quello già previsto dal Codice della Strada: la manovra può essere iniziata soltanto quando esistono lo spazio e la visibilità sufficienti per completarla senza rischi.
La differenza è che comportamenti un tempo difficili da contestare senza la presenza diretta di una pattuglia possono oggi essere documentati a distanza. Non basta quindi rallentare davanti a una telecamera, come spesso accade in prossimità di un autovelox: il sorpassometro osserva la manovra.
E quando il sorpasso viene effettuato nel punto sbagliato, la conseguenza può andare ben oltre la semplice multa, arrivando alla perdita dei punti e alla sospensione della patente.
