Ci sono anni che non finiscono davvero quando cambia il calendario. Il 2006, per gli italiani, è certamente uno di questi. È l’anno del cielo azzurro sopra Berlino, del rigore di Fabio Grosso, delle piazze riempite fino all’alba e di una Nazionale diventata campione del mondo. Ma è anche l’anno di film, serie televisive e personaggi che, vent’anni dopo, continuano a occupare un posto sorprendentemente vivo nell’immaginario collettivo.
Nelle sale arrivavano Il diavolo veste Prada, The Prestige, Casino Royale e Notte prima degli esami. In televisione debuttavano Dexter, Heroes e 30 Rock, mentre l’animazione giapponese consegnava al pubblico titoli destinati a diventare fenomeni globali, da Death Note a Gintama.
A due decenni di distanza, molti di quei prodotti non sono scomparsi. Al contrario, vengono rivisti da chi li aveva scoperti all’epoca e recuperati da una generazione che nel 2006 non era ancora nata. Una classifica elaborata da JustWatch sulla base delle attività degli utenti italiani mostra quanto la nostalgia sia diventata uno dei motori dello streaming contemporaneo.

«Il diavolo veste Prada» è il film del 2006 più popolare
A dominare la classifica cinematografica è Il diavolo veste Prada. La commedia ambientata nel mondo della moda, interpretata da Meryl Streep e Anne Hathaway, ha da tempo superato i confini del semplice successo commerciale per trasformarsi in un fenomeno culturale.
Le battute di Miranda Priestly sono diventate materiale da social network, i suoi cappotti e i suoi ingressi in redazione continuano a ispirare meme e citazioni, mentre il rapporto tra carriera, ambizione e vita privata conserva una sorprendente attualità. Il film, inoltre, è tornato al centro dell’attenzione grazie all’attesa per il suo sequel, confermando la forza di un titolo che continua a parlare anche al pubblico più giovane.
Al secondo posto si trova The Prestige, il thriller di Christopher Nolan dedicato alla rivalità ossessiva tra due illusionisti. Un film costruito come un numero di magia, pieno di indizi, inganni e svolte narrative che invitano lo spettatore a rivederlo più volte.
La sorpresa arriva dal terzo posto, occupato da Idiocracy. Accolta senza particolare clamore al momento dell’uscita, la commedia satirica di Mike Judge ha acquisito negli anni lo status di cult. La sua rappresentazione di una società dominata dalla superficialità, dal consumo e dalla progressiva perdita di competenze viene oggi spesso riletta come una previsione grottesca di alcune dinamiche contemporanee.
Da Scorsese a James Bond, un anno irripetibile per il cinema
La classifica conferma quanto il 2006 sia stato ricco di film capaci di resistere alla prova del tempo. Al quarto posto compare The Departed – Il bene e il male, il crime diretto da Martin Scorsese che gli valse finalmente l’Oscar per la miglior regia.
Segue Il labirinto del fauno di Guillermo del Toro, favola oscura ambientata nella Spagna franchista, capace di unire fantasia, violenza e memoria storica. Al sesto posto si trova Little Miss Sunshine, racconto familiare on the road diventato uno dei simboli del cinema indipendente degli anni Duemila.
Settimo è Casino Royale, il film che inaugurò l’era di Daniel Craig nei panni di James Bond. Il suo agente 007 più fisico, vulnerabile e tormentato segnò una netta rottura rispetto alle precedenti incarnazioni del personaggio.
Chiudono la top ten L’amore non va in vacanza, ormai divenuto un appuntamento ricorrente dello streaming natalizio, Il codice da Vinci e Notte prima degli esami. Quest’ultimo resta il titolo italiano più alto in classifica e uno dei film che hanno raccontato meglio l’adolescenza, la scuola e il passaggio all’età adulta della generazione cresciuta nei primi anni Duemila.
I dieci film del 2006 più popolari oggi
La classifica completa vede dunque al primo posto Il diavolo veste Prada, seguito da The Prestige e Idiocracy. Dal quarto al decimo posto compaiono The Departed – Il bene e il male, Il labirinto del fauno, Little Miss Sunshine, Casino Royale, L’amore non va in vacanza, Il codice da Vinci e Notte prima degli esami.
È una selezione molto diversa per generi e linguaggi. Ci sono il thriller, la commedia, il fantasy, il cinema d’autore e il racconto generazionale. A unirli è la capacità di avere prodotto scene, personaggi e immaginari ancora riconoscibili vent’anni dopo.
«Dexter» domina tra le serie televisive
Sul fronte televisivo, la serie più popolare del 2006 è Dexter. Il protagonista è un tecnico della polizia scientifica di Miami che conduce una seconda vita da serial killer, scegliendo come vittime persone colpevoli di omicidio.
La serie rivoluzionò il crime televisivo chiedendo al pubblico di parteggiare per un personaggio moralmente ambiguo. Dexter Morgan divenne così uno degli antieroi più riconoscibili della televisione moderna, anticipando una stagione narrativa popolata da protagonisti oscuri e imperfetti.
Il secondo posto è occupato da Death Note. La sfida psicologica tra Light Yagami, studente in possesso di un quaderno capace di uccidere, e il detective L ha trasformato l’anime in un fenomeno globale. Ancora oggi è uno dei titoli più utilizzati come porta d’ingresso al mondo dell’animazione giapponese.
Completa il podio Heroes, la serie che portò i superpoteri nella televisione generalista prima che l’espansione degli universi Marvel e DC rendesse il genere onnipresente anche sul piccolo schermo.
In classifica anche «I Cesaroni» e i grandi anime giapponesi
Al quarto posto compare 30 Rock, sitcom creata da Tina Fey e ambientata dietro le quinte di uno spettacolo televisivo. Quinta è invece I Cesaroni, la fiction italiana diventata il simbolo di un periodo preciso della televisione nazionale.
La famiglia allargata della Garbatella, le storie d’amore tra Marco ed Eva e la sigla immediatamente riconoscibile continuano a esercitare una forte attrazione nostalgica su chi è cresciuto negli anni Duemila. Il ritorno della serie e dei suoi protagonisti ha inoltre riacceso l’interesse per le stagioni originali.
La graduatoria conferma anche la forza dell’animazione giapponese. Oltre a Death Note, compaiono Gintama al sesto posto e Code Geass: Lelouch of the Rebellion all’ottavo. Settimo è il teen drama sportivo Friday Night Lights, mentre La casa di Topolino chiude la classifica, dimostrando la capacità dei contenuti per bambini di attraversare le generazioni.
Le serie del 2006 più amate dagli italiani
Dopo Dexter, Death Note e Heroes, la classifica prosegue con 30 Rock, I Cesaroni, Gintama, Friday Night Lights, Code Geass: Lelouch of the Rebellion e La casa di Topolino.
La presenza di tre anime nelle prime otto posizioni racconta anche un cambiamento nelle abitudini del pubblico italiano. Titoli un tempo considerati prodotti di nicchia sono oggi parte integrante dell’offerta delle principali piattaforme e vengono scoperti da spettatori molto più ampi.
Perché il 2006 continua a funzionare
Il successo di questi titoli non dipende soltanto dalla qualità. A pesare è anche il rapporto emotivo costruito con il periodo nel quale furono pubblicati.
Rivedere un film o una serie del 2006 significa spesso recuperare un modo diverso di consumare l’intrattenimento: i DVD, le programmazioni televisive settimanali, le sale cinematografiche ancora centrali e un mondo precedente alla diffusione capillare degli smartphone e dei social network.
Lo streaming ha però modificato il funzionamento della nostalgia. Un titolo del passato non deve più attendere una replica televisiva o una riedizione fisica per tornare a circolare. Può essere recuperato immediatamente, inserito in una watchlist e rilanciato da una scena diventata virale su TikTok.
La classifica di JustWatch è stata costruita analizzando la popolarità registrata negli ultimi 24 mesi dai film usciti nel 2006 e dalle serie lanciate, o distribuite con almeno una stagione, durante lo stesso anno. Sono state considerate attività come i clic sulle offerte delle piattaforme, l’aggiunta dei titoli alle liste personali e la segnalazione di un contenuto come già visto.
Il risultato è il ritratto di un anno che continua a rifiutarsi di diventare soltanto passato. Nel 2006 l’Italia alzava la Coppa del Mondo a Berlino, Miranda Priestly pronunciava i suoi giudizi glaciali, James Bond cambiava volto e Dexter Morgan iniziava la sua doppia vita. Vent’anni dopo, basta aprire una piattaforma per ritrovarli tutti lì.
