Home » Tempo Libero » Tecnologia » Pop-up, cookie e banner: perché navigare da smartphone è complicato, soprattutto per la GenZ

Pop-up, cookie e banner: perché navigare da smartphone è complicato, soprattutto per la GenZ

Pop-up, cookie e banner: perché navigare da smartphone è complicato, soprattutto per la GenZ

A un anno dall’European Accessibility Act, la ricerca rivela che pubblicità invasive e siti poco intuitivi continuano a creare disagi, soprattutto ai più giovani. E succede in tutta Europa, non solo in Italia

Banner di siti che non si chiudono, pop-up pubblicitari che coprono lo schermo intero, moduli da compilare con caratteri piccolissimi. A un anno (era il 28 giugno 2025) dall’entrata in vigore dell’European Accessibility Act (EAA), la navigazione da mobile resta tutt’altro che semplice. La fotografia di un’esperienza online complicata da barriere è stata scattata da una ricerca condotta da YouGov per Accessiway, leader europeo nell’accessibilità digitale e parte del gruppo team.blue. Un problema non insignificante, visto che sempre più attività quotidiane passano dal cellulare: home banking, acquisti online, prenotazione di visite mediche, servizi della Pubblica Amministrazione. E i giovani, a sorpresa, sono i più colpiti.

Secondo l’indagine, il problema più diffuso nella navigazione da smartphone, segnalato dal 50% degli intervistati italiani, riguarda pubblicità invasive, richieste di consenso ai cookie e pop-up difficili da chiudere. Nella scala delle difficoltà al secondo posto c’è la lentezza nel caricare i contenuti, secondo il 27% degli intervistati. A seguire (23%) ci sono le procedure di inserimento dei dati considerate troppo complesse quando si compilano moduli, si gestiscono password o si inseriscono informazioni personali. E il fenomeno ha una portata importante, visto che nel 2025 gli utenti mensili che hanno navigato online tra smartphone e computer sono stati 44,1 milioni, di cui 40,5 milioni da mobile: il 95% della popolazione tra 18 e 74 anni (ultimo report Audiweb). Questi numeri significano che ogni ostacolo digitale si traduce in un disagio per milioni di cittadini.

I giovani sono i più colpiti: un paradosso solo apparente

Uno dei dati più sorprendenti della ricerca riguarda l’età di chi incontra più difficoltà online. Si potrebbe pensare che siano gli utenti più anziani, meno abituati alla tecnologia, a segnalare più problemi. E invece emerge il contrario: in Italia il 90% degli under 35 dichiara di incontrare difficoltà nella navigazione da smartphone, contro il 75% degli over 56. Il motivo non è la scarsa dimestichezza con gli strumenti digitali, ma proprio l’opposto: la Generazione Z, cresciuta con smartphone e app fin dall’infanzia, ha aspettative molto più alte in termini di velocità, fluidità e semplicità d’uso. Ogni pop-up di troppo, ogni caricamento lento, ogni passaggio macchinoso viene vissuto come un difetto evidente, da chi è abituato a standard più elevati.

Un problema europeo che chiede soluzioni concrete

La difficoltà nella navigazione non è un problema solo italiano. È emersa in tutti i Paesi dove è stata condotta la ricerca: Francia, Italia, Austria, Germania e Regno Unito. Le percentuali vanno dall’82% della Francia all’80% dell’Austria, passando per il 79% dell’Italia, fino al 64% della Germania e del Regno Unito. Anche sul fronte generazionale l’Italia non è un caso isolato: in Francia l’88% dei giovani segnala difficoltà, in Austria l’87%, nel Regno Unito l’81%. Fa eccezione la Germania, dove è il 68% degli over 56 a lamentare problemi, contro il 60% della Generazione Z tedesca, invertendo la tendenza degli altri Paesi. Il messaggio per aziende, sviluppatori ed enti pubblici è chiaro: progettare siti e app accessibili non è più solo un obbligo legato all’European Accessibility Act, ma una necessità per l’esperienza di tutti, giovani compresi. Per chi lotta ogni giorno con banner e pop-up, qualche accorgimento aiuta: controllare le impostazioni privacy e cookie del browser, usare la modalità di lettura semplificata se disponibile e segnalare i problemi alle aziende per spingerle a migliorare i propri servizi.

© Riproduzione Riservata