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iPad Air: ad Apple costa 274 dollari

iPad Air: ad Apple costa 274 dollari
Apple

Nonostante le migliorie il nuovo tablet di Cupertino ha costi di produzione più bassi dei modelli precedenti. Ecco perché

Dalla scorsa settimana il nuovo iPad Air è sul mercato, anche quello italiano, a un prezzo di partenza di 479 euro. Un cartellino sostanzialmente allineato alle precedenti offerte di Apple ma che a conti fatti potrebbe portare la società di Cupertino a migliorare i suoi margini di guadagno.

C’è infatti chi si è preso la briga di smontare – pezzo dopo pezzo – un intero iPad Air per capire quali sono i reali costi di produzione sostenuti dall’azienda americana. Scoprendo, a sorpresa, che la nuova tavoletta, nel suo modello base, costa al produttore 274 dollari. Oltre 40 dollari in meno rispetto all’iPad di terza generazione.

Malgrado l’evidente opera di migliori – il nuovo iPad Air è più sottile, leggero e potente di tutti i suoi predecessori – Apple è insomma riuscita a tenere bassi i costi dei materiali (il cosiddetto bill of material). Questo perché – spiega in modo molto chiaro All Things Digital – al di fuori del display (l’unico componente dal costo più salato che in passato) tutto il resto delle risorse hardware impiegate da Apple sono ora più a buon mercato.

Nello specifico: mentre il costo del display sale da 127 a 133 dollari (di cui 90 per il solo schermo e 43 per le componenti touch-screen), Apple spende quasi 4 dollari in meno per acquistare le Dram (10 dollari a unità contro i 13,90 dell’iPad 3) e quasi 10 per i chip di connettività (32 contro 41,50 dollari); persino il nuovo processore A7 – decisamente più evoluto e performante del vecchio A5 – ha un prezzo più basso del suo omologo per iPad 3 (18 dollari contro 23).

Difficile dire se la riduzione dei costi sia da attribuire a un calo generalizzato della componentistica o se invece soggiace a precisi accordi sui prezzi all’ingrosso pattuiti fra Apple e i suoi fornitori. Di certo la società di Tim Cook si conferma ancora una volta una delle aziende più abili nel giostrare il rapporto fra costi di produzione e quelli di vendita. Del resto – e non lo scopriamo certo oggi – è proprio massimizzando gli utili che la Mela ha costruito il suo straordinario impero.

 

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