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Marracash vince al box office

Marracash vince al box office

Il docufilm sul rapper richiama 22 mila spettatori nel primo giorno

King Marracash il documentario dedicato a Marracash e diretto da Pippo Mezzapesa, è stato il film più visto al box office italiano il lunedì 25 maggio. Secondo i dati diffusi dalla produzione, il film ha registrato oltre 22 mila presenze nel primo giorno di programmazione, risultato che lo colloca come miglior esordio per un docufilm musicale dal 2024.

Inizialmente previsto in sala per tre giorni, il documentario prolungherà la programmazione con nuove proiezioni a partire da giovedì 28 maggio.

Il film segue per un anno la vita privata e professionale dell’artista, alternando momenti legati alla musica, ai collaboratori e alla preparazione del concerto allo stadio San Siro a scene più intime della quotidianità. Il racconto si concentra anche sul percorso personale di Marracash, nato Fabio Rizzo, e sul rapporto con il quartiere d’origine.

«Ho seguito per un anno Marracash. Ho passato un anno accanto a Fabio Rizzo. Ho cercato di cogliere ogni passo di quell’avvincente avventura che è la sua vita, la sua storia. Una storia di riscatto, talento, forza, ma anche di fragilità. Nel ritrarre la complessa umanità di questo grande artista, ho provato l’emozione di stargli vicino nella realizzazione del sogno di una vita, l’esibizione nello stadio di San Siro, e poi nei momenti più intimi, inconsueti, dove la maschera è venuta via ed è rimasta solo l’anima», ha dichiarato Mezzapesa.

Il regista ha poi aggiunto: «Questo film documentario è stato un incredibile viaggio in cui non mi sono limitato a ritrarlo, ho provato anche e soprattutto a conoscerlo, ritrovando la quotidianità nei suoi versi e la verità nei suoi testi. Un viaggio partito seguendo la direzione di Marra, ma che poi fatalmente si è ritrovato ad assecondare le deviazioni determinate da Fabio. Non sono state mai scorciatoie, piuttosto vie nascoste, sconosciute, sorprendenti, inedite. Un viaggio in cui Marra e Fabio pian piano si sono incontrati, fino a conquistare un ritratto originale e allo stesso tempo vero dell’artista e dell’uomo. Alla fine, un viaggio che mi porterò dentro a lungo».

La parte conclusiva del documentario è dedicata a un Block Party organizzato nel quartiere dell’artista, pensato come restituzione simbolica alle proprie origini e momento conclusivo di un percorso personale e artistico raccontato nel film.

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