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Gaza, eliminato anche il nuovo capo di Hamas (era l’ultimo stratega della strage del 7 ottobre)

Gaza, eliminato anche il nuovo capo di Hamas (era l’ultimo stratega della strage del 7 ottobre)

Dopo la morte di Haddad cade anche Mohammed Odeh. IDF ha distrutto 11 km di tunnel a Beit Hanoun: i dettagli sulla rete sotterranea.

La leadership militare di Hamas continua a essere decimata dagli attacchi israeliani. Le Forze di Difesa Israeliane hanno confermato l’eliminazione di Mohammed Odeh, considerato il nuovo capo dell’ala militare dell’organizzazione nella Striscia di Gaza dopo la morte del suo predecessore Izz ad-Din Haddad, avvenuta appena dieci giorni fa. Anche Hamas, nelle ore successive, ha ammesso la morte del comandante.

Secondo quanto riferito dall’IDF e dallo Shin Bet, l’operazione è stata il risultato di mesi di attività di intelligence e sorveglianza, condotte per ricostruire gli spostamenti di Odeh e della sua cerchia più stretta. Il raid avrebbe colpito alcune infrastrutture utilizzate da Hamas nel cuore di Gaza City, area nella quale il dirigente del movimento islamista era solito rifugiarsi. Contestualmente sarebbe stato centrato anche un appartamento riconducibile a un militante di Hamas che aveva preso parte all’attacco del 7 ottobre in territorio israeliano ed era considerato vicino a Odeh. L’esercito israeliano ha precisato che, prima dell’attacco, sarebbero state adottate misure per ridurre il rischio di vittime civili, attraverso l’impiego di armamenti di precisione e sistemi di monitoraggio aereo. Una precisazione che accompagna ormai quasi tutte le operazioni nella Striscia, mentre continuano le accuse internazionali sui costi umanitari della guerra urbana a Gaza. A confermare ufficialmente l’eliminazione è stato anche il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, che ha definito Odeh «il quarto comandante dell’ala militare di Hamas a Gaza eliminato» dall’inizio della guerra. Katz ha ribadito che Israele continuerà a colpire tutti coloro che hanno partecipato o contribuito all’attacco del 7 ottobre, dichiarando che i responsabili del massacro «sono condannati a morte ovunque si trovino».

Nelle sue dichiarazioni il ministro ha inoltre ribadito l’obiettivo strategico del governo Netanyahu: impedire ad Hamas di mantenere qualsiasi forma di controllo sulla Striscia, sia sul piano militare sia su quello civile. Katz ha anche fatto riferimento al controverso progetto di “emigrazione volontaria” dei palestinesi da Gaza, sostenendo che il piano verrà attuato «al momento opportuno». Mohammed Odeh era una figura centrale nell’apparato militare di Hamas. Durante il conflitto aveva guidato il quartier generale dell’intelligence del movimento ed era membro del consiglio militare supremo dell’organizzazione. Negli ultimi mesi aveva assunto il ruolo di vicecomandante del braccio armato nella Striscia, fino alla morte del suo superiore, quando ne aveva preso il posto. Secondo Israele, è stato tra gli organizzatori dell’attacco del 7 ottobre 2023 e uno degli ultimi dirigenti di alto livello ancora coinvolti direttamente nella pianificazione dell’operazione e nella gestione delle successive attività militari contro le truppe israeliane.L’eliminazione di Odeh arriva mentre l’IDF continua a concentrare una parte significativa delle proprie operazioni sulla distruzione della rete sotterranea costruita da Hamas nel corso degli anni.

Prosegue la distruzione dei tunnel sotterranei a Gaza

Nelle ultime ore l’esercito israeliano ha annunciato di aver completato una vasta operazione ingegneristica nell’area di Beit Hanoun, nel nord della Striscia, dove sarebbero stati individuati e distrutti oltre undici chilometri di tunnel. Il sistema di gallerie sotterranee di Hamas rappresenta uno degli elementi chiave della guerra combattuta nella Striscia. Secondo le stime diffuse da Israele, la cosiddetta “Gaza Metro” potrebbe estendersi tra i 560 e i 720 chilometri, una lunghezza superiore di oltre dieci volte rispetto all’estensione territoriale di Gaza stessa. Si tratterebbe di una delle più grandi reti militari sotterranee mai costruite in un’area urbana densamente popolata.Le gallerie collegano Gaza City, Khan Yunis e Rafah attraverso tunnel profondi fino a cinquanta metri, utilizzati per il trasferimento di combattenti, armi, munizioni e ostaggi. Alcuni cunicoli sono sufficientemente ampi da consentire il passaggio di motociclette e piccoli veicoli. Israele. Ha piu’ volte mostrato come esistano migliaia di accessi nascosti all’interno di edifici civili, scuole, moschee e strutture pubbliche.

La distruzione di questa infrastruttura è diventata una priorità strategica dopo l’attacco del 7 ottobre 2023. Tuttavia, nonostante mesi di bombardamenti, demolizioni e operazioni terrestri, numerosi passaggi sotterranei continuerebbero a essere operativi, dimostrando quanto il sistema rappresenti ancora un vantaggio tattico per Hamas nella guerra urbana. Per anni il movimento jihadista ha  investito enormi risorse economiche nella costruzione della rete sotterranea. Già nel 2014 Israele stimava che alcune decine di tunnel offensivi fossero costati tra i 30 e i 90 milioni di dollari. Con il passare del tempo, però, il sistema si sarebbe ampliato includendo bunker, depositi di armi, impianti elettrici, sistemi di ventilazione e gallerie fortificate. Secondo diversi analisti militari occidentali, alcuni tunnel strategici avrebbero richiesto investimenti di diversi milioni di dollari ciascuno. Israele sostiene da anni che parte dei materiali destinati ufficialmente alla ricostruzione civile della Striscia, compresi cemento e acciaio, è stata dirottata verso il progetto sotterraneo di Hamas. Un’accusa che accompagna il conflitto da tempo e che ha consentito la trasformazione del sottosuolo di Gaza in una gigantesca infrastruttura militare invisibile, utilizzata per proteggere i vertici del movimento, immagazzinare armamenti e mantenere operative le capacità di combattimento anche sotto i bombardamenti.

Gaza, eliminato anche il nuovo capo di Hamas (era l’ultimo stratega della strage del 7 ottobre)
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