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David Bowie, 80 anni senza diventare passato

David Bowie, 80 anni senza diventare passato
Ansa

Gli eventi in tutto il mondo che celebrano un artista alieno alle lusinghe della nostalgia

L’8 gennaio 2027 David Bowie avrebbe compiuto ottant’anni. Ma nel suo caso la formula «avrebbe compiuto» sembra quasi inadeguata. Bowie appartiene a quella categoria rarissima di artisti per i quali il tempo postumo non coincide con l’immobilità. A più di dieci anni dalla morte, la sua opera continua a essere rimontata, studiata, proiettata, trasformata in teatro, mostra, esperienza immersiva, moda, fotografia, orchestra. Non semplicemente conservata.

È questa l’idea che emerge da Bowie80, il programma internazionale annunciato ufficialmente il 5 ottobre 2026 dal David Bowie Estate per accompagnare l’ottantesimo anniversario della nascita. Non una commemorazione confinata all’8 gennaio, ma un progetto destinato ad attraversare il resto del 2026 e tutto il 2027 attraverso eventi, nuove pubblicazioni, collaborazioni ed esperienze per il pubblico in diverse parti del mondo.

Ed è importante partire proprio da qui, perché attorno all’ottantesimo compleanno di Bowie stanno nascendo molte iniziative diverse. Alcune appartengono direttamente a Bowie80 e portano il marchio ufficiale del progetto. Altre sono produzioni autorizzate dal David Bowie Estate ma non figurano, almeno per ora, nel programma Bowie80. Altre ancora sono omaggi indipendenti organizzati da musicisti, promoter e festival. Sono tre livelli differenti che non vanno confusi.

Il programma ufficiale Bowie80

Una delle prime iniziative ufficiali riguarda un territorio che Bowie ha sempre considerato parte integrante della propria arte: la moda.

Bowie80 debutta attraverso una collaborazione con Nordstrom, che ospiterà nei flagship store di Seattle, New York e Chicago, oltre che online, tre spazi dedicati all’universo di Bowie con collezioni in edizione limitata create per il progetto. Fra i marchi e gli stilisti annunciati compaiono Undercover, Marc Jacobs, Paul Smith e AllSaints.

Non è un dettaglio laterale. Parlare di Bowie soltanto attraverso i dischi significherebbe amputarne una parte essenziale. Ziggy Stardust, Aladdin Sane, il Thin White Duke, l’eleganza berlinese, il Bowie degli anni Ottanta o quello austero di Blackstar: nella sua carriera vestito, trucco, capelli e postura non furono mai decorazioni aggiunte alla musica. Erano musica tradotta in immagine.

Anche la Rock & Roll Hall of Fame di Cleveland parteciperà al programma ufficiale. Da metà novembre 2026 fino a gennaio 2027 è previsto un pop-up Bowie80 nei punti vendita del museo e online. Durante il weekend dell’ottantesimo compleanno sono inoltre programmate iniziative per i fan, incontri educational, musica, quiz, occasioni fotografiche e una mostra dedicata a grandi fotografi rock, con alcune immagini mai esposte in precedenza. I dettagli completi devono ancora essere comunicati.

La fotografia avrà poi un progetto specifico. All’inizio di febbraio 2027, contemporaneamente a New York e West Hollywood, la Morrison Hotel Gallery inaugurerà Strange Fascination, realizzata insieme al David Bowie Estate.

La mostra attraverserà sei grandi epoche e reinvenzioni della carriera di Bowie e riunirà immagini celebri e fotografie finora inedite. Anche in questo caso il formato appare perfettamente coerente con il personaggio. Pochissimi musicisti del Novecento sono stati fotografati quanto Bowie; ancora meno sono stati capaci di trasformare ogni nuovo servizio fotografico nella documentazione di un’identità diversa.

Bowie incontra di nuovo Philip Glass

Fra le iniziative ufficiali già annunciate, quella musicalmente più ambiziosa è probabilmente BOWIE (breaking) GLASS.

La produzione avrà la prima mondiale a Copenaghen nella primavera del 2027 ed è sviluppata da Schirmer Theatrical insieme all’Østre Gasværk Teater. Non si tratta semplicemente di orchestrare le canzoni di Bowie. Il progetto utilizzerà anche registrazioni originali della sua voce, facendole dialogare con cantanti, musicisti e orchestra dal vivo e con l’universo compositivo di Philip Glass.

Il rapporto ha una storia precisa. Glass aveva trasformato la cosiddetta trilogia berlinese di Bowie in materia sinfonica, prima con la Low Symphony, poi con la “Heroes” Symphony e infine con Lodger. Ora il movimento viene quasi capovolto: la musica di Glass rientra nell’universo di Bowie e la voce originale di Bowie viene riportata dentro una nuova costruzione orchestrale.

You’re Not Alone: Bowie raccontato da Bowie

Fra le esperienze già esistenti che sono state inglobate ufficialmente nel programma Bowie80 c’è David Bowie: You’re Not Alone.

Lo spettacolo immersivo del Lightroom di King’s Cross, a Londra, utilizza grandi superfici di proiezione e audio immersivo per attraversare la carriera di Bowie attraverso performance celebri, interviste rare e materiali mai esposti, selezionati da migliaia di ore conservate nel David Bowie Archive.

Ma la scelta narrativa più efficace è un’altra: l’unica voce che racconta Bowie è quella di Bowie stesso. Il percorso è costruito attraverso interviste registrate nell’arco della sua carriera, producendo una sorta di autobiografia postuma senza narratore esterno.

La programmazione londinese è stata prorogata fino al 10 gennaio 2027, includendo quindi l’8 gennaio, giorno dell’ottantesimo compleanno. Il comunicato Bowie80 conferma inoltre che nel 2027 You’re Not Alone raggiungerà Manchester, Brighton e, per la prima volta nell’Europa continentale, il Port des Lumières di Amburgo, con ulteriori destinazioni ancora da annunciare.

È significativo che uno dei progetti centrali dell’anniversario non cerchi di spiegare Bowie dall’esterno. Lo rimette invece davanti al pubblico attraverso la sua stessa voce, quasi a suggerire che una carriera costruita sulla reinvenzione contenga già molte delle proprie interpretazioni possibili.

L’archivio esce dal museo

Un altro pilastro ufficialmente incluso in Bowie80 è David Bowie: On Tour, la mostra itinerante costruita intorno al gigantesco archivio custodito dal Victoria and Albert Museum.

La prima tappa aprirà al V&A Dundee il 4 novembre 2026 e resterà visitabile fino al 15 febbraio 2027. Saranno esposti circa cento oggetti provenienti dall’archivio, molti dei quali mai mostrati prima al pubblico.

Ci saranno costumi, strumenti, fotografie, testi manoscritti e materiali di lavoro, ma sono soprattutto gli oggetti meno monumentali a promettere qualcosa di interessante: Polaroid utilizzate per studiare trucco e costumi, una chitarra acustica dell’epoca Ziggy Stardust, storyboard, appunti di scena, copioni mai realizzati e documenti relativi a The Next Day e Blackstar.

Fra i materiali figurano anche il primo sax di Bowie, acquistato dal padre nel 1961, liste di cose da fare, progetti rimasti incompiuti e documenti attraverso i quali organizzava il proprio lavoro futuro. È una prospettiva preziosa perché permette di osservare non soltanto l’icona compiuta, ma il metodo con cui quell’icona veniva continuamente progettata.

Dopo Dundee, la mostra si sposterà a Blackpool tra giugno e settembre 2027; seguiranno il Bowes Museum nella contea di Durham fra ottobre 2027 e gennaio 2028, la Ferens Art Gallery di Hull fra febbraio e maggio 2028 e Bristol Museum and Art Gallery fra giugno e settembre 2028.

La scelta di trasformare l’archivio in una mostra itinerante contiene già un’idea precisa: Bowie non viene trattato come un patrimonio da immobilizzare in un’unica sede, ma come un materiale da rimettere letteralmente in circolazione.

La costellazione dei tributi indipendenti

Poi esiste un terzo cerchio: quello delle iniziative nate indipendentemente dal programma Bowie80 e non presentate come produzioni del David Bowie Estate.

Sono gli omaggi che inevitabilmente accompagneranno l’8 gennaio 2027 in molte città del mondo.

A Parigi, proprio nella serata dell’ottantesimo compleanno, il Bataclan ospiterà Once Upon a Time: Bowie. La data dell’8 gennaio 2027 è già inserita nel calendario ufficiale della sala.

È importante però definirlo correttamente: si tratta di un evento celebrativo programmato nel giorno del compleanno, non di una manifestazione che il comunicato Bowie80 indica fra le proprie iniziative ufficiali.

La distinzione può sembrare formale, ma non lo è. Nel corso dei prossimi mesi aumenteranno inevitabilmente concerti tributo, serate nei club, festival, DJ set, proiezioni e iniziative locali dedicate a Bowie. Raccontarli significherà descrivere la dimensione spontanea dell’anniversario, senza attribuire impropriamente al Bowie Estate progetti che nascono autonomamente.

È anche una misura della particolare natura della sua eredità. La celebrazione istituzionale procede attraverso musei, archivi, grandi produzioni e collaborazioni internazionali; contemporaneamente, lontano da qualunque regia centrale, migliaia di musicisti e fan continuano a reinterpretare quelle canzoni.

Non un monumento, ma un’opera ancora in movimento

Il dato forse più interessante dell’ottantesimo anniversario emerge proprio mettendo ordine fra questi tre livelli.

Da una parte c’è Bowie80, il programma ufficiale del David Bowie Estate: moda, fotografia, archivi, concerti sinfonici, esperienze immersive, nuove pubblicazioni e altri progetti ancora da annunciare.

Poi ci sono le produzioni autorizzate, come Life on Mars, che utilizzano la musica e il patrimonio di Bowie attraverso accordi formali ma non sono state presentate come parte del primo cartellone Bowie80.

Infine ci sono i tributi indipendenti, destinati probabilmente a moltiplicarsi avvicinandosi all’8 gennaio 2027.

La distinzione rende più chiaro anche il significato culturale dell’intera celebrazione.

Per molti artisti un ottantesimo compleanno postumo produrrebbe soprattutto un inventario della memoria: ristampe, fotografie, concerti-tributo, cimeli. Nel caso di Bowie, invece, ciò che colpisce è quanto il patrimonio venga ancora utilizzato come materia trasformabile.

Gli abiti ritornano nella moda. Le fotografie vengono rimontate come racconto. L’archivio lascia Londra e viaggia. La sua voce registrata incontra un’orchestra. Philip Glass torna dentro quella musica che gli aveva ispirato tre sinfonie. Migliaia di ore di filmato vengono trasformate in un autoritratto immersivo. Il teatro utilizza quelle canzoni per costruire un’opera nuova. E, contemporaneamente, fuori dalle istituzioni, altri musicisti continuano a reinterpretarle.

È un modo particolarmente adatto di celebrare un artista che considerava l’identità non un luogo nel quale stabilirsi, ma qualcosa da abbandonare non appena diventava troppo riconoscibile.

David Bowie avrebbe compiuto ottant’anni l’8 gennaio 2027. Il verbo al condizionale riguarda l’uomo. Molto meno, a giudicare da tutto ciò che sta per accadere, riguarda la sua opera.

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