Il Salone Internazionale del Libro di Torino è tornato al Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio per la sua XXXVIII edizione, confermandosi ancora una volta uno degli eventi culturali più grandi e trasversali d’Italia. Il tema scelto per il 2026 è “Il mondo salvato dai ragazzini”, ispirato all’opera di Elsa Morante del 1968, attorno a cui si sviluppa un programma che intreccia letteratura, cinema, televisione, informazione, podcast e cultura pop.
Oltre 2.700 eventi e più di 500 stand
I numeri raccontano la dimensione raggiunta dal Salone: oltre 2.700 eventi, distribuiti in circa 70 sale, con più di 500 stand e oltre 1.250 marchi editoriali presenti negli spazi del Lingotto.
L’inaugurazione è stata affidata alla scrittrice britannica Zadie Smith, protagonista della lectio inaugurale “Ogni cosa era estrema. Ed è tuttora così”, dedicata all’adolescenza e alle nuove generazioni.
Gli ospiti che allargano il pubblico oltre i lettori forti
Uno degli aspetti più evidenti di questa edizione è la capacità del Salone di intercettare pubblici molto diversi tra loro. Accanto ai grandi nomi della letteratura internazionale, il programma ospita figure provenienti dal cinema, dalla televisione, dalla comicità, dalla divulgazione e dalla musica.
Tra gli ospiti annunciati figurano Paola Cortellesi, Marco Bellocchio, Fiorello, Luciana Littizzetto, Alessandro Baricco, Roberto Baggio, Erin Doom e Francesco Costa.
La presenza di creator, personaggi televisivi e autori capaci di mobilitare community online molto attive continua così a trasformare il Salone in un evento che vive anche fuori dai padiglioni, attraverso contenuti condivisi in tempo reale sui social.
Le nove sezioni che raccontano il presente
L’edizione 2026 è organizzata attorno a nove sezioni curate da personalità differenti del mondo culturale. Tra queste ci sono “Romance”, affidata a Erin Doom, “Leggerezza” con Luciana Littizzetto, “Informazione” curata da Francesco Costa, “Cinema” con Francesco Piccolo e “Romanzo” con Alessandro Piperno.
Una struttura che riflette perfettamente la natura sempre più ibrida del Salone: non soltanto una manifestazione editoriale, ma un luogo in cui la cultura contemporanea viene raccontata attraverso linguaggi differenti e pubblici differenti.
Torino resta il centro della conversazione culturale italiana
Nel 2025 il Salone aveva superato i 231 mila visitatori, confermandosi uno degli appuntamenti culturali più partecipati del Paese.
Il 2026 sembra muoversi nella stessa direzione, con un modello ormai molto chiaro: trasformare il libro nel punto di partenza di una conversazione più ampia che coinvolge spettacolo, attualità, intrattenimento e social media. Ed è probabilmente proprio questa la ragione per cui il Salone continua ad allargare il proprio pubblico anno dopo anno, riuscendo a parlare anche a chi normalmente resta lontano dal mondo editoriale.
