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L’uomo dei sogni: una commedia per affrontare le proprie fragilità

L’uomo dei sogni: una commedia per affrontare le proprie fragilità

Giampiero Rappa, attore regista e drammaturgo, porta in scena uno spettacolo fatto di crisi, rapporti familiari, incubi e rinascite

Joe Black è un disegnatore di fumetti di grande talento che sta attraversando un momento di profonda crisi, un disagio che lo fa soffrire di parasonnie, un disturbo del sonno che porta a vivere quasi delle allucinazioni. Mentre si dorme, è come se si vedessero nella propria stanza i sogni agire, i personaggi dei propri incubi trasformarsi in realtà.

“L’uomo dei sogni” è uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da Giampiero Rappa, brillante artista, che ha saputo esorcizzare un suo disagio notturno,  trasformandolo in un opera drammaturgica surreale, evocativa e divertente, in scena al Teatro Parenti di Milano da stasera 24 febbraio fino a domenica 1 marzo.

Giampiero, il protagonista del tuo spettacolo soffre di parasonnie, un disturbo particolare: quanto c’è di autobiografico?

“Conosco molto bene questa situazione, e proprio per questo diciamo che ho voluto “vendicarmi”. Questi incubi mi hanno sempre tormentato anche da bambino. Vengono chiamate anche paralisi del sonno e almeno una volta nella vita, le provano tutti. Succede quando ti senti paralizzato nel letto, con la sensazione di non poter muovere il corpo, di non averne più il controllo. Ammetto però, che ultimamente, da quando ho iniziato a scrivere lo spettacolo, non mi sta più succedendo. È stato terapeutico.”

Il debutto di questa stagione è milanese, ma lo spettacolo ha già ottenuto un gran successo

“L’abbiamo proposto l’anno scorso a Roma e Padova; adesso ripartiamo da Milano per poi ripercorrere un bel po’ di tappe. Per essere un testo di drammaturgia contemporanea ci sono state moltissime richieste, il gradimento è stato davvero buono. Sono orgoglioso che Alessandra Longobardi (Viola produzioni) abbia creduto in questo progetto.”

Come si svolge lo spettacolo?

“Lo spettatore assiste alla vita e ai discorsi di Giovanni (Joe Black), senza capire se stia sognando o meno. Ci sono scene talmente reali da sembrare vere e invece sono sogni, oppure momenti in cui si pensa di assistere a un sogno e invece è realtà. Questo cortocircuito succede dall’inizio alla fine. I personaggi che alimentano questo stato, interpretati da me e Lisa Galantini, sono due figure che si trasformano in continuazione e vengono costantemente a sollecitarlo per la risoluzione di quelli che sono i suoi problemi. Ecco perché lo tormentano ogni notte: capiscono che questo è l’unico modo per farlo uscire dalla depressione, da una rabbia che ha covato durante la sua vita e che ha trasferito su se stesso.”

Una sorta di autodifesa dell’inconscio che cerca di farlo reagire

“Esatto. Giovanni è una persona tranquilla, che non si arrabbia mai, o così sembrerebbe: di notte, tutto ciò che non ha detto agli altri viene a presentargli il conto, tormentandolo.

Per cercare di aiutarlo, torna dalla Nuova Zelanda la sua unica figlia, con una  notizia che però lo scombussolerà ulteriormente. A questo ritorno si accompagnano  tutti i non detti nel loro rapporto. Ci sono momenti divertenti, ma anche momenti commoventi, in cui molti possono riconoscersi nella propria relazione con i figli.”

Il 27 febbraio, dopo lo spettacolo, interverrà la dottoressa Vincenza Castronovo, psicologa clinica e psicoterapeuta presso il Centro di Medicina del Sonno dell’Ospedale San Raffaele

“Faremo un incontro dove lei spiegherà quanto i problemi del sonno stiano coinvolgendo in particolar modo i giovani, problema legato anche ai dispositivi elettronici che fungono, praticamente, da caffeina. Evidenzierà come i problemi del sonno possano causare danni potenzialmente enormi.”

Uno spettacolo che ha preso spunto da una situazione personale per poi essere veicolato su personaggi che, con sarcasmo e cinismo, aiutano Giovanni a liberarsi dei suoi incubi.

“Sono molto contento di lavorare con questi attori straordinari: per me il teatro è squadra, è mettersi a disposizione di una storia, un gruppo di attori in cui ognuno porta il proprio mondo.

Come autore e regista di questa commedia, il mio sogno è regalare, insieme a questa compagnia di attori formidabili, un viaggio in cui ogni spettatore possa sorprendersi, divertirsi, riflettere e, soprattutto… sognare.

Perché, in fondo, il teatro è questo: un luogo dove la realtà e l’immaginazione si fondono, dove gli incubi possono essere sconfitti e i sogni possono diventare possibili.”

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