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Il bar sotto il mare: il mondo surreale di Benni sale sul palcoscenico

Il bar sotto il mare: il mondo surreale di Benni sale sul palcoscenico

Dal 26 maggio al 7 giugno al Teatro Menotti di Milano va in scena il capolavoro geniale e poetico di Stefano Benni

Difficilmente si riuscirà a scorgere un gruppo di personaggi talmente bizzarri, ma al contempo così rassicuranti come in quello che si può definire il gioiello letterario di Stefano Benni. Gli individui che si ritrovano a raccontare storie divertenti e terribilmente intelligenti nella loro assurdità ne “Il Bar sotto il mare”, sono persone con cui ognuno di noi berrebbe volentieri più di un caffè, o meglio, un bicchiere di vino, sicuramente più consono allo spirito goliardico dell’ambiente.

“Improvvisamente dal sipario del buio uscì un vecchietto elegante con una gardenia all’occhiello. Mi misi a seguirlo incuriosito… prese a discendere una scaletta che dal molo calava nelle acque scure…mi ritrovai in un bar accogliente, luminoso e pieno di avventori… Mi sedetti, e ascoltai i racconti del bar sotto il mare.”

Ecco il prologo che ci introduce ad assaporare storie chimeriche, ventitré racconti surreali, stravaganti, ma ben ancorati alla satira pungente dello scrittore bolognese.

L’uomo invisibile, il nano, la vecchietta e la sua novella dell’investigatrice dall’acuto nome di Priscilla Mapple fino alla spassosa “Traversata dei vecchietti” raccontata dal barista, intrisa di tutto l’umorismo raffinato di cui Stefano Benni era capace.

Dal 26 maggio al 7 giugno, il Bar sotto al mare prende vita al Teatro Menotti di Milano. In scena, un trio di compagni di viaggio composto da Fabrizio Checcacci, Roberto Andrioli e Lorenzo degl’ Innocenti attori versatili e carismatici, sotto la regia di Emilio Russo.

Accanto a loro, la musica dal vivo di Cosimo Zannelli, per esaltare ancora di più l’humus dello spettacolo.

L’obiettivo è di catturare la stessa magia del libro, portando sul palco il suo mondo illogico, immorale e irresistibilmente poetico di questi personaggi incredibili, che tanto somigliano alle persone che incrociamo nella vita reale.

Una piccola curiosità: l’uomo con la gardenia all’occhiello che giuda il protagonista nel ritrovo sommerso è un esplicito omaggio a Jacques Prévert, poeta francese che Benni adorava e che spesso girava proprio con un fiore all’occhiello.

E proprio una citazione di Prévert si adatta perfettamente ai racconti e agli avventori del bar sotto al mare: “Bisognerebbe tentare di essere felici, non foss’altro che per dare l’esempio.”

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