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I 100 romanzi più belli di sempre secondo gli scrittori: la classifica che sta facendo discutere il mondo dei libri

I 100 romanzi più belli di sempre secondo gli scrittori: la classifica che sta facendo discutere il mondo dei libri

Da Middlemarch a Beloved, passando per Ulysses e Han Kang: 172 scrittori, critici e accademici hanno eletto i più grandi romanzi della storia. E il risultato sta già dividendo lettori, BookTok e mondo editoriale

C’è qualcosa che il mondo dei libri ama quasi quanto leggere: discutere su quale sia il romanzo più grande di tutti i tempi. È il motivo per cui ogni classifica letteraria diventa immediatamente virale, attraversa TikTok, accende Reddit, riempie Instagram di “must read” e trasforma i classici in terreno di scontro culturale. Questa volta, però, a rilanciare il dibattito non è stato un social network ma  The Guardian, che ha appena pubblicato una monumentale lista dei 100 migliori romanzi di sempre pubblicati in inglese, costruita attraverso il voto di 172 scrittori, critici e accademici internazionali.  

Il metodo scelto dal quotidiano britannico ricorda quello già utilizzato dal New York Times o dalla storica rivista cinematografica Sight & Sound: a ogni partecipante è stato chiesto di indicare i propri dieci romanzi preferiti di sempre, ordinandoli per importanza. I voti sono poi stati pesati non soltanto in base al numero di citazioni ricevute, ma anche alla posizione assegnata da ciascun votante, trasformando così il gusto collettivo di una comunità di esperti in una classifica definitiva — o almeno, inevitabilmente discussa.  

Tra i nomi coinvolti nel sondaggio figurano alcune delle voci più importanti della narrativa contemporanea: Salman Rushdie, Stephen King, Ian McEwan, Elif Shafak, Maggie O’Farrell, Jennifer Egan e Bernardine Evaristo.  

Il romanzo più grande di sempre? Ha più di 150 anni

A conquistare il primo posto è stato Middlemarch, il monumentale romanzo di George Eliot pubblicato tra il 1871 e il 1872. Una scelta che, almeno nel mondo letterario anglosassone, non sorprende del tutto: da decenni Middlemarch viene considerato uno dei vertici assoluti della narrativa moderna, ma vederlo incoronato come “miglior romanzo di tutti i tempi” da una platea così ampia di scrittori e critici gli conferisce un peso culturale nuovo.  

Nel presentare il libro, il Guardian lo descrive come un’opera capace di intrecciare matrimonio, ambizione, desiderio, politica e trasformazioni sociali in una narrazione che ha letteralmente ridefinito il romanzo moderno.  

Dietro Middlemarch compaiono altri colossi della letteratura mondiale: Beloved di Toni Morrison al secondo posto, Ulysses di James Joyce al terzo, seguiti da To the Lighthouse e In Search of Lost Time.  

Nella top 20 trovano spazio anche Anna Karenina, War and Peace, Pride and Prejudice, Jane Eyre e One Hundred Years of Solitude.  

La classifica che fotografa come è cambiato il canone letterario

Più della graduatoria in sé, però, a colpire è il modo in cui questa lista racconta il cambiamento del canone letterario contemporaneo. Rispetto a classifiche simili pubblicate vent’anni fa, il numero di autrici presenti cresce in maniera significativa: secondo il Guardian, nel 2003 le donne rappresentavano appena 16 titoli, mentre oggi sono 36.  

La scrittrice più rappresentata è Virginia Woolf, con ben cinque romanzi presenti nella top 100.  

Accanto ai classici europei trovano spazio anche opere contemporanee e voci globali come Chimamanda Ngozi Adichie, Elena Ferrante e Zadie Smith.  

E poi c’è un dettaglio che in Asia ha già attirato enorme attenzione: Han Kang entra nella lista con The Vegetarian, unico titolo di un’autrice asiatica presente nella top 100. Il romanzo compare all’85esimo posto e viene citato dal Guardian come una delle opere che hanno ridefinito il rapporto tra letteratura asiatica contemporanea e pubblico occidentale.  

Un risultato che conferma ancora una volta quanto la narrativa coreana abbia ormai superato i confini della nicchia editoriale, trasformandosi in una delle espressioni culturali più forti della Korean Wave globale.

Ma ogni classifica crea inevitabilmente polemiche

Naturalmente, internet ha reagito come internet reagisce sempre davanti alle classifiche definitive: discutendo furiosamente. Su Reddit molti utenti hanno apprezzato la varietà della lista e la presenza di opere meno prevedibili, mentre altri hanno criticato grandi assenze come J.R.R. Tolkien, Philip Roth o J.D. Salinger.  

Anche la posizione relativamente “bassa” di Don Quixote — soltanto 26esimo — ha acceso discussioni soprattutto nel mondo ispanofono, dove molti lettori considerano il romanzo di Cervantes il vero punto zero della narrativa moderna.  

Ma forse è proprio questo il senso dell’operazione. Lo stesso Guardian ha spiegato di non voler produrre una verità definitiva, quanto piuttosto aprire una conversazione globale su cosa significhi oggi parlare di “grande romanzo”.  

Ed è probabilmente questo il motivo per cui la classifica sta funzionando così bene online: non soltanto perché suggerisce libri da leggere, ma perché trasforma la letteratura in dibattito pop, in identità culturale, quasi in fandom. Esattamente come accade con le serie tv, i film o la musica.

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