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Bandiere Blu 2026, l’Italia del mare pulito cresce ancora: ecco tutte le novità e le spiagge premiate

Bandiere Blu 2026, l’Italia del mare pulito cresce ancora: ecco tutte le novità e le spiagge premiate

Dalla Calabria alla Liguria, passando per Rimini, Lipari e il Monte Argentario: le Bandiere Blu 2026 premiano 257 località italiane. Crescono i comuni virtuosi, aumentano i progetti green e la corsa al turismo sostenibile diventa sempre più strategica

Con l’estate ormai alle porte, torna anche una delle classifiche più osservate da italiani e turisti stranieri quando si parla di vacanze, qualità del mare e sostenibilità ambientale. Le Bandiere Blu 2026 assegnate dalla FEE – Foundation for Environmental Education – fotografano infatti un’Italia che continua a investire sulla qualità delle proprie coste, ma anche sulla gestione del territorio, sulla mobilità sostenibile e sulla trasformazione del turismo in chiave sempre più green.

Quest’anno le località costiere premiate salgono a 257, undici in più rispetto al 2025. Le nuove entrate sono 14, mentre tre comuni non sono riusciti a confermare il riconoscimento. A queste si aggiungono 23 comuni lacustri e 87 approdi turistici, per un totale di 525 spiagge Bandiera Blu: circa l’11,6% di tutte quelle premiate nel mondo.

Dietro la bandiera che ogni estate compare sulle spiagge italiane, però, non c’è soltanto il colore del mare. E forse è proprio questo il punto che negli ultimi anni ha cambiato profondamente il peso del riconoscimento: oggi la Bandiera Blu è diventata anche un indicatore economico, urbanistico e politico, capace di influenzare turismo, investimenti e reputazione dei territori.

Bandiere Blu 2026, l’Italia del mare pulito cresce ancora: ecco tutte le novità e le spiagge premiate

La Liguria resta regina, ma la vera sorpresa è la Calabria

In cima alla classifica continua a esserci la Liguria, che consolida il proprio primato arrivando a 35 località premiate grazie a due nuovi ingressi. È però la Calabria a segnare il dato più interessante dell’edizione 2026: con quattro nuove Bandiere Blu è la regione che cresce di più in assoluto e conquista il secondo posto nazionale insieme alla Puglia.

Un risultato che racconta anche un cambio di percezione del Sud Italia sul piano turistico. Per anni molte località calabresi sono rimaste fuori dai grandi circuiti internazionali pur avendo acque straordinarie. Oggi invece la regione sembra puntare con decisione su infrastrutture, sostenibilità e valorizzazione territoriale, cercando di trasformare il patrimonio naturale in un sistema turistico più competitivo.

Restano stabili le 20 Bandiere Blu di Campania e Marche, mentre la Toscana sale a 20 grazie a un nuovo ingresso. Cresce anche la Sardegna, che arriva a 17 località premiate, così come la Sicilia, che raggiunge quota 16 con due nuovi comuni.

Stabile l’Abruzzo con 16 bandiere, mentre il Trentino-Alto Adige conferma le sue 12 località premiate. L’Emilia-Romagna sale invece a 11 grazie a una new entry, mentre il Lazio perde una bandiera e scende a 10.

Il Veneto resta fermo a nove riconoscimenti, la Basilicata a cinque e il Piemonte a quattro. La Lombardia conquista invece un nuovo ingresso e arriva anch’essa a quattro comuni Bandiera Blu.

Chiudono la classifica, con due località premiate, Friuli Venezia Giulia e Molise.

Da Lipari a Limone sul Garda: le nuove entrate del 2026

Tra le novità più osservate di questa edizione ci sono località molto diverse tra loro, ma accomunate da una forte crescita sul piano turistico e ambientale.

C’è Lipari, simbolo di un turismo mediterraneo che cerca equilibrio tra afflusso turistico e tutela ambientale. C’è Rimini, che continua il proprio processo di trasformazione urbana e di riposizionamento oltre l’immaginario tradizionale della Riviera. E poi c’è il Monte Argentario, sempre più centrale nel turismo premium italiano.

Tra i laghi spicca invece Limone sul Garda, unica nuova Bandiera Blu tra i comuni lacustri premiati nel 2026.

Un dettaglio che racconta bene anche come il concetto di vacanza sostenibile si stia allargando oltre il mare: sempre più viaggiatori cercano infatti destinazioni legate alla natura, alla qualità paesaggistica e a un’idea di turismo lento.

Non basta il mare pulito: i 33 criteri che decidono chi vince

L’equivoco più comune sulle Bandiere Blu è pensare che basti avere acqua cristallina per ottenere il riconoscimento. In realtà il mare rappresenta solo il punto di partenza.

Per candidarsi, i comuni devono rispettare ben 33 criteri internazionali che comprendono depurazione delle acque, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti, accessibilità delle spiagge, sicurezza, arredo urbano, piste ciclabili, aree verdi, mobilità sostenibile, servizi turistici ed educazione ambientale.

La qualità delle acque resta comunque il requisito fondamentale: deve risultare eccellente per almeno quattro anni consecutivi secondo le analisi delle Arpa regionali.

Negli ultimi anni, però, la FEE ha iniziato a spingere sempre di più su una logica di governance territoriale complessiva. Non si valuta più soltanto la spiaggia, ma il modo in cui un comune gestisce il proprio rapporto con il turismo, con i residenti e con il cambiamento climatico.

Il Piano di Sostenibilità cambia il modello turistico delle località costiere

Per il secondo anno consecutivo, tutti i comuni Bandiera Blu hanno dovuto presentare il Piano di Azione per la Sostenibilità 2025-2027, uno strumento che sta diventando sempre più centrale nella valutazione finale.

I macro-obiettivi individuati sono cinque: mobilità sostenibile, città e comunità sostenibili, tutela della biodiversità terrestre, protezione degli ecosistemi marini e lotta al cambiamento climatico.

Ed è proprio qui che emerge uno dei dati più interessanti dell’edizione 2026: se nel 2025 i comuni che lavoravano su tutti e cinque gli obiettivi erano l’81%, quest’anno si è arrivati al 94%.

Numeri che secondo Claudio Mazza, presidente della FEE Italia, mostrano una crescita concreta nella qualità della programmazione ambientale dei territori.

“Più impegni, più progettualità, più qualità, più struttura e più metodo”, ha spiegato Mazza commentando i risultati di quest’anno.

La nuova alleanza tra Bandiera Blu e Green Key

Tra le novità più strategiche del 2026 c’è anche la sinergia tra Bandiera Blu e Green Key, il programma internazionale dedicato a hotel, campeggi, B&B e ristoranti sostenibili.

L’obiettivo è evidente: trasformare la sostenibilità da semplice elemento promozionale a ecosistema turistico integrato.

Non basta più avere un mare pulito se poi il territorio non investe su strutture ricettive efficienti, gestione energetica, riduzione dei rifiuti o mobilità sostenibile. Ed è probabilmente questa la direzione che il turismo europeo seguirà sempre di più nei prossimi anni.

Perché oggi la Bandiera Blu non rappresenta soltanto una spiaggia bella. Rappresenta soprattutto un modello di destinazione turistica che prova a restare competitiva in un’epoca in cui qualità ambientale, vivibilità e sostenibilità stanno diventando parte integrante dell’esperienza di viaggio.

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