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«Arrivano dal mare!»: il festival che consacra Ravenna e la Romagna come luoghi culturali d’eccellenza

«Arrivano dal mare!»: il festival che consacra Ravenna e la Romagna come luoghi culturali d’eccellenza

Dal 20 al 24 maggio Ravenna ospita «Arrivano dal Mare!», il festival di teatro di figura con artisti da 15 paesi

Cinque giorni, quindici paesi rappresentati, quasi tre secoli di tradizione da preservare. Ravenna e Gambettola tornano a essere il centro del teatro di figura italiano e internazionale con «Arrivano dal mare!», il Festival Internazionale dei Burattini e delle Figure, giunto a una settima edizione particolarmente densa di significati, a partire dal contesto.

Innanzitutto, Ravenna porta il titolo di Capitale italiana del mare, conferito dal ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, e ospita in contemporanea «De Portibus», il Festival dei porti che collegano il mondo, in programma dal 21 al 23 maggio. A tutto ciò si aggiunge il programma Cultura Lituania in Italia 2025-2026. Una sovrapposizione di eventi che ha generato nuove collaborazioni tra enti pubblici e privati, secondo una prassi che Teatro del Drago, attivo sul territorio da ben 47 anni, ha affinato nel tempo.

«Arrivano dal mare!»: il festival che consacra Ravenna e la Romagna come luoghi culturali d’eccellenza
«Arrivano dal mare!»: il festival che consacra Ravenna e la Romagna come luoghi culturali d’eccellenza

Una tradizione secolare che guarda al futuro

Non solo un festival di spettacoli. «Arrivano dal Mare!» è anche il tentativo concreto di tenere viva un’arte che affonda le radici in tre secoli di storia italiana. Proprio in quest’ottica, i direttori artistici Roberta Colombo e Andrea Monticelli lavorano da anni su più fronti: l’internazionalizzazione, il ricambio generazionale, la sostenibilità ambientale e, soprattutto, la trasmissione di saperi antichi che rischiano di andare dispersi.

Il teatro di figura non può limitarsi a essere definito intrattenimento. No, è artigianato artistico, linguaggio educativo, patrimonio culturale nel suo significato più intimo e profondo. Lo sottolinea anche Gessica Allegni, assessore alla cultura della Regione Emilia-Romagna: «Il teatro di figura non è solo tradizione: è uno strumento educativo vivo, che nutre creatività e relazioni, nei bambini e negli adulti».

Quest’anno, oltretutto, si è aggiunta una novità rilevante: per la prima volta ATER Fondazione entra in partnership sul versante dell’internazionalizzazione, occupandosi dell’ospitalità della delegazione straniera, elemento da sempre centrale nella filosofia del festival.

Il momento simbolico dello «Sbarco dei burattini»

Uno degli appuntamenti più attesi è previsto per sabato 23 maggio, alle 15, in testata di Darsena. È lì che andrà in scena Lo Sbarco dei Burattini, realizzato in collaborazione con l’Autorità Portuale e la Capitaneria di Porto. Barche a vela del Circolo Ravennate e altre imbarcazioni risaliranno il Canale Candiano con a bordo burattinai e marionettisti, riprendendo un’antica tradizione interrotta per decenni e rilanciata finalmente nel 2025. Ad aspettarli, a riva, la Fish parade dei pesci Koinobori, curata dall’artista giapponese Izumi Fujiwara e realizzata insieme al Liceo Artistico Nervi Severini. A seguire, lo spettacolo di bolle di Michele Cafaggi e la performance «UMANA» dell’artista lituana Agne Muryale.

A evidenziare ulteriormente la forte internazionalità della manifestazione, la presenza di una delegazione di direttori di festival di teatro di figura provenienti da diverse parti del mondo: da Repubblica Ceca, Giappone, da Scozia a Macao, sarà presente per dialogare con gli artisti e osservare da vicino un modello che, nel corso degli anni, è diventato un punto di riferimento identitario.

L’importanza del festival per Ravenna e l’Emilia-Romagna

Al di là dell’internazionalità , gran parte del valore del festival risiede nel radicamento territoriale. La famiglia Monticelli ha costruito negli anni un vero e proprio ecosistema: il Museo La casa delle Marionette, le attività presso le Artificerie Almagià, il Teatro comunale di Gambettola, le residenze presso casa Fellini. Un insieme di luoghi e pratiche che ha trasformato il teatro di figura in un marchio identitario per entrambe Ravenna e Gambettola ma anche, più in generale, per l’intera Emilia-Romagna.

In un mondo che cambia in fretta e lascia poco spazio alla pazienza artigianale, «Arrivano dal Mare!» continua a salpare. E ogni anno torna a riva con qualcosa di nuovo.

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