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Oscar 2026, Hollywood incorona Paul Thomas Anderson: Una battaglia dopo l’altra vince l’Academy Awards

Oscar 2026, Hollywood incorona Paul Thomas Anderson: Una battaglia dopo l’altra vince l’Academy Awards

La tragicommedia con Leonardo DiCaprio ex rivoluzionario è il miglior film. Ha avuto la meglio su “I peccatori”. Premiati come migliori attori Michael B. Jordan e Jessie Buckley, sul palco in una risata di gioia

Nel testa a testa tra Paul Thomas Anderson e Ryan Coogler ha avuto la meglio il primo: è Una battaglia dopo l’altra il miglior film degli Oscar 2026.

La tragicommedia con Leonardo DiCaprio ex rivoluzionario ha avuto la meglio su I peccatori, folk horror frontrunner con 16 nomination, anche nel bilancio finale delle statuette vinte: sei contro quattro. Segue con tre premi (tutti tecnici) Frankenstein di Guillermo del Toro.

«Nel 1975 i film candidati erano Lo squalo, Quel pomeriggio di un giorno da cani, Qualcuno volò sul nido del cuculo… Che candidature! E ora io. Andiamo a prenderci un Martini perché è veramente incredibile». Queste le parole di Paul Thomas Anderson dopo aver ricevuto il premio più importante. L’Oscar arriva di certo non per il suo film migliore, ma dopo una lunga carriera e ben 11 nomination precedenti tutte andate a vuoto.

Oscar 2026, la crisi di riso Jessie Buckley

Condotta da Conan O’Brian, è stata una cerimonia di premiazione degli Oscar, alla 98^ edizione, in tono minore. Nel mondo rombano missili e toni di guerra e il Dolby Theatre di Los Angeles non poteva dimenticarlo.

«Ho scritto questo film per i miei figli», ha detto Paul Thomas Anderson nel discorso di ringraziamento per l’Oscar alla miglior sceneggiatura originale. «Mi dispiace per il mondo che stiamo lasciando. Sarete voi la generazione che ci porterà un po’ di decenza».

Una battaglia dopo l’altra ha ricevuto statuette anche per miglior regia, sceneggiatura non originale, miglior attore non protagonista a Sean Penn (illustre assente), montaggio e casting, nuova categoria introdotta quest’anno.

Migliore attrice protagonista è l’irlandese Jessie Buckley, superba madre amorevole e dolente in Hamnet – Nel nome del figlio. Sul palco è scoppiata in una crisi di riso, prima di ringraziare la sua regista, Chloé Zhao, «questa donna così incandescente» e dedicare l’Oscar «allo splendido caos che è il cuore di una madre. Veniamo da una famiglia di donne che ha sempre lottato contro tutte le probabilità».

Alla sua prima nomination, Michael B. Jordan ha la meglio sui big divi Timothée Chalamet di Marty Supreme e Leonardo DiCaprio di Una battaglia dopo l’altra. «Io sono qui davanti a voi per le altre persone che mi hanno preceduto: Sidney Poitier, Halle Berry, Jamie Foxx, Will Smith», ha detto il trentanovenne di origini afroamericane alzando l’Oscar come miglior attore protagonista. «So che avete scommesso su di me, per questo ho continuato a provare. Grazie alle persone che hanno contribuito al mio successo».

Oscar 2026, Hollywood incorona Paul Thomas Anderson: Una battaglia dopo l’altra vince l’Academy Awards
Jessie Buckley (Foto Ansa / EPA/Chris Torres)

Sean Penn (assente) dei record

Sean Penn, che ha disertato la cerimonia, si unisce a Jack Nicholson, Walter Brennan e Daniel Day-Lewis nel manipolo di attori con il maggior numero di Oscar di sempre, tre statuette.

Conquista il suo terzo Oscar anche il compositore svedese Ludwig Goransson, per la colonna sonora de I peccatori. La Scandinavia esulta anche per l’Oscar al miglior film internazionale, andato a Joachim Trier per Sentimental value. Il regista norvegese ha lanciato una stoccata a segno: parafrasando lo scrittore americano James Baldwin, ha ricordato che la responsabilità verso le nuove generazioni riguarda tutti gli adulti, chiudendo: «Tutti gli adulti sono responsabili di tutti i bambini. Non votiamo politici che non prendono questa responsabilità sul serio».

L’Oscar alla miglior fotografia per la prima volta va a una donna, ad Autumn Durald Arkapaw per I peccatori. «Vorrei chiedere alle donne presenti in sala di alzarsi, perché senza di voi non potrei essere qua», ha detto. «Lo penso sinceramente. Ho ricevuto così tanto amore dalle donne che mi hanno accompagnato durante questa campagna».

Prima volta anche che un brano k-pop vince l’Oscar alla miglior canzone: ci riesce Golden, che percorre il cartoon KPop Demon Hunters, miglior film d’animazione.

Durante il momento In memoriam, toccante intervento di Barbra Streisand, che ha cantato The way we were e ricordato l’amico Robert Redford, che lei si divertiva a chiamare «cowboy intellettuale».

Nella carrellata di volti che ci hanno lasciato, anche i nostri Claudia Cardinale, Giorgio Armani e Gianni Quaranta. E poi Rob Reiner e sua moglie Michele Singer Reiner, Diane Keaton, Béla Tarr, Val Kilmer, Terence Stamp, Robert Duvall…

Oscar 2026, Hollywood incorona Paul Thomas Anderson: Una battaglia dopo l’altra vince l’Academy Awards
Michael B. Jordan (Foto Ansa / EPA/Chris Torres)

Oscar 2026: tutti i vincitori

Oscar al miglior film
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson

Oscar alla migliore regia
Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra

Oscar al miglior attore protagonista
Michael B. Jordan ne I peccatori

Oscar alla migliore attrice protagonista
Jessie Buckley in Hamnet – Nel nome del figlio

Oscar al miglior attore non protagonista
Sean Penn in Una battaglia dopo l’altra

Oscar alla migliore attrice non protagonista
Amy Madigan in Weapons

Oscar al miglior film d’animazione
KPop Demon Hunters di Maggie Kang e Chris Appelhans

Oscar al miglior film internazionale
Sentimental Value
(Norvegia)

Oscar alla migliore sceneggiatura originale
I peccatori, Ryan Coogler

Oscar alla migliore sceneggiatura non originale
Una battaglia dopo l’altra, Paul Thomas Anderson

Oscar alla migliore fotografia
I peccatori – Autumn Durald Arkapaw

Oscar ai migliori costumi
Frankenstein – Kate Hawley

Oscar alla migliore colonna sonora
I peccatori
– Ludwig Goransson

Oscar alla migliore canzone originale
Golden dal film KPop Demon Hunters – Ejae, Mark Sonnenblick, Joong Gyu Kwak, Yu Han Lee, Hee Dong Nam, Jeong Hoon Seon, Teddy Park

Oscar al miglior casting
Una battaglia dopo l’altra – Cassandra Kulukundis

Oscar al miglior documentario
Mr. Nobody against Putin di David Borenstein e Pavel Talankin

Oscar al miglior montaggio
Una battaglia dopo l’altra – Andy Jurgensen

Oscar alla migliore scenografia
Frankenstein – Tamara Deverell, Shane Vieau

Oscar al miglior trucco e acconciatura
Frankenstein – Mike Hill, Jordan Samuel, Cliona Furey

Oscar ai migliori effetti visivi
Avatar: Fuoco e cenere – Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon, Daniel Barrett

Oscar al miglior sonoro
F1 – Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary A. Rizzo, Juan Peralta

Oscar al miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms di Joshua Seftel

Oscar al miglior cortometraggio (ex aequo)
The Singers
di Sam A. Davis
Two People Exchanging Saliva
di Natalie Musteata e Alexandre Singh

Oscar al miglior cortometraggio d’animazione
The Girl Who Cried Pearls di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski

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