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The Big Bang Theory, la scienza che fa ridere: i motivi del successo

Otto stagioni all'attivo, tanti premi in bacheca, ecco perché la sitcom sui giovani scienziati nerd piace così tanto

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21 milioni di spettatori negli Stati Uniti, otto stagioni all'attivo, decine di premi vinti fra i quali sette Emmy (di cui quattro a Jim Parsons per il suo ritratto del personaggio più iconico, il fisico teoretico, misantropo e sferzante Sheldon Cooper). Ecco alcuni numeri del successo di The Big Bang Theory, la sitcom sui giovani scienziati nerd con annessi amici, fidanzate e parenti, che ha fra i protagonisti anche Johnny Galecki, Kaley Cuoco, Simon Helberg e Kunal Nayyar.

Vero fenomeno pop globale, il 10 dicembre è approdato anche alla Macroarea di Scienze dell'Università Tor Vergata di Roma dove ne è stato analizzato il successo, davanti a una platea di studenti-scienziati in erba, con gli interventi dell'astrofisico e docente Amedeo Balbi e del conduttore radiofonico della Gialappa's band Giorgio Gherarducci. In attesa della messa in onda dell'ottava stagione in Italia, su Mediaset premium Joi dal 6 gennaio, indaghiamo tra i motivi del successo di The Big Bang Theory.


La giocosità della scienza

"La scienza si fa anche perché si è spinti da una sorta di divertimento, c'è una componente di gioco, che si vede molto bene in The Big Bang Theory", ha detto l'astrofisico Amedeo Balbi. "Siccome il divertimento e la passione sono contagiosi, vedere scienziati scombinati ma appassionati contagia anche il pubblico".

La scienza trattata con rigore

The Big Bang Theory Il cast di "The Big Bang Theory". Da sinistra: Simon Helberg, Kunal Nayyar, Melissa Rauch, Johnny Galecki, Kaley Cuoco e Jim Parsons Ansa/EPA/Michael Nelson

Ideata da Chuck Lorre e Bill Prady, al di là del suo lato più umoristico, la sitcom The Big Bang Theory è comunque molto attenta a inserire reali teorie e precisi riferimenti scientifici all'interno delle storie.
"La sitcom ha come consulente l'astrofisico David Saltzberg della Ucla", spiega Balbi. "È l'autore delle elaborate equazioni che vedete sulle lavagne dei protagonisti e cura l'esattezza degli elementi scientifici nelle battute. Per quanto in maniera subliminale, attraverso la comicià, The Big Bang Theory funziona anche come trasmissione di divulgazione scientifica".

I cammei di Stephen Hawking & Co.

Stephen Hawking Il professor Stephen Hawking, 2 dicembre 2014 Justin Tallis/AFP/Getty Images

Vari scienziati di fama mondiale si sono prestati ad apparire in The Big Bang Theory in autoironici cammei, dal cosmologo britannico Stephen Hawking, che nella quinta stagione rileva un errore nella nuova analisi del bosone di Higgs di Sheldon, al premio Nobel George Smoot, dal fisico statunitense Brian Greene all'astrofisico Neil deGrasse Tyson fino all'astronauta della NASA Michael James Massimino.

Sheldon è come Fonzie ma senza donne

Jim Parsons L'attore Jim Parsons con l'Emmy Award vinto per "The Big Bang Theory", 25 agosto 2014 Mark Ralston/AFP/Getty Images

Il successo della sitcom è dovuto anche alla sua natura innovativa pur con elementi "classici" del genere, secondo Giorgio Gherarducci: "Sheldon è come Fonzie. Il personaggio più amato di una sitcom, il generatore di comicità, è la simpatica canaglia. Tutti e due sono cinici, amorali. L'unica differenza in The Big bang Theory è che in genere questi personaggi sono pieni di donne, mentre Sheldon non sa il sesso dove stia di casa". Per il componente della Gialappa's "la serie avrà la sua doverosa fine il giorno in cui Sheldon tromberà o vincerà il Nobel, o tutti e due insieme".

In alto l'orgoglio nerd

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Altro merito della sitcom, secondo Giorgio Gherarducci, "è stato valorizzare l'orgoglio nerd. Questi sono personaggi che prima venivano presi in giro, oggi governano il mondo, da Bill Gates a Mark Zuckerberg".

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