Televisione

Alessia Marcuzzi: "L'Isola, i social e quel sogno per la tv"

Intervista alla conduttrice del reality di Canale 5, al via da giovedì 24 gennaio. Alessia Marcuzzi continuerà a presentare anche Le Iene con Nicola Savino

Alessia Marcuzzi Isola dei Famosi 2019

Francesco Canino

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Ventotto anni di carriera e un cassetto pieno di sogni catodici ancora da realizzare. Alessia Marcuzzi comincia il 2019 con un doppio impegno da vera stacanovista: il martedì ripartono Le Iene, al fianco di Nicola Savino, il giovedì scatta invece la sua quinta edizione dell’Isola dei Famosi. Archiviate polemiche e attacchi per il “canna gate” di Francesco Monte, il 24 gennaio il reality ritorna a colpi di “girl power” – con due super opinioniste – e un cast (sulla carta) piuttosto forte. Ecco cos’ha raccontato la conduttrice a Panorama.it, a poche ore dal debutto.

Alessia, domanda di rito: che Isola sarà?

Sarà l’isola delle donne, sia a Cayo Cochinos che in studio. Quando facciamo squadra, siamo una fortezza inattaccabile.

Ce la farai a contenere le tue nuove opinioniste, Alda D’Eusanio e Alba Parietti?

Sono abituata a lavorare con donne di successo e dalla forte personalità. Penso a Mara Venier, una che fa valere tutto ciò che dice, come sta dimostrando anche in questo periodo.

Però le alleanze al femminile sono quasi sempre complicate.

È il solito limite. Anche prima della partenza, i concorrenti uomini avevano già fatto gruppo, le donne ancora si annusavano.

Le naufraghe più forti?

Sono tutte grintose e hanno storie forti da raccontare. Penso a Demetra Hampton e Jo Squillo.

Ritrovi Alvin come inviato. Perché lo avete spedito tra i naufraghi come finto concorrente?

Perché in questo modo ci racconterà le cose da dentro, potrà svelare tutte le confessioni e le strategie che già hanno fatto in questi dieci giorni pre-Isola. Sarà molto divertente.

Gli attacchi innescati dal “canna gate” all’Isola 2018 ora sono un lontano ricordo. Rifaresti tutto allo stesso modo?

Sì. Resto convinta dal fatto che alcune cose andavano trattate in un altro contesto: l’Isola è un reality e fa intrattenimento, non è un programma sotto testata giornalistica.

Striscia la notizia però è stata molto dura, anche nei tuoi confronti.

Striscia ha fatto il suo mestiere, noi il nostro. Sono mamma di un ragazzo di 18 anni e non avrei mai messo alla gogna mediatica Francesco Monte in un mio programma: con lui siamo stati duri, tanto che in studio non è mai stato invitato. Comunque, guardo avanti.

A proposito di nuovi concorrenti, su chi punti?

Non faccio preferenze, da brava padrona di casa. Ma mi sono battuta per Riccardo Fogli. Per me è una conquista: si mette in gioco in una cosa completamente diversa. In altre edizioni mi sono spesa perché c’erano dei personaggi che volevo fortemente – ho avuto fiuto su Rocco Siffredi, Raz Degan o Eva Grimaldi – quest’anno ci siamo trovati d’accordo su tutti. È un cast condiviso.

Il concorrente dei tuoi sogni?

 

Cristina D’Avena, perché ha una doppia anima molto accattivante: l’abbiamo sempre vista così angelica per via delle canzoni per bambini, ma lei è molto amata dagli uomini. È super sexy.

Perché l’Isola continua a piacere?

Perché in fondo l’esperienza alla Cast Away la vorrebbero fare tutti, senza telefoni, con pochi oggetti a disposizione. E tutti i concorrenti con cui ho parlato, ci tornerebbero: la difficoltà più grande è la mente.

Tu la faresti?

Ci penso spesso, ma non lo so se la farei. E poi devo condurla.

Perché non la firmi da autrice?

Dopo quindici anni sono una super fruitrice di reality e ne conosco tutte le dinamiche. Però mi piace tenere un certo distacco, quasi da spettatrice: fare l’autore ti mette dentro certi meccanismi in maniera così profonda che non riesci più a guardarli con distacco.

Come se non bastasse, torni anche alla conduzione de Le Iene.

Sarà tosta ma ce la farò col supporto della famiglia, dei nonni e di mio marito. Lui e mia figlia Mia restano a Roma, io scendo a Milano il martedì e riparto il venerdì.

Come si gestisce un doppio impegno così importante?

Cercando un ordine mentale e fisico: anche in albergo, sistemo tutta la stanza a livelli maniacali.

La Marcuzzi come l’iconica Marie Kondo, la scrittrice giapponese maga dell’ordine.

Esatto, sono quasi ossessiva in questo senso. E poi, tre giorni prima della diretta mangio in maniera corretta, evitando la cioccolata fondente: è una sorta di fioretto.

Siamo in clima pre Festivaliero e tu nel 2000 conducevi il Dopo Festival. Che ricordi hai?

L’impatto più forte fu scendere le scale dell’Ariston per lanciare i Subsonica con Tutti i miei sbagli. Fabio Fazio me lo chiese ed io accettai al volo. Lo guardo da spettatrice, mi piace ma lo considero un programma molto difficile da condurre per la pressione mediatica che ci sta intorno.

Dunque non è tra i tuoi obiettivi professionali?

Se mai mi capiterà, sarò felice, altrimenti va bene lo stesso.

E il tuo grande sogno catodico qual è?

Condurre un programma alla Harem. Un talk al femminile mi piacerebbe davvero tanto.

Da “regina dei social”, invece, qual è il prossimo passo?

Vorrei cercare di aprire una piattaforma attraverso la quale le donne possano confrontarsi con altre donne che hanno vissuto esperienze simili alle loro, in ogni ambito della vita. Qualche giorno fa ho postato un video su Instagram – dopo un mio momento no – di una ragazza in lacrime che cerca di camuffare con il trucco la sua sofferenza. Mi sono arrivati migliaia di messaggi di donne che raccontavano le loro storie di vita, tra dolori e sofferenze, momenti bui, delusioni e abbandoni: questa cosa mi ha sconvolto, ho risposto a duemila commenti e la mattina dopo mi sono svegliata con la voglia di creare qualcosa che le mettesse in contatto. Comincio con il mio blog, La Pinella, poi vedremo.

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