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9 cose che (forse) non sai su Candy Candy

L'eroina giapponese d'animazione ha compiuto 40 anni. Ma perché i suoi cartoon sono introvabili? Davvero i suoi film in Italia hanno un finale diverso dall'originale? E, soprattutto, come va a finire la storia?

40 anni

Candy Candy ha da poco compiuto i suoi primi 40 anni. Cartone animato di culto per milioni di teenager di tutto il mondo, dalla fine degli anni 70 al 1997, quando fu misteriosamente ritirato dagli schermi, è una fucina di curiosità. E non manca un pizzico di mistero: perché, tanto per cominciare, è praticamente impossibile vedere gli episodi in tv in replica? Davvero alla fine Candy sposa il tenebroso Terence, o l'edizione italiana del film è stata... ritoccata? E come finisce il romanzo pubblicato giusto 5 anni fa dalla sua autrice Kyoko Mizuki? In questa lista tutte le risposte...

Il romanzo di Candy

Il cartoon Candy Candy è tratto da un romanzo pubblicato nei primi anni 70 dalla scrittrice Kyoko Mizuki, che in seguito divenne un fumetto (manga) coi disegni di Yumiko Igarashi.

Il successo italiano

In Italia Candy Candy arrivò nel 80, sulle tv private (allora non esistevano i network), preceduto da una sigla, cantata dai Rocking Horse, che vendette più di 500 mila copie.

Un modello di emancipazione

Il fumetto si iscrive al filone degli Shojo Manga (storie che usano un'eroina dalle fattezze occidentali, per predicare l'emancipazione femminile, ndr), particolarmente di successo negli anni 70, quando anche in Giappone le donne si misurarono con l'emancipazione e il femminismo. Candy, nelle intenzioni delle autrici, è una donna moderna: vive e viaggia da sola, affronta traversìe dalle quali esce senza l'aiuto degli uomini e non è sottomessa.

Numeri

Il cartoon dura in tutto 115 episodi tv e 3 film per il cinema. L'ultima volta è andato in onda nel 1997.

False speranze

Candy non sposa Terence, come si intuisce dal film che arrivò nei cinema italiani. Nell'originale (made in Japan) finisce tra le braccia di Albert. Ma le fans italiane volevano Terence e lo avevano detto a gran voce attraverso un concorso/sondaggio. I distributori non se la sentirono di deluderle, così qualche taglio qua e là e venne fuori tutta un'altra love story. Tanto allora non c'era internet per verificare...

Finale col botto

Ma il vero (e brutto) finale a sorpresa è stato scritto nel 1997 quando le due autrici, Mizuki e Igarashi, hanno iniziato a combattere nei tribunali per chi fosse la vera madre di Candy Candy. Risultato: il cartone è sparito dalle tv di tutto il mondo e non ha generato il merchandising che le avrebbe rese ricche (come è accaduto ai creatori degli altri manga televisivi).

Made in Italy

Del manga di Candy Candy esiste anche una edizione italiana riadattata, censurata e ricolorata pubblicata dalla Fabbri Editori in 77 uscite settimanali. L'idea ebbe successo e così, l'editore si spinse a pubblicare più di 300 numeri, la maggior parte inventati e disegnati in Italia, che non hanno nulla a che fare con la storia originale.

Il romanzo finale

Nel 2010 Kyoko Mizuki, dopo varie sentenze di tribunale, ha pubblicato il romanzo di Candy Candy final story's, in due volumi di circa 700 pagine, il primo dei quali raccoglie le vicende del cartone animato.

And the winner is...

Il secondo invece spiega com'è andata finire: Candy ormai 35enne, sempre in bilico tra i due grandi amori della sua vita (Albert e Terence), va a vivere in Inghilterra nella città che ha dato i natali a Shakespeare, sul fiume Avon. Il finale rimane comunque aperto: ”Non voglio togliere a nessuno dei miei lettori il piacere di continuare a sognare”, ha ammesso Kyoko Mizuki. Dunque la storia... continua.

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