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Il telegiornale creato con l'AI è già tra noi

Conduttori che replicano le sembianze umane, servizi con immagini e video prodotti con sistemi di intelligenza artificiale generativa. Così il tg di Channel 1 sembra un notiziario classico, in realtà è un esperimento senza precedenti che potrebbe trasformare il giornalismo

Un mezzo busto che racconta le notizie del giorno da una parte, una conduttrice a figura intera in mezzo allo studio che spiega gli effetti di una legge, un'altra in collegamento che illustra il meteo per i prossimi giorni. Scene di ordinaria televisione durante la messa in onda di un telegiornale, come quelle che si susseguono in questo video di Channel 1. Quello prodotto dal canale di Los Angeles è in realtà un tg senza precedenti nella storia, perché si tratta del primo notiziario realizzato con giornalisti-avatar in sostituzione dei professionisti in carne e ossa che entrano tutti i giorni nelle case degli spettatori.

Dietro il prodotto confezionato da Adam Mosam, fondatore di Channel 1, c'è l'intelligenza artificiale, la tecnologia che ha permesso di replicare le sembianze dei conduttori e delle immagini e video che scorrono uno dietro l'altro. Gli avatar e i contenuti sono stati ottenuti con il ricorso a sistemi di AI e di intelligenza artificiale generativa, anche se a differenza dei deepfake che riempiono già da tempo i social media, in questo caso non c'è il tentativo di ingannare chi guarda, e non solo perché i fatti riportati sono verificati e confezionate tramite la collaborazione con un'agenzia di stampa (non ancora nota). In apertura del notiziario e di ogni filmato, infatti, c'è la dicitura che avvisa gli spettatori su cosa stanno vedendo, specificando se conduttori e immagini sono reali o generati mediante l'uso di sistemi di intelligenza artificiale.

Grande protagonista del 2023 anche presso il pubblico generalista grazie all'exploit di ChatGPT, con questo progetto avanguardistico l'AI dimostra di essere pronta a prendersi spazi (per molti) impensabili, nonostante il suo sia uno sviluppo ancora al primo stadio. L'esperimento di Channel 1 ha fatto subito il giro del mondo, non solo perché va a colpire un settore strategico come quello informativo, lasciando intuire come in futuro anche per i giornalisti potranno restringersi gli spazi disponibili, almeno per una porzione attiva nella catena produttiva dedita alla diffusione delle notizie. Al momento resta un unicum atteso dalla prova sul campo, poiché il piano di Mosam è avviare trasmissioni a cadenza regolare a partire dal 2024, con l'obiettivo di arrivare a creare un canale all news basato su giornalisti che strizzano più di un occhio all'intelligenza artificiale.

Sembrano reali ma sono conduttori creati con l'AI 


Tuttavia è indubbio che guardando il video da 22 minuti presente sul sito channel1.ai si resta a metà strada tra lo scioccato e il sorpreso. Perché se non ci fossero le parole dei conduttori-avatar a rivelare che "potete sentirci e vedere le nostre labbra muoversi, ma siamo alimentati da sofisticati sistemi”, buona parte degli utenti faticherebbe a riconoscere di trovarsi davanti a un prodotto realizzato senza la presenza di esseri umani. A lasciare di stucco, per quanto sia un risultato semplice da ottenere grazie alle possibilità offerte dalla tecnologia, sono anche la rapidità e la semplicità con cui si ripete l'esposizione di un avvenimento in tre lingue diverse, elemento importante in quanto utile per ampliare la fascia di pubblico interessato al telegiornale.

Per quanto questi siano solo i primi passi di un sentiero inesplorato e di cui è impossibile, al momento, conoscere o anche ipotizzare il punto di arrivo, è evidente che l'intelligenza artificiale è pronta a rivoluzionare molteplici settori e relativi processi della società contemporanea.

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Alessio Caprodossi