Calciomercato

Roma, la rivoluzione di Fonseca cancella il passato

Via i senatori, dentro giovani e giocatori in cerca di affermazione: così Pallotta, Baldini e Petrachi stanno ridisegnando i giallorossi

paulo fonseca allenatore roma

Giovanni Capuano

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Non è solo un mercato, ma una vera e propria rifondazione. Petrachi e Baldini stanno costruendo da zero una nuova Roma, cancellando le tracce lasciate in eredità dalla disgraziata era Monchi e cambiando pelle a una squadra che nella passata stagione, per la prima volta, ha mancato completamente i propri obiettivi.

Una rivoluzione in campo e non solo. A partire dalla scelta di Paulo Fonseca, allenatore pescato dallo Shakhtar dopo aver incassato tanti no da altri potenziali tecnici. 

Le scelte di Fonseca (e Petrachi)

Il nuovo corso romanista si fonda su alcuni punti fermi: abbassamento del monte stipendi, acquisti con un profilo giovane e da valorizzare anche in chiave futura sul mercato, scelta di giocatori funzionali al calcio di Fonseca. Sono arrivati così Veretout, strappato al Milan con un'operazione da 20 milioni più bonus, Diawara, inserito nell'affare che ha portato a Napoli Manolas, Spinazzola, prelevato dalla Juventus nello scambio di plusvalenze con Pellegrini, e Mancini, difensore centrale messosi in luce con l'Atalanta di Gasperini.

Insieme al portiere Pau Lopez, che ha messo fine alla negativa esperienza dello svedese Olsen, fanno mezza squadra e l'opera di smantellamento e ricostruzione non è finita. Fin qui Petrachi ha aperto i cordoni della borsa di Pallotta per quasi cento milioni di euro, in parte rientrati con le cessioni del già citato Manolas e di El Shaarawy, Gerson e Marcano. Unendo l'addio a De Rossi, lasciato libero tra le polemiche della tifoseria, il senso di epurazione e rifondazione appare evidente.

Sulla lista dei partenti ci sono anche Kolarov e Dzeko con Florenzi nella scomoda posizione di capitano precario e Zaniolo confermato solo ufficialmente e nei fatti possibile cessione da plusvalenza immediata. Monchi e l'ultimo Sabatini sono un ricordo lontano. Del resto Pallotta ha chiarito senza giri di parole di considerare l'esperienza del ds tornato al Siviglia un fallimento e un errore e la nuova società si sta comportando di conseguenza.

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