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Calciomercato: ecco quanto può spendere la Juventus

Il bilancio in passivo, il debito che cresce e l'operazione Ronaldo non ancora a regime: Nedved e Paratici alle prese i paletti sul mercato

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Giovanni Capuano

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L'unica certezza è che della lista della spesa e dei nomi accostati alla Juventus in questo inizio di mercato, alla fine resterà qualcosa ma non tutto. Pogba, Milinkovic Savic, Zaniolo, Rabiot, Chiesa, De Ligt o chi per lui e il già preso Ramsey. Più qualche operazione di contorno per dare profondità e compimento alla rosa affidata a Sarri per tentare l'assalto alla Champions League.

Messi insieme servirebbe una Finanziaria per prenderli, nel senso di un investimento così corposo da finire direttamente nel libro dei sogni uscendo da quello della realtà. Che parla, invece, di una Juventus che nell'anno-uno dopo Ronaldo dovrà ragionare sul suo mercato con una tempistica in due fasi e con grande attenzione alle cessioni per poi reinvestire nei profili ritenuti funzionali al salto di qualità definitivo.

Non significa che sarà un mercato povero e nemmeno che la Juventus non abbia soldi da spendere. Significa, però, che Paratici e Nedved dovranno fare le cose misurando entrate ed uscite perchè il bilancio e i livelli di indebitamento, non preoccupanti considerata la crescita in atto del fatturato, suggeriscono cautela.

Il bilancio in rosso e il debito che cresce

La Juventus chiuderà quasi certamente il bilancio al 30 giugno 2019 con un passivo. Lo ha previsto nei mesi scorsi e l'uscita prematura dalla Champions League non ha aiutato i conti. Le plusvalenze fatte con giocatori di secondo livello (Audero, Sturaro, Orsolini, Cerri, Favilli, Caldara e Mandragora) hanno spinto la voce della gestione calciatori intorno ai 100 milioni di euro aiutando non poco.

Dal 1° luglio la storia cambia, ma la fotografia ad oggi - riportata anche dalla relazione semestrale del club - è quella di una società che non ha ancora tratto l'intero giovamento dall'operazione Ronaldo. Servirà ancora qualche mese: oggi la Juventus ha visto crescere i costi del personale e dell'ammortamento cartellini con un'impatto superiore alla crescita dei ricavi. L'effetto CR7 arriverà, ma si tratta di un'operazione da valutare sull'arco di 24-36 mesi.

L'emissione del bond è servita per raccogliere 175 milioni a condizioni favorevoli e ristrutturare un debito finanziario netto che al 31 dicembre 2018 era superiore ai 384 milioni. "Attentamente monitorato e dentro i limiti fisiologici" ha spiegato a febbraio Marco Re, il nuovo uomo delle finanze scelto da Agnelli. Ma è chiaro che la leva del debito andrà usata con giudizio in questa fase.

Le cessioni e i posti nella rosa

Sarri avrà comunque una rosa con diversi cambiamenti rispetto a quella di Allegri. I nodi da sciogliere in fretta sono quelli relativi a Higuain (costa troppo a bilancio con i suoi 18 milioni lordi di stipendio e 18 di ammortamento), Mandzukic, Perin e almeno due centrocampisti e un difensore per far posto ai nuovi.

Cosa significa in concreto? Immaginando che nell'elenco dei partenti ci sia qualche big (Cancelo, Khedira, Emre Can, Cuadrado e magari Dybala) ecco come si costruisce il tesoro da spendere. Ramsey e (forse) Rabiot arrivano a condizioni favorevoli, parametri zero pagando commissioni alte ma comunque inferiori al valore dei loro cartellini. Dunque lasciano lo spazio per due trattative impegnative: una è il difensore centrale e l'altra può essere a centrocampo (Pogba?).

Difficile che la Juve le possa chiudere entrambe, però occhio ai paletti dei 25 nomi da iscrivere nelle liste per campionato e Champions League perché sono una chiave che può aiutare a interpretare i cambiamenti. Khedira può far posto a Rabiot, Cancelo a un nuovo esterno, Cuadrado e Dybala a un attaccante. Se davvero Paratici vuole puntare su Pogba, il sacrificato potrebbe essere Pjanic ammesso che Sarri non lo voglia perno del suo gioco.

In ogni caso la formuletta è più o meno "si investe quello che si recupera vendendo". Con un surplus, ma cercando sul mercato i fondi per arrivara ai 150-200 milioni di euro che la Juventus si è abituata a spendere in queste stagioni.

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