Calcio

Milan, crisi senza fine (e il calendario fa paura)

Nessuna scossa con Pioli, errori in serie e una classifica preoccupante. Serve una scossa in fretta per uscire dai bassifondi

milan calhanoglu

Giovanni Capuano

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La reazione del cambio allenatore non c'è stata. Il Milan continua a perdere e ad avvitarsi su se stesso, immerso in una crisi di cui si coglie l'inizio (un mercato incompleto e la scommessa su un allenatore non pronto per questo progetto) ma non la fine. La sconfitta dell'Olimpico contro la Roma non sorprende, malgrado l'emergenza che i giallorossi stanno affrontando, eppure sconforta perché arrivata in coda alla solita partita da Milan di questa stagione.

Buoni sprazzi alternati a errori imperdonabili, quelli che hanno prodotto i gol di Dzeko e Zaniolo così come avevano aiutato il Lecce a rialzarsi a San Siro e così via, andando indietro con la memoria in questo sciagurato inizio di campionato. Amnesie, tremori, sbagli di gioventù ma non solo, perché a mancare sono anche quelli con maggiore esperienza che dovrebbero fare da traino al resto del gruppo.

Niccolò zaniolo roma

– Credits: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Manca la guida (non solo in campo)

La sensazione è che il Milan non sia capace di adattarsi alle varie partite che si sviluppano dentro la stessa sfida. Anche con Pioli. Era successo contro il Lecce e si è ripetuto con la Roma che ha iniziato soffrendo, ma poi ha trovato il gol appena ha alzato ritmo e livello. E nemmeno il pareggio raccolto da Theo Hernandez ha rianimato i rossoneri che si sono immediatamente riconsegnati al loro destino. Come se mancasse una guida, un capobranco, il giocatore d'esperienza che Boban e Maldini hanno rimpianto a tempo scaduto.

A proposito dei due dirigenti: le parole di Maldini dopo quelle di Boban sono suonate quasi come presa di distanza dal progetto Elliott. Non è così (vero?), però non è segnale di unità granitica di intenti in un momento in cui davvero tutti dovrebbero remare dalla stessa parte con convinzione, provando a nascondere anche i limiti evidenti di tutto l'impianto.

Un calendario da incubo: serve la scossa

Cinque sconfitte in 9 giornate, una sola partita rimontata da situazione di svantaggio (a Marassi nell'ultima notte di Giampaolo), la zona retrocessione sinistramente più vicina (3 punti) rispetto a quella Champions League (7) che, per bocca dei dirigenti non più tardi di due settimane fa, rappresenta l'obiettivo ritenuto raggiungibile. Numeri da brivido che necessitano una scossa immediata per non trasformarsi in incubo.

Il calendario non è favorevole al Milan. E' vero che il prossimo avversario è la Spal a San Siro, dove fin qui però è stata vinta solo una partita su quattro, ma poi ci sono in sequenza Lazio, Juventus e Napoli. La carta del cambio in panchina è già stata spesa, Pioli ha diritto a un po' di tempo per far valere il suo lavoro di cui qualche traccia si vede. Pochi bagliori, sotterrati in un contesto di mediocre ripetitività negli errori che sta condannando il Milan alla peggiore stagione della sua storia recente.

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