Calcio

Juve, il verdetto di San Siro: è ancora la più forte

Torna in testa, gela l'Inter e Conte deve masticare amaro: "Sono di un'altra categoria". Ma questa è la sfida del futuro...

inter juventus higuain

Giovanni Capuano

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La super sfida di San Siro, bella e intensa a tratti quasi fosse una partita di Premier League e non della Serie A, lascia poco spazio alla fantasia di chi immaginava un sorpasso imminente. La Juventus è ancora la squadra più forte del calcio italiano con un gap che l'Inter sta cercando di accorciare ma che in questo momento è ancora presente e decisivo.

C'è poco di irrisolto nel giudizio di una partita in cui Conte ha messo tutto quello che aveva, a livello tecnico, tattico ed emotivo, senza però riuscire a evitare una sconfitta meritata per come è maturata. La fotografia è il secondo tempo in cui Sarri ha pescato dalla panchina Bentancur, Higuain ed Emre Can mentre l'Inter non ha avuto nessuno con cui sostituire l'infortunato Sensi e non ha potuto invertire l'inerzia con Vecino, Bastoni e Politano.

Dunque la Juventus è tornata prima in classifica col piglio della più forte. Vincere a San Siro ha un doppio significato: scavalcare la capolista infliggendole la prima fermata del campionato (ma questo è un traguardo temporaneo) e, soprattutto, smorzare l'entusiasmo crescente di una piazza che ha fame di vittorie e sogna l'aggancio che manca da nove anni.

inter juventus conte sarri

La sfida tra Inter e Juventus infiamma la parte iniziale del campionato – Credits: ANSA / MATTEO BAZZI

Conte e la lunga strada da percorrere

"La Juve è di un'altra categoria sotto tutti i punti di vista, non possiamo paragonarci a loro" ha detto a fine partita Antonio Conte, che avrebbe dato metà del suo stipendio per prendersi la rivincita sul vecchio amore. Sembrano parole di resa ma non lo sono. In fondo l'ex ct della nazionale ed ex allenatore di Juventus e Chelsea è arrivato a Milano proprio perché serve un acceleratore di crescita. Aveva messo in guardia tutti nel momento della striscia di vittorie consecutive e la caduta davanti alla Juve non fa altro che dargli ragione.

Non è una caso che l'Inter abbia perso in una settimana contro Barcellona e Juventus pur avendo giocato due buone partite. La squadra ha grandi potenzialità, così come l'intero progetto Suning, ma non può immaginare di bruciare le tappe. Conte dovrà fare il lavoro in campo, Marotta già da gennaio (e ancor di più la prossima estate) aiutarlo dando profondità a una rosa che al momento arriva a 14-15 giocatori di qualità e non oltre.

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– Credits: ANSA / MATTEO BAZZI

Sarri, tracce di cambio mentalità

Per la Juventus il primato alla sosta conta ma senza esagerare. Non è a San Siro che i bianconeri avrebbero vinto o perso lo scudetto e le gerarchie di questo campionato sembrano abbastanza definite. Semmai è la mentalità che sta cambiando e questo è l'aspetto che più deve far piacere a Sarri: nessuna rinuncia a cercare di conquistare la gara, pochi calcoli e qualche scelta rischiosa nei momenti che contano. Quando anche gli equilibri saranno trovati definitivamente sarà difficile reggere il confronto con una corazzata che ha mille alternative per ogni situazione.

Ovviamente c'è qualcosa su cui lavorare anche per il tecnico toscano a partire da De Ligt il cui inserimento procede a strappi. E poi l'esperimento dei tridente pesante Ronaldo-Higuain-Dybala durato lo spazio di dieci minuti e abortito perché l'Inter stava riprendendo campo dopo essere stata dominata per mezzo tempo. In questo momento la Juve non se lo può permettere. Magari non sarà una soluzione da bar sport, come l'ha etichettata Sarri, ma di certo è qualcosa di poco funzionale se non si vuole rischiare tatticamente l'osso del collo.

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