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Chi è Simona Ficuciello, l'influencer pentita

Adesso si fa chiamare (in)influencer e alla vita su Instagram preferisce quella reale

Simona Ficuciello

Barbara Massaro

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"Da quando abbiamo deciso di condividere con gli altri #solocosebelle? Da quando abbiamo finto di divertirci ad un party noiosissimo solo per poter dire #iocero? Da quando abbiamo trasformato i nostri profili Instagram nella vetrina di una #bellavita anche quando non era poi così bella? Da quando i nostri #followers ci fanno sentire delle star inseguite dai paparazzi per strada? Ma soprattutto: da quando i numeri sul nostro #profilo hanno iniziato a definire chi siamo?"

Sono le riflessioni della blogger e influencer napoletana Simona Ficuciello che, in un post subito diventato virale, ha voluto condividere con i lettori del suo blog Innamorarsi al semaforo i suoi pensieri da influencer pentita o (in)influencer come stampato sulla maglietta creata ad hoc.

Chi è Simona Ficuciello

Lei che sul suo blog si definisce un po' Carrie, un po' Bridget con una punta di Alice nel paese delle meraviglie e che giura di volere scrivere fino ai 100 anni incarna la retorica della blogger di successo tra luoghi comuni e stereotipi. Eppure oggi si pente.

Il blog di Simona Ficuciello

Il blog di Simona Ficuciello – Credits: www.innamorarsialsemaforo.com

"E' triste pensare - scrive - che  diventiamo spazi pubblicitari viventi, che non tutto ciò che rendiamo pubblico corrisponda al nostro pensiero e al nostro gusto personale, a partire dalla tisana che promette miracoli in fatto di detox al braccialetto che indossiamo in una foto in cui sembriamo distratti. E' triste che - per alcuni - se non siamo su internet, allora non esistiamo".

Il corto circuito: da influencer a spot pubblicitario

Si tratta di un'analisi lucida di quel che significa essere influcer oggi e di quanta finzione ci sia nel mestiere (pagatissimo) di social influencer, quelle persone che "fanno tendenza". Se, però, fino a qualche tempo fa la tendenza dettata derivava da scelte di gusto e stile frutto del proprio punto di vista ormai gli influencer sono pagati fior di euro dai grandi marchi per pubblicizzare (in maniera per lo più occulta) i propri prodotti.

"Nel tragitto - ammette la Ficuciello - in cui quello di #influencer è diventato un lavoro più ambito e spesso più retribuito di altri che richiedono profili di competenze-e-conoscenze sempre più alti, credo che qualcosa sia andato storto".

Secondo Simona si è passata la misura e ormai l'hashtag è diventato un significante privo di significato svuotando di contenuto semantico il concetto stesso di "Condividere" uno dei verbi "Più belli del mondo" come sottolineato da Simona. Per riappropriarsi del proprio spazio e per ritrovare la voglia di condividere momenti, idee, luoghi e persone sui social secondo la Ficuciello bisogna avere l'umiltà di scoprirsi (in)influcer per apprezzare il momento in cui l'anonimato era per lo meno garazia di spontaneità.

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