La missione Euclid dell’Agenzia Spaziale Europea ha permesso di realizzare la più grande e dettagliata immagine del centro della nostra galassia, la Via Lattea, utilizzando le frequenze del cosiddetto “visibile”, ovvero quelle che possono ricevere i nostri occhi. Con oltre 60 milioni di stelle, questa foto apre la strada agli scienziati per confermare l’esistenza di eventuali esopianeti e misurarne la massa attraverso le più minuscole variazioni della luce stellare nel tempo. Per un solo giorno, come un detective dell’Universo oscuro, Euclid ha rivolto lo sguardo verso la regione interna estremamente luminosa della galassia, nota come bulbo galattico. Infatti, essendo stata progettata per osservare miliardi di galassie lontane, la fotocamera per la luce visibile del telescopio spaziale è sufficientemente sensibile da distinguere le singole stelle senza essere abbagliata. Questa rara capacità è fondamentale per lo scopo per cui gli scienziati intendono utilizzare questa immagine: studiare i pianeti attorno ad altre stelle utilizzando una tecnica speciale chiamata “microlensing”. A titolo di confronto, la nitidezza e la sensibilità di Euclid nella luce visibile sono simili a quelle della fotocamera a campo largo del Telescopio spaziale Hubble, tuttavia, ogni puntamento che Euclid cattura in poche ore copre un’area 270 volte più grande del campo visivo del celebre telescopio spaziale, arrivando a immortalare più di 60 milioni di stelle insieme a nebulose e ammassi stellari. Il microlensing è una specie di lente gravitazionale e si verifica quando una galassia in primo piano e il suo alone di materia oscura agiscono da lente distorcendo l’immagine di una galassia sullo sfondo. Così Euclid individuerà circa 7.000 potenziali lenti gravitazionali da inserire nella grande pubblicazione di dati cosmologici prevista per la fine del 2026. Si tratta di un metodo utile per esplorare oggetti massicci e lontani, come appunto gli ammassi di galassie. Il fenomeno si basa sull’allineamento casuale di due stelle rispetto a un osservatore. Quando una stella passa davanti a un’altra, quella più vicina agisce come una lente d’ingrandimento cosmica, deviando e intensificando la luce della stella sullo sfondo. Se un pianeta orbita attorno alla stella più vicina, anche la sua gravità devia leggermente questa luce. È proprio questa minuscola variazione aggiuntiva di luminosità a rivelare la presenza di un pianeta. Jean-Philippe Beaulieu dell’Istituto di Astrofisica di Parigi, in Francia, spiega: “Per rilevare il microlensing, è necessario osservare porzioni di cielo affollate di stelle, come quelle vicine al centro della nostra galassia; negli ultimi vent’anni sono stati scoperti quasi 300 esopianeti utilizzando questa tecnica, tutti con telescopi terrestri e tutti in direzione del centro della nostra galassia. Questa immagine di Euclid include 51 sistemi planetari noti – e contribuirà allo studio di molti altri che verranno individuati”. La sua collega e ricercatrice Natalia Rektsini, che ha guidato la pubblicazione dei dati dell’indagine sul bulbo galattico di Euclid per la comunità scientifica, ha dichiarato: “In 24 ore, Euclid ha già catturato le stelle coinvolte in tutti i futuri eventi di microlensing che il telescopio spaziale Roman rileverà, ma prima che le stelle e i pianeti coinvolti si siano allineati. Ciò significa che chiunque rilevi un evento con questo metodo, nella stessa regione, potrà d’ora in poi utilizzare i dati di Euclid come riferimento temporale nel passato e vedere come apparivano le stelle prima che si sovrapponessero. «Poiché Euclid è in grado di separare chiaramente le singole stelle, è quindi possibile misurare la loro velocità di movimento nel tempo e utilizzare tali informazioni per confermare l’esistenza di un pianeta e determinarne la massa. Ciò non sarebbe possibile con dati relativi a un unico istante nel tempo.” Il dottor Beaulieu ricorda: “Ho guidato il team che circa vent’anni fa ha scoperto Ogle-2005-BLG-390Lb, un pianeta ghiacciato che assomiglia un po’ Hoth di Guerre Stellari. Dopo tutto questo tempo, sono entusiasta all’idea che Euclid possa finalmente permetterci di misurarne la massa con precisione”. In sole 24 ore, Euclid ha fornito dati unici sul centro della Via Lattea, con una visione ampia e nitida di questa regione. Con il passare del tempo, la separazione tra sorgenti e lenti aumenta. Ecco perché questi dati di Euclid costituiranno un punto di riferimento temporale per le missioni passate e future e consentiranno lo studio degli esopianeti e delle loro masse”. Euclid era stato lanciato nel luglio 2023 e ha avviato le sue osservazioni scientifiche di routine il 14 febbraio 2024. L’obiettivo della missione è rivelare l’influenza nascosta della materia oscura e dell’energia oscura sull’Universo visibile. Nel corso di un periodo di sei anni, Euclid osserverà le forme, le distanze e i moti di miliardi di galassie fino a 10 miliardi di anni luce di distanza. Potete navigare nella foto della Via Lattea a questo link: ESASky 7.9.0

Seguici su
La missione europea Euclid riprende con il metodo microlensing il centro della nostra galassia, potremo così scoprire nuovi pianeti e le loro caratteristiche. Intanto, possiamo navigare nella più incredibile delle foto…