Salute

Cancro, si guarisce di più. Ecco perché

Secondo gli ultimi dati americani i "survivors", i sopravvissuti ai tumori, sono quasi 14 milioni, destinati a crescere. Stesso trend anche in Europea e in Italia. Ma dall'Airc arrivano indicazioni preziose sui rischi da fumo

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Sono sempre di più, un piccolo esercito che è la prova vivente che dal cancro si può guarire. In America sono quasi 14 milioni e vengono chiamati "survivors", i sopravvissuti. Ma il loro numero aumenta anche in Europa e in Italia, segno che questa temuta malattia è curabile. Secondo i dati più aggiornati dell'American Association for Cancer Research (AACR), infatti, tra 5 anni il numero di coloro che sono riusciti a superare un tumore aumenterà negli Stati Uniti fino a 18 milioni. "La diagnosi fatale di un cancro non è più così frequente come in passato" ha spiegato il dottor William Oh, capo della divisione di ematologia/oncologia al Mopunt Sinai Medical Center di New York.

L'ultimo rapporto sull'andamento dei tumori in America si basa su nati rilevati a livello federale e mostra un andamento positivo soprattutto per quanto riguarda alcuni tipi di cancro particolarmente diffusi, come quello al seno per le donne e alla prostata per gli uomini. Nel primo caso, la percentuale di sopravvissuti è del 22% mentre nel secondo caso è del 20%. Migliori sono i dati che riguardano la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi: per i tumori al seno si parla quasi il 90%, per quelli alla prostata si sfiora addirittura il 100%.

Più ridotto il numero di coloro che superano la malattia, quando questa colpisce il polmone (3%). A proposito di questo tipo di cancro, il secondo più diffuso in America, resta ancora molto da fare, soprattutto sul fronte della prevenzione, degli screening e degli stili di vita, in particolare per quanto riguarda il fumo. E in Europa? Secondo i dati dell'Airc , l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, anche da noi "le campagne di prevenzione e l'introduzione di nuove cure più efficaci stanno spuntando le armi ai tumori, riducendone la mortalità".

Uno studio sostenuto proprio da Airc e da Firc , la Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, pubblicati sulla rivista scientifica Annals of Oncology , i tassi di mortalità in un decennio, per 25 tumori in 34 Paesi europei, sono diminuiti del 9% per gli uomini e dell'8% per le donne. In particolare Carlo La Vecchia, dell'Istituto Mario Negri di Milano, insieme a Fabio Levi, dell'Istituto di Medicina Sociale e Preventiva del Centre Hospitalier Universitaire Vaudois e dell'Università di Losanna in Svizzera, hanno preso in esame i periodi 1990-1994 e 200-2004. Nonostante alcune grandi differenze da Paese a Paese (e soprattutto tra gli quelli dell'Est, più indietro nell'accessibilità ai programmi di screening e alle cure più moderne) sono emerse alcune tendenze significative. In sensibile calo, ad esempio, alcuni tumori come quelli ai testicolo o le leucemie (grazie a nuove scoperte scientifiche) e al collo dell'utero (per la maggiore e più precoce prevenzione). Importanti sono poi i risultati relativi al cancro al polmone, di cui muoiono sempre meno uomini, grazie alla riduzione del fumo. Per lo stesso motivo, però, c'è da registrare una maggior mortalità per le donne, tra le quali invece le sigarette sono sempre più diffuse.

I dati europei, dunque, sono in linea con quelli americani, anche per quanto riguarda la sopravvivenza nei casi di tumori. Quanto all'Italia, si segue la stessa tendenza, come dimostrano i dati AIRTUM del 2009, che si basano sui registri italiani: dal 1998 al 2005 la mortalità maschile per ogni forma di tumore è calata del 12%, mentre tra le donne del 6%, nonostante ogni anno aumenti il numero di nuove forme tumorali scoperte.

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