L’Europa non è più soltanto il mercato finale della cocaina sudamericana, ma una piattaforma logistica centrale del narcotraffico globale. I grandi porti commerciali del continente si sono progressivamente trasformati in snodi strutturali di ingresso, stoccaggio e redistribuzione, integrati nei flussi del commercio internazionale. Non si tratta di episodi isolati, ma di un sistema consolidato che sfrutta le vulnerabilità della globalizzazione, l’automazione dei terminal e l’enorme volume di merci movimentate ogni anno.