La pubblicazione di milioni di documenti e email legati a Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense accusato di traffico sessuale di minorenni e morto nel 2019, ha trascinato nella luce pubblica anche nomi e rapporti mai del tutto chiariti. Tra questi figura Sarah Ferguson, ex duchessa di York e ex moglie del principe Andrew Mountbatten-Windsor. Nei fascicoli resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti emergono numerose email tra Ferguson ed Epstein che mostrano un rapporto continuato nel tempo, con scambi in alcuni casi affettuosi e in altri imbarazzanti. In alcune missive, Ferguson usa espressioni calorose o chiede a Epstein consigli, aiuti finanziari o opportunità di lavoro, nonostante la storia del finanziere fosse già nota e gravata da condanne passate. Questi elementi non costituiscono di per sé prove di un reato, ma alimentano una forte attenzione mediatica e critiche pubbliche sulla sua vicenda personale e sull’uso di tali rapporti nelle sue attività.
Le società e la reputazione economica
Sul fronte britannico, la risonanza dei Epstein files ha avuto conseguenze pratiche: sei società collegate a Sarah Ferguson risultano in fase di cancellazione presso la Companies House, l’ente britannico che tiene il registro delle imprese. Ferguson figura come direttrice unica di entità che spaziavano da comunicazione e pubbliche relazioni al commercio e altre attività, molte delle quali erano classificate come “dormienti” o inattive. La chiusura delle società è letta come una scelta per ridurre l’esposizione pubblica e le implicazioni reputazionali in un momento di massimo scrutinio.
La presenza delle figlie nei documenti
I fascicoli contengono anche riferimenti alle figlie di Andrea e Ferguson, le principesse Beatrice ed Eugenie, citate centinaia di volte. Alcuni passaggi riguardano dettagli privati della loro vita quando erano molto giovani e sono stati definiti “angoscianti” da osservatori, perché riflettono l’impatto emotivo e mediatico sui familiari, pur non configurando alcuna accusa nei loro confronti. Anche questo elemento ha ampliato il dibattito sul coinvolgimento di persone legate alla famiglia reale in documenti così sensibili.
Dove si trova Sarah Ferguson
Dopo l’arresto dell’ex marito Andrea Mountbatten-Windsor, avvenuto di recente in Gran Bretagna con accuse legate a condotte professionali e successive indagini, la posizione e gli spostamenti di Sarah Ferguson sono al centro di molte speculazioni. Fonti internazionali di stampa indicano che la sua attuale collocazione sarebbe negli Emirati Arabi Uniti, dove si sarebbe recata dopo aver trascorso un periodo tra le Alpi francesi e altri luoghi europei per “tenere un profilo basso” mentre riflette sui suoi prossimi passi. In vari reportage si parla di un suo soggiorno negli UAE e di tempo trascorso vicino alla figlia più giovane, ma non esistono conferme ufficiali su un domicilio fisso o su una residenza definitiva fuori dal Regno Unito. Il suo portavoce non ha rilasciato dichiarazioni precise sulle sue attuali coordinate geografiche.
Nessuna accusa penale diretta ma potenziali sviluppi
Nonostante la copiosa presenza di email e riferimenti nei Epstein files, è importante chiarire che comparire nei documenti non equivale a un’accusa penale. Al momento non risultano procedimenti giudiziari formali pendenti contro Ferguson in relazione ai file, e la sua presenza nella lista delle persone citate è contestata, spesso, dagli interessati stessi. Tuttavia, alcuni osservatori legali britannici ritengono possibile che le autorità possano volerla convocare come testimone o porre domande relativamente ad alcuni contenuti delle email, proprio per chiarire contesti e dinamiche dei rapporti con Epstein.
Impatto mediatico e tentativo di risalita
In questo contesto, Ferguson sarebbe impegnata a prendere distanza da alcune vecchie relazioni e a “mettere ordine” nella propria immagine pubblica, come suggeriscono alcune fonti giornalistiche che parlano di una sua volontà di ricostruirsi uno spazio personale e professionale autonomo da Andrew e dallo scandalo stesso. Sia negli UAE sia nei mesi scorsi in Europa, la sua scelta di spostarsi e di “stare lontano dal clamore” è stata interpretata come un tentativo di mitigare l’attenzione su di sé.
In un quadro che resta molto fluido, con rivelazioni continue dai file e pressioni mediatiche intense, la vicenda di Sarah Ferguson è destinata a rimanere al centro del dibattito pubblico nelle prossime settimane, soprattutto per il potenziale impatto che queste rivelazioni hanno su reputazioni personali e istituzionali nel Regno Unito.
