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Palazzo delle Misture, il cocktail bar che propone drink insoliti o dimenticati

Palazzo delle Misture, il cocktail bar che propone drink insoliti o dimenticati

Nel cuore di Bassano del Grappa, i fratelli Camazzola custodiscono la memoria liquida dell’arte del bere: dall’assenzio ai cocktail futuristi

Una memoria liquida che rischiava di dissolversi, formule alchemiche cadute nell’oblio ormai da decenni, ricette che un tempo scandivano serate di intelletto ma anche di ozio e trasgressione. Al Palazzo delle Misture di Bassano del Grappa, i fratelli Gianluca e Andrea Camazzola hanno fatto della riscoperta un manifesto: tra soffitti a volta e cristalli tirati a lucido, non si serve soltanto da bere, ma si celebra una specie di rito di filologia applicata al bicchiere. È il profondo rispetto per la storia, e il desiderio di conservare qualcosa di bello e di buono.

L’archeologia del cocktail

La storia comincia nel 2010, quando i due bartender bassanesi trasformano l’antico Monte di Pietà (edificio del 1494, con lo storico stemma cittadino dei leoni rampanti) in un laboratorio sperimentale di «cultura mixologica». Nasce qui il Simposio permanente di storia della miscelazione, un’assemblea di appassionati (forse anche un po’ folli, ma in senso ovviamente positivo) che ogni venerdì si riuniva per tradurre testi antichi, ricostruire formule perdute, ridare voce a bartender dimenticati. «I primi riferimenti scritti a ricette liquide compaiono nel XVIII secolo», spiega Gianluca, 57 anni, «poi i testi ufficiali arrivano nella seconda metà dell’Ottocento». Da quella bibliografia non folta ma estremamente preziosa, emerge un intero universo: l’epoca pre-probizionistica (arcaica, barocca, classica), il periodo del divieto tra il 1920 e il 1933, fino al liberalismo della mixology contemporanea. Un’Atlantide vera e propria, che riemerge regalando agli avventori sapori inediti e viaggi indietro nel tempo.

Quando l’assenzio era poesia

Il menu del Palazzo si apre con un capitolo sull’assenzio, la fée verte che attraversa la Belle Époque e il Novecento tra mito e censura. Dal 2016 il locale è sede dell’Associazione Italiana Tutela dell’Assenzio, impegnata a promuovere le migliori referenze nazionali di un distillato troppo spesso frainteso. Si prosegue con le ricette in via d’estinzione, «quasi un parallelo con ciò che fanno certi vignaioli sui vitigni autoctoni», dove ogni sorso racconta la cultura di un luogo e di un momento storico.

Altri cocktail leggendari

Tra i tesori riesumati figura lo «spruzzo», versione filologica dello spritz tinto di rosso in opposizione ai dominatori austriaci, come testimoniato dallo scrittore Alberto Toso Fei. C’è il Brooklyn Cocktail dei primi del Novecento, l’Old Pal (rintracciato sin dal 1878, possibile antenato del Negroni), e persino le bizzarre polibibite pubblicate da Marinetti e Filia ne «La Cucina Futurista» del 1932: formule antiborghesi e dirompenti che oggi farebbero impallidire anche i baristi più all’avanguardia.

Gestito insieme al bar manager Luka Begagic e ai bartender Andrea Andrighetto e Marco Marangon, il Palazzo delle Misture non è solo un cocktail bar, ma un archivio vivente. Dove ogni bicchiere custodisce una poesia liquida dimenticata e infine tornata alla memoria.

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