Padre Paolo Dall'Oglio
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Tutti gli ostaggi italiani uccisi, liberati o ancora prigionieri

I connazionali nelle mani dei terroristi: dalla tragedia di Piano e Failla al ritorno a casa di Calcagno e Tullicardio fino al mistero su Padre Dall'Oglio

Li sequestrano, spesso li giustiziano. Alcuni, invece, dopo estenuanti trattative riescono a tornare a casa. Sono gli ostaggi italiani finiti nel terribile vortice dei rapimenti per opera dell'Isis o di gruppi terroristici affini.

Ma chi sono o chi sono state queste persone? Ecco, slide dopo slide, la storia di tanti connazionali uccisi, liberati o ancora trattenuti con la forza.

2016 - Due morti e tre liberazioni

È stato liberato l'8 aprile Rolando Del Torchio, ex missionario italiano sequestrato nel suo ristorante nel sud delle Filippine l'anno scorso, in un’area dove operano gruppi musulmani separatisti.

Era da poco rientrata dal Cairo la salma del giovane ricercatore Giulio Regeni, invece, il 4 marzo scorso che in Libia si è consumata un'altra tragedia. Fausto Piano e Salvatore Failla, i dipendenti della società di costruzioni Bonatti rapiti nel 2015, venivano uccisi in uno scontro a Sabrata mentre le forze di sicurezza lanciavano un raid contro la colonna di jihadisti.

Migliore la sorte degli altri due dipendenti della ditta di Parma, Gino Tullicardo e Filippo Calcagno che, sequestrati il luglio scorso nella zona di Mellitah a 60 chilometri di Tripoli dopo uno scontro tra fazioni rivali, torneranno in Italia presto.

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I sequestri del 2015

Nell'elenco nero dei sequestrati c'è anche Ignazio Scaravilli, il medico catanese rapito nel gennaio 2015 e poi rilasciato in giugno. Tragica invece la fine del cooperante Giovanni Lo Porto, catturato con la forza in Pakistan nel 2012 mentre lavorava per una Ong tedesca e ucciso tre anni dopo in un raid della Cia con un altro ostaggio, l’americano Warren Weinstein. Un errore fatale di cui Barack Obama si è scusato in diretta tv.

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I rapimenti del 2014

Due anni prima, nel 2014, in Libia vengono rapiti altri italiani: due tecnici di aziende private, Marco Vallisa e Gianluca Salviato che sono tornati a casa dopo diversi mesi di prigionia.

Ancora ostaggi dal 2013

Poche e contrastanti sono invece le notizie del gesuita padre Paolo Dall'Oglio, scomparso in Siria nel 2013 mentre cerca di mediare a Raqqa, quartier generale del califfato, per la liberazione di alcuni rapiti.

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Le catture e le liberazioni del 2011

Il 2011 è l’annus horribilis per i rapimenti. L'inviato della Stampa Domenico Quirico viene rapito la prima volta in Libia (lo sarà una seconda in Siria nel 2013) per due giorni insieme a due colleghi Elisabetta Rosaspina e Giuseppe Sarcina e Claudio Monici. In Somalia i pirati catturano i mercantili Savina Caylyn, con cinque italiani a bordo, e Rosalia D'Amato, con sei nostri connazionali. Tutti gli ostaggi saranno liberati dopo mesi di prigionia.

Sempre nello stesso anno, dopo 124 giorni, nel Darfur, in Sudan, viene lasciato libero dai ribelli locali il cooperante di Emergency Francesco Azzarà. Stessa sorte tocca all’italo-sudafricano Bruno Pellizzari che gli Shabaab somali catturano sul Largo della Tanzania. Passando in Algeria, i terroristi islamici sequestrano la turista Sandra Mariani e la cooperante Rossella Urru. Entrambe vengono liberare nel 2012. Non avrà la stessa fortuna Franco Lamolinara, l’ingegnere sequestrato in Nigeria dai jihadisti che perderà la vita durante un blitz delle Forze speciali di Londra mentre tentavano la liberarazione di un altro ostaggio.

Il sequestro del 2007

Nel 2009 dopo quattro mesi in mano a un gruppo legato ad Al-Qaeda Sergio Cicala e la moglie Philomene Kabouré vengono liberati in Mali.

La cattura del 2007

In Afghanistan, nel 2007 i talebani catturano un giornalista del quotidiano La Repubblica, Daniele Mastrogiacomo noto per le sue inchieste di “Mani pulite” ed i processi Priebke e Marta Russo. Bloccato a bordo della sua auto, poi circondato, legato e imbavagliato da una decina di miliziani talebani Mastrogiacomo sarà liberato dopo circa un mese e mezzo.

Il rapimento del 2005

Nel 2005 la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena viene presa in ostaggio e poco dopo la liberazione, mentre in auto stava raggiungendo un posto di blocco, un militare americano uccide per errore Il funzionario del Sismi Nicola Calipari che si trovava in macchina con lei.

I primi ostaggi del 2004

È il primo rapimento e risale al 2004. Siamo in Iraq dove a Baghdad vengono sequestrati quattro appaltatori, Fabrizio Quattrocchi, Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Salvatore Stefio. Quattrocchi viene barbaramente giustiziato, gli altri riescono a tornare a casa. Lo stesso anno, sempre in Iraq, vengono rapiti il freelance Enzo Baldoni, che perderà la vita poco dopo, e due cooperanti Simona Torretta e Simona Pari, che invece riusciranno a riabbracciare i propri cari dopo 19 giorni di prigionia.

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