20 anni di politica estera di Silvio Berlusconi
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20 anni di politica estera di Silvio Berlusconi
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20 anni di politica estera di Silvio Berlusconi

In due decenni il Cavaliere è stato protagonista sul palcoscenico internazionale e, tra amici potenti e detrattori incalliti, ha fatto guadagnare alle imprese italiane circa 30 miliardi di euro

In venti anni di attività politica Silvio Berlusconi è stato in primo piano non solo in Italia, ma anche all'estero. I suoi avversari ne ricordano le gaffes, i suoi estimatori preferiscono invece parlare del suo ruolo nella soluzione di diverse crisi internazionali, anche grazie all'amicizia di capi di Stato e di governo che tuttora gli sono accanto.

In campo internazionale l'ex presidente del Consiglio detiene anche un record personale: è l'unico leader politico ad aver presieduto per tre volte il G8: a Napoli nel 1994, quando Forza Italia entra per la prima volta in Parlamento, a Genova nel 2001 e poi a L'Aquila nel 2009. 

E' noto a tutti il rapporto che lega Berlusconi al presidente russo Vladimir Putin. Le figlie del leader del Cremlino sono spesso ospiti in Sardegna a casa dell'ex presidente del Consiglio, e lo stesso Putin anche quando è in visita ufficiale a Roma si concede sempre una serata per un incontro a quattrocchi con l'amico Silvio. E proprio questa solida amicizia ha agevolato il successo della mediazione italiana durante la crisi tra Russia e Georgia.

Ad agosto del 2008 scoppia la crisi georgiana e Berlusconi mette subito in campo i suoi buoni rapporti con Putin per fermare gli scontri e impedire una battaglia in campo aperto tra i due eserciti. In seguito, l'ex presidente del Consiglio si adopera per raggiungere una soluzione equilibrata della questione (in campo ci sono anche gli americani e alla Casa Bianca all'epoca c'è ancora George W. Bush, altro  grande amico di Berlusconi). 

La crisi russo-georgiana cade proprio mentre la Francia ha la presidenza di turno dell'Unione europea e Nicolas Sarkozy si appoggia molto alla mediazione di Berlusconi, tanto poi da ringraziarlo a crisi finita dichiarando: "Silvio, è una fortuna che tu sia in politica" e sottolineando che "Mai avremmo ottenuto un accordo tra georgiani e russi se Berlusconi non avesse fatto valere i suoi antichi legami di amicizia e di fiducia con Vladimir Putin".

Nicolas Sarkozy è stato uno degli amici a metà di Berlusconi. A fine mandato, quando sta per lasciare l'Eliseo, il presidente francese decide di rompere i ponti con l'ex presidente del Consiglio italiano. Ma è certo che Berlusconi non se ne è mai fatto un cruccio.

Un altro impegno di Berlusconi sul palcoscenico internazionale è stato quello per la pace in Medio Oriente. Amico sia di Simos Peres che di Benjamin Netanyahu, rispettivamente presidente e primo ministro di Israele, da gennaio del 2009, appena termina l'offensiva israeliana a Gaza, il governo italiano sostiene con forza un'iniziativa per la pace in tutta la regione. In sintonia con Europa e Stati Uniti, l'Italia mette al servizio della comunità internazionale i suoi ottimi rapporti diplomatici con Israele. A fine 2009 Netanyahu ringrazia Berlusconi, dichiarando: "Silvio è un campione di pace".

E se da una parte Berlusconi ha ottimi rapporti con lo Stato ebraico, è anche vero che tra i suoi migliori amici ci sono due islamici, il presidente egiziano Hosni Mubarak e il colonnello Muammar Gheddafi. Due personaggi centrali per i sottili equilibri mediorientali prima che cominciassero a soffiare i venti della Primavera araba. 

Proprio con Gheddafi, durante uno storico incontro sotto la tenda beduina del leader libico, Silvio Berlusconi sigla l'accordo che risolve in modo definitivo la questione coloniale e apre ancora di più l'orizzonte delle opportunità delle imprese italiane nel paese nordafricano.

E' il 30 agosto del 2008 e l'Italia si impegna a dare alla Libia cinque miliardi di euro di risarcimento per costruire infrastrutture con la partecipazione di imprese italiane. L'accordo porta subito i suoi frutti: il 22 luglio del 2009 l'Ansaldo riceve una commessa di 541 milioni di euro per la costruzione della ferrovia costiera tra Tunisia ed Egitto e della linea ferroviaria interna libica. Poi, durante la seguente visita a Roma di Gheddafi a giugno dello stesso anno, l'Eni sigla un contratto per lo sfruttamento dei giacimenti libici.

In venti anni Silvio Berlusconi è stato un presidente-viaggiatore e la sua diplomazia commerciale ha portato nelle casse delle imprese italiane commesse per un valore complessivo di circa 30 miliardi di euro, con paesi che vanno dalla Cina all'India, e poi Egitto, Libia, Russia, Turchia, Emirati Arabi, Panama e Brasile.

Tra gli amici più stretti dell'ex presidente del Consiglio italiano, oltre a Vladimir Putin e Hosni Mubarak, ci sono anche una schiera di leader mondiali, non solo conservatori. Come ad esempio l'ex premier britannico Tony Blair (Laburista), che su Berlusconi ha sempre espresso parole di stima, definendolo "un leader unico e un uomo di parola". Sono noti, poi, i suoi rapporti con l'ex premier spagnolo, Jose Maria Aznar, e con l'attuale premier turco Recep Tayyip Erdogan.

Proprio con Erdogan Silvio Berlusconi riesce a mediare per far togliere il veto della Turchia alla nomina dell'ex premier della Danimarca, Anders Fogh Rasmussen, a capo della Nato. Siamo nel 2009 e in Danimarca sono appena state pubblicate delle vignette anti-islamiche. Il premier turco, alla testa del partito islamico AKP, dichiara che mai e poi mai la Turchia voterà per un danese a capo dell'alleanza atlantica. Inutili gli interventi degli altri leader mondiali, ma solo Berlusconi, durante una famosa telefonata che fa attendere Angela Merkel (e che poi diventa il centro di una serie di polemiche), riesce a convincere Erdogan a togliere il veto.

Già, le polemiche. Ce ne sono state tante contro Silvio Berlusconi durante i suoi venti anni di politica estera. I detrattori del Cavaliere, in patria e fuori, sono soliti sottolineare le sue gaffes; dalle corna fatte nella foto ufficiale del vertice Ue a Caceres (in Spagna) a febbraio del 2008, al siparietto del "cucù" alla Cancelliera tedesca Angela Merkel, in occasione del vertice italo-tedesco che si è tenuto a novembre del 2008 a Trieste. Ma il nemico estero più acerrimo di Silvio Berlusconi è sicuramente l'attuale presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz.

Durante la seduta del Parlamento europeo del 2 luglio 2003, Schulz fu coinvolto in un duro scontro verbale con Berlusconi, che in quella occasione si stava insediando come presidente di turno dell'Ue. La diatriba tra i due si concluse con l'ex presidente del Consiglio che dette del "kapo" al socialista tedesco. Gli avversari di Berlusconi colsero la palla al balzo per gettare fango sul Cavaliere e sull'Italia, con in prima linea il quotidiano spagnolo El Pais, che da allora tiene Silvio Berlusconi nel mirino dei suoi corrispondenti dall'Italia.

Insomma, che lo si ami o che le si odi, non si può negare che per 20 anni Silvio Berlusconi è stato un protagonista centrale sul palcoscenico internazionale e, come ha detto una volta Tony Blair: "Silvio non ha assolutamente nulla del politico convenzionale. E' unico". Parola di Laburista.

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