Otto droghe che esistono in natura

Dai papaveri da oppio ai salici, passando per le muffe e il sassofrasso: ecco quali sono le piante da cui derivano gli stupefacenti

Papavero da oppio, da cui deriva morfina, eroina e codeina. Credits: Getty Images/Mauricio Lima

Eleonora Lorusso

-

Quasi tutte le droghe in circolazione, che siano legalizzate oppure vietate, sono ormai realizzate in laboratorio. Ma la maggior parte delle droghe per uso medico o ricreativo ha "origini selvatiche", cresce naturalmente nelle foreste, nei campi e nei deserti. Alcune si possono ancora trovare nei loro habitat naturali.

A fare alcuni esempi è stato il magazine The Week , che cita come primo esempio quello del papavero da oppio, da cui derivano eroina, morfina e codeina, ovvero il principio attivo di moltissimi analgesici comunemente in commercio, in combinazione con il paracetamolo o l'acido acetilsalicilico. Questo fiore viene tagliato quando è ancora sotto forma di bocciolo e il siero bianco che ne esce viene essiccato, diventando oppio grezzo. Poi, attraverso un lungo processo durante il quale viene addizionato con sostanze chimiche, filtrato e fatto reagire, aumenta la sua efficacia come droga.

L'eroina è ancora più potente, deriva dalla morfina ed è il maggior prodotto di sintesi che viene realizzato con l'oppio. La sua creazione si deve ad un ricercatore inglese, C.R. Wright, che in modo del tutto accidentale nel 1874 fece reagire insieme la morfina e l'anidride acetica. Come tutti gli oppiacei, le sostanze derivate da questi fiori sono tossiche e producono, se assunte in dosi elevate, assuefazione e dipendenza.

Un'altra pianta da cui si ricava una "droga naturale" è l'agave blu, con la quale viene fatta la tequila. A suo modo, infatti, anche l'alcol è una droga. E' però l'unica in natura che si ottiene tramite fermentazione, da cui viene realizzato l'etanolo, ovvero l'alcol commestibile. Nella tequila, il cui nome deriva dalla città messicana nella quale ha avuto origine, lo zucchero che permette la fermentazione deriva direttamente dalla bellissima agave blu, che viene tostata, schiacciata e lasciata imputridire, per poi estrarne l'alcol dallo zucchero stesso.

Una delle droghe più diffuse in natura è poi la cocaina, che viene ricavata dalle foglie di coca o Erythroxylum coca, originaria delle regioni tropicali centro e nord occidentali dell'America del Sud. In realtà il procedimento con il quale si ottiene la cocaina è complesso: le foglie di coca vengono prima tagliate e triturate, poi vengono aggiunti idrocarburi come kerosene, gasolio, petrolio (o carbonato di potassio) per dissolvere i componenti organici. Una volta eliminati gli idrocarburi, vengono aggiunte acqua e acido solforico, poi si filtra il composto e si aggiunge della calce o dell'ammoniaca, per far precipitare i sali, e si fa seccare per ottenere la pasta di cocaina, ovvero il prodotto grezzo non ancora raffinato. Insomma, un processo tutt'altro che rapido, a cui si aggiungono il trattamento con acido cloridrico e l'estrazione con acetone o etanolo.

Nel passato le foglie di cocaina venivano anche solo masticate, usate per ottenere infusi o persino cucinate, con effetti eccitanti e anti-fame più lievi sull'organismo. Un altro stupefacente ottenuto in laboratorio e ormai molto diffuso è poi il meth, disponibile in natura grazie alla Ephedra sinica, da cui deriva anche il Sudafed. Da questa pianta viene estratta, infatti, l'efedrina che, oltre agli usi medici legali (in farmaci che abbassano la pressione sanguigna o nell'inversione di ipotensione dovuta all'anestesia spinale/epidurale), ha anche altri impieghi: può essere usata nella sintesi della metanfetamina, è considerata una sostanza dopante dalla WADA (World Anti Doping Agency) per i suoi effetti stimolanti ed era presente in prodotti per il controllo del peso, fino a che la Food and Drug Administration statunitense non ne ha vietato la vendita.  Sotto forma di stupefacente è diffusa col nome di "Ice" , "Shaboo", "Shabu" (termine in uso nelle Filippine) o "Crystal meth", particolarmente diffuso in Germania.

Esiste poi la vasta famiglia dei funghi allucinogeni tra i quali quelli del genere Psilocybe, dalla struttura chimica simile all'LSD. Il fungo più comune di questa famiglia è lo Psilocybe cubensis, comunemente detto "messicano", perché cresce in Messico, dove di trova la maggior parte di questi funghi. Il loro consumoi può produrre uno stato di allucinazione molto maggiore rispetto dell'immaginabile.

E' molto diffuso in tutto il mondo, invece, l'innocuo salice, col quale si produce l'aspirina. L'uso "medico" delle sue foglie era conosciuto persino da Ippocrate, il padre della medicina, che nel 300 a.C. consigliava di mangiarne le foglie in caso di febbre e infiammazioni. E' proprio dalle foglie del salice che nel 1897 la tedesca Bayer iniziò a produrre l'aspirina. Come dimenticare poi la pianta del Sassofrasso, certamente molto meno conosciuta della sostanza che ne viene estratta: l'ecstasy. Questo albero è noto per il suo contenuto, ovvero l'olio di safrolo, un composto aromatico tossico dalla cui distillazione si ottiene proprio la potente droga, tramite un procedimento che prevede anche l'uso di formaldeide. Infine, ecco la penicillina, la prima "droga" che ha permesso di combattere le infezioni. Scoperta accidentalmente nel 1928 da Alexander Fleming, è il principio attivo di moltissimi antibiotici battericidi. Il suo uso come droga è però molto diffuso 8 e dichiaratamente espresso), specie su alcuni portali di vendita on line di prodotti di origine cinese.

© Riproduzione Riservata

Commenti