Così Raffaele Fitto spinge la Puglia nelle mani della sinistra
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Così Raffaele Fitto spinge la Puglia nelle mani della sinistra
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Così Raffaele Fitto spinge la Puglia nelle mani della sinistra

Il conflitto con Silvio Berlusconi è irrisolvibile. Perché se finisse, il giovane smetterebbe di esistere. Ma politicamente certo non giova a Forza Italia

La Grotta Romanelli è una delle grotte naturali costiere del Salento, affacciata sul bellissimo mare di Puglia. È celebre dal punto di vista archeologico perché all’interno si trovano tracce dei primi abitatori di quelle terre, risalenti al Paleolitico superiore (fra i 35.000 e i 10.000 anni a.C.). Questi lontani antenati degli attuali pugliesi hanno lasciato numerosi graffiti, alle pareti della caverna, nei quali, oltre alle solite scene di caccia, si vede un ominide dalle sembianze curiosamente simili a Raffaele Fitto, intento ad affermare la sua autorità a colpi di clava sugli sventurati contemporanei.

Più tardi tale Phittòs, tiranno di Taranto, si alleò contro i Romani sostenendo Pirro, re dell’Epiro e inaugurando la tradizione familiare di sconfitte in Puglia che continua orgogliosamente fino ad oggi. Nel medioevo, messer Fitto d’Altavilla, fratello di Costanza e quindi zio di Federico II, governò la Puglia nel nome dell’illustre nipote, e fece costruire per lui il celebre Castel del Monte. Gli uomini del medioevo erano molto attenti ai simboli; non a caso l’edificio ha un'insolita struttura, fatta di otto lati e otto torri. Otto, come le lettere del nome Raffaele. Nella storia recente Salvatore Fitto, padre di Raffaele, fu Presidente incontrastato della Regione.

Insomma, Raffaele è un predestinato. Nel suo cognome è la sua vocazione, essere il padrone della Puglia. Lo deve alla memoria dei suoi antenati. E se qualcuno non è d’accordo, pazienza.

Per realizzare questa sua ambizione, il ragazzo di Maglie ha già distrutto da tempo il centro-destra nella sua Regione, storicamente la più a destra d’Italia.  
Diventato Governatore a soli 31 anni, ha esercitato il suo mandato così bene da consegnarla alle elezioni successive al leader di Rifondazione Comunista, Nicki Vendola. La volta dopo ha imposto la candidatura di un suo parente, l’onesto e sconosciuto Rocco Palese, a sfidare le stesso Vendola, andando incontro ad un’altra ignominiosa sconfitta. Si sa, non c’è il due senza il tre: forte dei suoi insuccessi anche questa volta Raffaele non tollera che nella “sua” Puglia qualcuno diverso da lui gestisca la prossima, quasi certa sconfitta. Dev’essere lui a scegliere il candidato Presidente, dev’essere lui a scegliere i consiglieri regionali, dev’essere lui a scegliere i candidati con cui riempire le liste.

E se lo sventurato senatore Luigi Vitali, commissario inviato da Silvio Berlusconi a gestire l’intricata matassa, dovesse muovere qualche obiezione di buon senso, se dovesse chiedere come faranno a rappresentare Forza Italia uomini che ogni giorno attaccano pubblicamente il suo leader e i suoi dirigenti, se dovesse proporre di rinnovare le liste, in modo da fare spazio anche ad altri, Fitto griderebbe alla lesa maestà.

Per qualche ragione ancora ignara (ma gli studiosi sono certi di scoprirla quando riusciranno a decifrare i graffiti della Grotta Romanelli), se i candidati non li sceglie Fitto allora siamo di fronte ad una ”epurazione” e ad una “scelta suicida”.

Il giovane rampollo della dinastia Fitto non vuole sentire ragioni: non gli basta la promessa di ricandidare tutti i consiglieri uscenti (quasi esclusivamente uomini di sua fiducia) fatta come estremo atto di buona volontà da parte del povero Vitali.

D’altronde Fitto sa benissimo una cosa: se smettesse di contrapporsi a Berlusconi, smetterebbe di esistere. E sai che vergogna, tornare a Maglie, senza essere citato ogni giorno dai telegiornali: che direbbero i vicini? E mammà ci rimarrebbe malissimo. Per questo il conflitto è quasi irrisolvibile.
Che accadrà ora? È difficile fare previsioni. Certo, il candidato del centro-destra, Francesco Schittulli, non ha nessuna voglia di sfidare il favorito Michele Emiliano, alla testa di una coalizione lacerata. Non essendo esattamente un cuor di leone, Schittulli è molto preoccupato dalle minacce di Fitto e dunque... tutto può succedere. Può accadere che il centro destra abbia due candidati, o che non ne abbia nessuno. Di certo, Fitto è riuscito a creare le condizioni per garantire alla Puglia altri cinque anni di governo della sinistra.

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