Politica

Rocco Casalino: tutte le gaffe

Dai poveri che puzzano, ai vecchi che fanno schifo le peggiori uscite del portavoce grillino del Premier Conte

Rocco Casalino

Barbara Massaro

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Rocco Casalino ne ha fatta un'altra delle sue. Il portavoce del premier Conte - noto soprattutto per le innumerevoli gaffe e per le uscite infelici su temi politici e di stretta attualità - è ancora una volta al centro delle polemiche per aver detto che i "vecchi gli fanno schifo" e che non riesce a stare vicino ai bambini, meno ancora se sono down.

Il portale Dagospia, infatti, è entrato in possesso di un vecchio video andato in onda su ArcadeTv7 che ha per protagonista l'ex concorrente del Grande Fratello diventato, nel 2013 responsabile della comunicazione del Movimento 5 Stelle al Senato e che si auto-definiva "Dott. Ing, Coordinatore della Comunicazione Nazionale, Regionale e comunale del Movimento 5 stelle Portavoce e Capocomunicazione del Gruppo M5s al Senato".

Da quel momento la carriera del Dott. Ing. pugliese è stata inarrestabile e in 5 anni il ricciolino del Grande Fratello è diventato il responsabile della comunicazione di Palazzo Chigi nonostante il buon numero di occasioni che Casalino ha perso di stare zitto.


"I vecchi mi fanno schifo"

Il video pubblicato da Dagospia è l'ultimo (in)degno tassello di quello che la stampa ha ribattezzato come Metodo Rocco figlio di quel populismo politicamente scorretto che va per la maggiore in Italia.

Nella clip diffusa dal magazine online si sente il colletto bianco dire: "Da bambino, da sempre, i vecchi mi fanno schifo. E tutti i ragazzi Down mi danno fastidio".

E poi ancora: "Non ho nessuna voglia di relazionarmi a loro, non ho nessuna voglia di aiutarli, poveretti che gli è capitata sta cosa". E giusto per rimarcare il concetto: "Non mi va di stare con i vecchietti, non voglio stare dietro ai bambini, non voglio fare bambini, non mi va di stare dietro a uno che è down, che non capisce niente". Infine la metafora: "È come a chi fanno schifo i ragni, io provo fastidio e imbarazzo, non so come spiegarlo, non voglio perderci tempo".

L'opposizione ha chiesto l'immediata revoca delle mansioni pubbliche del portavoce dell'esecutivo italiano, mentre Casalino con un'alzata di spalle ha liquidato la vicenda con un: "Vogliono infangarmi".

I precedenti

Eppure a mettersi nei guai l'ex gieffino è bravo a farlo con le sue stesse mani. Non è saggio, ad esempio, mandare sulla chat con cui il portavoce del Governo comunica con la stampa parlamentare l'emoticon di un dito medio a commento delle ultime decisioni prese dal governo francese perché quel dito medio è una notizia e a poco serve cancellare dopo 30 secondi l'icona sostenendo di essersi confuso con la chat.

Come del resto non è una giustificazione sufficiente quella di lavorare diciotto ore al giorno per motivare il crollo nervoso che, all'indomani della tragedia di Genova gli ha fatto scrivere su Whatsapp ai giornalisti (sempre loro): "Basta, non mi stressate la vita. Io ho pure diritto a farmi magari un paio di giorni, che già mi è saltato Ferragosto, Santo Stefano, San Rocco, Santo Cristo. Mi chiamate come pazzi, anche io ho diritto a due giorni di vacanza".

A proposito di Genova l'homus novus della comunicazione grillina post Vaffa-day ha poi chiesto scusa ribadendo che non era sua intenzione disonorare la memoria delle vittime di Genova né tantomeno profanare il dolore dei parenti. Peccato che la questione "Ferragosto saltato" arrivasse giusto una manciata di settimane dopo un'altra gaffe - anch'essa a misura di stampa - commessa a proposito del reddito di cittadinanza.

Contro il Mef

In questo caso era stato pubblicato un audio "rubato" durante un pranzo con i giornalisti nel quale Casalino auspicava che il Ministero dell'Economia non facesse saltare il finanziamento al progetto del reddito di cittadinanza, altrimenti, diceva Casalino "Se poi all’ultimo non escono i soldi per il reddito di cittadinanza... Tutto il 2019 sarà dedicato a far fuori quei pezzi di m... del Mef". Aggiungendo: "Sarà un guerra di coltelli".

Anche qui, secondo Rocco Casalino la "colpa" sarebbe stata della stampa: "Sta circolando un messaggio-audio che riproduce la mia voce - ha detto il guru della comunicazione di Conte - Una mia conversazione assolutamente privata avuta con due giornalisti. La pubblicazione viola il principio costituzionale di tutela della riservatezza delle comunicazioni e, se fosse accertato che sia stata volontariamente diffusa ad opera dei destinatari del messaggio, viola le più elementari regole deontologiche che impongono riserbo in questa tipologia di scambi di opinioni".

Concetto poi ribadito anche dal premier che ha difeso il suo pupillo asserendo: "Le dichiarazioni del mio portavoce Rocco Casalino hanno chiarito che la diffusione dell’audio che sta circolando in queste ore configura condotte gravemente illegittime che tradiscono fondamentali principi costituzionali e deontologici".

Media vs. Rocco

Il rapporto conflittuale tra il portavoce chiacchierone e il quarto potere era stato chiaro anche  in un'altra occasione durante uno scambio di battute tra un giornalista del Il Foglio in odor di chiusura e l'intrepido capo della comunicazione.

Al reporter Casalino aveva detto: "Adesso che Il Foglio chiude, che fai? Mi dici a che serve Il Foglio? Perché esiste?"; ennesimo scandalo e ennesima acqua sul fuoco buttata da Palazzo Chigi. "Stavo scherzando - ha detto Casalino - era solo una battuta".

Dal canto suo il profeta della comunicazione pentastellata si considera un outsider e ritiene di aver attuato una precisa scelta semantica preferendo il politicamente scorretto alla banalità del politichese per rimanere nella memoria del pubblico per la sua sfacciata sincertità.

Come quando, qualche tempo fa, nel corso di un'intervista alle Iene, Casalino confessava un'ennesima ideosincrasia, quella nei confronti dei poveri: "II povero ha un odore molto più forte. Hai mai provato a portarti a letto un romeno o uno di questi paesi dell'est? Anche se si lava o si fa 10 docce continua ad avere un odore agro dolce, non so che cavolo di odore è. Però lo senti".

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