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Politica

Il caos del Petruzzelli, compreso il «trenino di Capodanno»

Mentre il presente ed il futuro del principale teatro di Bari è appeso ad un filo non sono mancate le polemiche per il veglione in diretta tv

Mentre il Ministro Franceschini e il Sindaco Antonio Decaro si vedono in gran segreto per concordare, anche ricorrendo a un esproprio, come aggirare la sentenza che ha stabilito che il teatro Petruzzelli non è pubblico ma privato nonostante da anni viene gestito dal comune di Bari in forza di una delibera illegittima con cui la giunta allora guidata da Michele Emiliano espropriò unilateralmente i proprietari, si scatena una sceneggiata.

Il protagonista è il trenino di Capodanno, andato in onda durante il concertone della vigilia su canale 5.

Come ormai da qualche anno il capodanno Mediaset doveva andare in onda a Bari, proprio in piazza della Prefettura sotto il Comune.

Da settimane in tanti, visti i contagi risalenti, chiedevano al Sindaco di annullarlo. Ma persino difronte all’appello del presidente nazionale dell’ordine dei medici il dottor Filippo Anelli, ultimo a chiedergli di non farlo, Decaro sprezzante rispose postando una foto del palco in fase di montaggio e scrivendo che non era un concerto in piazza, ma uno studio televisivo all’aperto. Passarono due ore da quella foto del Sindaco, e il governo intervenne con un decreto che vietava le manifestazioni all’aperto, oltre a chiudere le discoteche.

Smentito sulla sicurezza del concerto di piazza, Decaro, che è anche Presidente di tutti i Sindaci italiani (Anci), pur di non rinunciare al capodanno, non si perse d’animo e decise subito di trasferire il triccheballacche all’interno del teatro Petruzzelli, il tempio barese dell’opera. “Non ci sarà nessun trenino” garantì, ma 1500 spettatori seduti, senza distanziamento, e ffp2. Sin dall’inizio dello spettacolo su canale 5 sono partite le polemiche social, con gli utenti che lamentavano l’esempio che si stava dando in diretta televisiva da Bari con il pubblico che ballava al chiuso in diretta tv, mentre per il capodanno di Rai uno, in diretta dall’acciaieria Ast di Terni, all’aperto, nonostante il gelo, tutti gli astanti erano seduti, distanziati e composti. Fianco allo scoccare della mezzanotte.

Mentre al count down del Petruzzelli la conduttrice Federica Panicucci ha invitato a trasformare il teatro in una discoteca, e li è partito il trenino. Con il sindaco Decaro sul palco davanti a questo spettacolo che ringraziava emozionato l’organizzazione. Poi con Mamacita è partita la discoteca. Mentre in tanti guardavano da casa estrefatti perché con la chiusura delle sale da ballo avevano dovuto rinunciare ai loro cenoni già prenotati.

Il primo dell’anno è arrivata la denuncia del Sils- sindacato italiano dei lavoratori dello spettacolo: “uno schiaffo in faccia ai 90.000 lavoratori delle 3500 aziende fermate dal Decreto del 24 Dicembre che, di fatto, chiudeva (nuovamente) le discoteche e gli eventi per contenere il nuovo aumento dei contagi. Un provvedimento che per i tempi (rapidissimi) e i modi (pessimi) con cui è stato approvato ha cagionato a molti imprenditori, strutture ed organizzazioni la perdita degli investimenti fatti in termini non solo di denaro ma anche di tempo ed energie. A soli 7 giorni da quello che rappresenta senza dubbio una delle serate economicamente più' produttive dell'anno le discoteche e le sale da ballo italiane hanno trovato, sotto l'albero, il regalo di una nuova chiusura imposta per Legge dopo solo un mese dalla riapertura che, con enorme difficoltà e con non poche restrizioni , aveva consentito loro di rialzare timidamente la testa e scorgere un minimo di luce alla fine di un tunnel lungo 22 mesi. Eravamo preparati - ha scritto il SIndacato- al fatto che ci sarebbe stato chi si sarebbe approfittato della situazione, che ci sarebbe stato chi avrebbe lucrato biecamente sulla condizione di minorità di un intero comparto ferito alimentando quell'abusivismo da sempre rappresentante il vero cancro responsabile della distruzione di un settore che ha saputo dettare, in termini di qualità, le regole del night-entertainment al mondo intero ma non potevamo immaginare che questo potesse avvenire in diretta nazionale. Per questa ragione SILS - Sindacato Italiano Lavoratori Spettacolo ha incaricato il proprio legale di presentare un esposto nei confronti di Mediaset, della Fondazione Teatro Petruzzelli , Radio Norba e degli organizzatori per la palese violazione delle norme contenute nel Decreto 211 del 24/12/2021 valutando tutti i possibili reati che possano emergere dall'analisi dei filmati”.

La denuncia del sindacato è diventata anche una interrogazione parlamentare presentata dagli onorevole Elvira Savino di Forza Italia al ministro Speranza. La polemica politica è andata avanti per giorni. Finche Decaro ha pensato di dare tutta la colpa alle maschere.

Il sindaco ha dato mandato al Soprintendente della Fondazione Petruzzelli di effettuare un'indagine «per individuare i responsabili che a ridosso della mezzanotte, in spregio alle norme antiCovid, avevano improvvisato il cosiddetto trenino beneagurante attraversando l'intera platea». Cosi dalla verifica delle immagini «sono state accertate le responsabilità di alcuni operatori della ditta esterna, addetti al servizio di sala e accoglienza, che avrebbero improvvisato "il trenino", magari spronati a farlo da qualche producer presente in sala. In ogni caso, alla società responsabile degli addetti, la Fondazione ha formalmente contestato l'inadempimento contrattuale con applicazione della penale, non valutando accettabili le giustificazioni fornite».

L’azienda è la Animania di Napoli, che gestisce il servizio dal 2017.

Come in un dramma da operetta a essere punito è stato proprio chi aveva denunciato l’ingiustizia. E infatti il sindacato dei lavoratori che aveva fatto la denuncia, dopo l’individuazione del colpevole, è intervenuto più forte di prima: “Nel Paese dello scaricabarile, dove tutto sembra accadere sempre e solo a “insaputa” di chi ha responsabilità istituzionali, la vicenda del “Capodanno in musica” di Bari denunciata da SILS ha i suoi primi responsabili.

Dopo il nostro post in cui annunciavamo l’esposto alla Procura, dopo oltre un milione di contatti e di interazioni non solo di lavoratori ma anche di persone comuni indignate per quanto successo e dopo l’interrogazione parlamentare, il Sindaco di Bari Antonio Decaro (che era presente e, a tratti, addirittura sul palco) ha incaricato, la Fondazione Teatro Petruzzelli di svolgere un’indagine interna per individuare i i colpevoli dello scempio televisivo andato in onda in spregio a migliaia di lavoratori dello spettacolo disoccupati (di nuovo) e costretti a casa.

Le brillantissime indagini svolte a tempo di record hanno potuto sentenziare che la responsabilità di tutto quello che è successo è :…. Dell’agenzia che ha fornito le “maschere”. Dei lavoratori che molto probabilmente non vedranno nemmeno onorati i propri compensi se è vero che la Fondazione ha deciso di applicare arbitrariamente le penali. Anziché chiedere scusa - ha concluso il SIndacato- aggiungete scempio allo scempio, vergogna alla vergogna.

A pagare sono sempre i più deboli!”.

Il comune di Bari ha pagato per quel trenino in diretta nazionale 158 mila euro a Mediaset. E 10 mila euro solo per il montaggio inutile del palco in piazza. Mentre la fondazione Petruzzelli sono nell’ultimo hanno ha incassato 1 milione dal Comune, 200mila euro dalla Città metropolitana, 2,5 milioni dalla Regione Puglia, e 8,3 milioni del Ministero ai Beni culturali. Oggi a pagare sono i lavoratori.

Caro questo trenino. Ridate il Teatro ai legittimi proprietari, urla qualcuno. Altro che maschere.

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