La sfiducia dei giovani per la politica italiana

Un sondaggio Istituto Toniolo-Università Cattolica mostra come la maggioranza dei ragazzi non creda alla formazione di un nuovo governo

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Orazio La Rocca

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“Non nascerà nessun nuovo governo perchè i leader che guidano le attuali formazioni politiche non sono capaci di farlo. Si ritornerà, invece, ancora alle elezioni anticipate con esiti incerti, e la sfiducia verso la politica crescerà, specialmente tra i ragazzi e le ragazze”. È quanto pensa la stragrande maggioranza dei giovani italiani sui partiti che hanno vinto le elezioni del 4 marzo scorso.

È quanto emerge da una indagine realizzata all'indomani del voto dai ricercatori del Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con il sostegno di Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo su un campione di giovani di età 20-35 rappresentativi di tutte le regioni italiane.

Il quadro che ne viene fuori “non è edificante per l'attuale classe politica”, commentano i responsabili del sondaggio, perché solo meno del 20% crede che dal risultato elettorale si formerà un governo stabile in grado di durare per tutta la legislatura. Il 25% non ha una idea su cosa potrà accadere. Mentre la netta maggioranza ritiene persino che si dovrà tornare presto alle urne (55,8%).

COSA DICONO I NUMERI

"I meno convinti sono dell’area di centrosinistra, lontani dalle forze che si candidano a governare ma anche freddi nei confronti dei propri leader”, commenta il professor Alessandro Rosina, coordinatore scientifico del Rapporto Giovani, docente di Demografia e Statistica sociale all'Università Cattolica.

Sorprende tuttavia che tra i più “critici e diffidenti” ci siano anche le fasce giovanili dei partiti vincitori. In effetti, stando al sondaggio tra i giovani M5S solo il 25,1% crede in un governo, contro il 54% convinto che “presto si ritornerà alle urne”.

Tra i giovani leghisti, il 44,4% crede nella nascita di un esecutivo a guida Salvini, ma il 35,7% teme fortemente un ritorno al voto.

Più drastici i giovani del Pd con solo il 6,5% che “crede” in un nuovo governo contro il 79,7% che la pensa al contrario e si dice pronto a ritornare alle urne.

Dello stesso tenore i giovani di Forza Italia che col 48,7% propendono ad un ritorno alle urne contro il 10,3% che crede nella nascita di un nuovo governo.

Nessuna convinzione

Numeri che “certificano” una crescente disaffezione giovanile sulle capacità degli attuali partiti ed i loro leader a dare stabilità politica e istituzionale al Paese, commentano i sondaggisti del Rapporto Giovani e che il professor Rosina spiega col fatto che “la campagna elettorale e l’offerta politica non sono state tali da suscitare passione e portare i giovani al voto con entusiasmo”.

In effetti dal sondaggio emerge anche che il 40% dei giovani “ha votato ma senza una solida convinzione”, il 22,2% ha scelto il “meno peggio” e il 18,7% ha votato soprattutto per non far prevalere partiti “dannosi per il Paese”. Ma se si dovesse realmente ritornare alle urne in tempi brevi, tra i giovani – sondaggio alla mano - si respira aria da “grande fuga” e crescente “disaffezione”. Partiti e leader politici sono avvisati.
   

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