Non è ancora una statuetta. E non si tratta neppure dei Primetime Emmy, quelli delle grandi serie televisive trasmesse in prima serata. Ma per Meghan Markle la candidatura ottenuta da With Love, Meghan ai Daytime Emmy rappresenta comunque qualcosa di più di una semplice soddisfazione personale: è la prima vera legittimazione arrivata dall’industria televisiva americana per il progetto con cui la duchessa di Sussex ha cercato di trasformarsi da ex attrice ed ex working royal in produttrice e imprenditrice del lifestyle.
Lo show distribuito da Netflix figura ufficialmente tra i cinque candidati nella categoria Outstanding Lifestyle Program, il premio destinato ai migliori programmi dedicati alla casa, alla famiglia, al benessere e agli stili di vita. A contendergli il riconoscimento saranno A Different Breed, George to the Rescue, The Motherhood e The Wizard of Paws. La cerimonia della 53esima edizione dei Daytime Emmy si terrà il 30 ottobre 2026 all’Hollywood Palladium di Los Angeles.
Formalmente, è il programma a essere candidato, non Meghan per una prova individuale da attrice o conduttrice. Il suo nome, però, è inseparabile dal progetto: oltre a esserne il volto, la duchessa ha partecipato alla produzione attraverso Archewell Productions, la società fondata insieme al principe Harry. Per lei è quindi un riconoscimento soprattutto industriale, destinato a pesare nei prossimi incontri con produttori, broadcaster e piattaforme.
La rivincita dello show più criticato di Meghan
Quando With Love, Meghan debuttò su Netflix nel marzo 2025, le recensioni furono tutt’altro che indulgenti. A essere contestata era soprattutto la perfezione quasi artificiale dell’universo mostrato sullo schermo: una grande tenuta californiana, composizioni floreali, ricette curate nei minimi dettagli, tovaglie immacolate, miele, marmellate e conversazioni tra amici celebri.
Per i critici, quell’atmosfera elegante e rassicurante risultava distante dalla quotidianità degli spettatori. Per i sostenitori della duchessa, invece, rappresentava finalmente il ritorno della Meghan precedente all’esperienza nella famiglia reale: una donna interessata alla cucina, ai viaggi, all’ospitalità e alla costruzione di un proprio marchio personale.
Il programma segue Meghan mentre prepara piatti, cura il giardino, organizza tavole e riceve amici e personaggi dello spettacolo. Tra gli ospiti sono comparsi Mindy Kaling, Chrissy Teigen, Tan France, Jay Shetty e lo chef Roy Choi, oltre alla madre della duchessa, Doria Ragland, e al principe Harry. Netflix descrive la serie come un incontro tra cucina, giardinaggio e consigli per ricevere gli ospiti, ambientato in una proprietà della California.
La prima stagione riuscì inizialmente a entrare nella Top 10 globale di Netflix: nella settimana del debutto totalizzò circa 2,6 milioni di visualizzazioni e 12,6 milioni di ore guardate, raggiungendo il decimo posto tra i programmi televisivi della piattaforma. Nel complesso del primo semestre del 2025, tuttavia, si fermò a 5,3 milioni di visualizzazioni, classificandosi al numero 383 tra tutti i titoli conteggiati da Netflix. La seconda stagione, pubblicata nell’agosto successivo, non riuscì a replicare l’ingresso nella classifica globale.
Dopo le due stagioni e lo speciale natalizio, non è stata annunciata una terza stagione completa. Il progetto dovrebbe invece proseguire attraverso eventuali episodi speciali e contenuti stagionali, una formula meno impegnativa e più facilmente collegabile ai prodotti, alle ricette e alle attività imprenditoriali di Meghan.
È proprio per questo che la candidatura ai Daytime Emmy assume un valore particolare. Non cancella i risultati altalenanti e non garantisce automaticamente la produzione di nuovi episodi, ma consente a Meghan di presentare With Love, Meghan non più soltanto come uno show discusso e divisivo, bensì come un programma riconosciuto dai professionisti dell’industria televisiva.
Meghan non ha rotto con Netflix
Diversamente da quanto raccontato da alcune ricostruzioni, Harry e Meghan non hanno interrotto la collaborazione con Netflix. Nell’agosto 2025 Archewell Productions ha infatti esteso il rapporto con la piattaforma attraverso un accordo pluriennale di first look per progetti cinematografici e televisivi. Netflix continua inoltre a collaborare con Meghan sul marchio lifestyle As ever.
Il nuovo accordo non equivale però all’esclusiva assoluta sottoscritta dai Sussex dopo l’uscita dalla famiglia reale. Con il meccanismo del first look, Netflix ha il diritto di esaminare per prima i progetti sviluppati da Archewell. Qualora decidesse di non produrli, la società dei duchi potrebbe proporli ad altri operatori.
Una vittoria agli Emmy renderebbe evidentemente più semplice questa seconda fase. Nelle trattative con le piattaforme, premi e candidature non servono soltanto ad alimentare la comunicazione: possono rassicurare finanziatori e distributori sulla capacità di un progetto di ottenere attenzione, copertura mediatica e riconoscimento professionale.
Anche senza la vittoria, Meghan può ormai presentarsi come produttrice di un programma nominato agli Emmy. Una definizione molto più spendibile di quella, utilizzata spesso dai detrattori, di duchessa che cucina e prepara marmellate davanti alle telecamere.
L’apparizione a MasterChef Australia
Mentre negli Stati Uniti festeggia la candidatura, Meghan si prepara a tornare in televisione dall’altra parte del mondo. Il 26 luglio sarà infatti trasmessa su Network 10 la puntata di MasterChef Australia nella quale compare come giudice ospite.
L’episodio è stato registrato nell’aprile 2026, durante il viaggio compiuto in Australia insieme al principe Harry. Nel programma la duchessa presenterà ai concorrenti una prova costruita intorno alle sue passioni per la cucina casalinga, gli ingredienti di stagione e le storie personali associate al cibo. Network 10 ha confermato che Meghan chiederà ai cuochi rimasti in gara di preparare un piatto «degno di una duchessa», scegliendo un ingrediente stagionale come elemento centrale.
Tra i prodotti messi a disposizione figurano carote, topinambur, cavolini di Bruxelles, sedano rapa, miele australiano, noci di macadamia, mele cotogne, limoni, mele, mandarini e fragole. I concorrenti dovranno inoltre spiegare il ricordo o la storia personale legata all’ingrediente selezionato.
La prova sembra pensata su misura per il personaggio televisivo costruito da Meghan: non una chef professionista impegnata a giudicare tecniche particolarmente complesse, ma una padrona di casa che interpreta il cibo come racconto, memoria, ospitalità e strumento di relazione.
«Non è una chef»: la protesta sui social
L’annuncio della puntata ha immediatamente prodotto reazioni opposte. Accanto ai commenti degli spettatori curiosi di vedere Meghan nella cucina di MasterChef, sono apparsi messaggi di utenti che promettono di non guardare l’episodio, contestando la decisione di affidare a lei il ruolo di giudice ospite.
La critica più ripetuta è semplice: «Non è una chef». Altri commentatori hanno riaperto la discussione sull’utilizzo del titolo di duchessa di Sussex, sostenendo erroneamente che Meghan non avrebbe più il diritto di usarlo dopo l’abbandono degli incarichi ufficiali nella famiglia reale.
Non si può però parlare di un boicottaggio organizzato dall’Australia o dal pubblico di MasterChef. Al momento si tratta di una serie di commenti e dichiarazioni pubblicate da singoli utenti, rilanciate soprattutto dalla stampa scandalistica britannica e americana. Le reazioni sono inoltre miste: insieme agli inviti a non seguire la puntata sono comparsi numerosi messaggi di sostegno e di curiosità.
La stessa emittente non ha mai presentato Meghan come una cuoca professionista. Nella comunicazione promozionale viene descritta come imprenditrice, umanitaria e appassionata di cucina domestica. È una distinzione tutt’altro che secondaria: la sua funzione nello show sarà quella di introdurre il tema della prova e valutare il modo in cui i concorrenti saranno riusciti a trasformare ingredienti e ricordi in un piatto, non quella di sostituire permanentemente gli chef e gli esperti della giuria.
Il paradosso di Meghan Markle
La candidatura agli Emmy e le proteste per MasterChef Australia raccontano due aspetti apparentemente opposti, ma ormai inseparabili, della carriera di Meghan Markle.
Da una parte c’è la ricerca di una nuova autorevolezza. Meghan vuole essere considerata una produttrice, un’imprenditrice e una creatrice di contenuti capace di sviluppare programmi, prodotti e format. La candidatura di With Love, Meghan le offre finalmente un riconoscimento proveniente dall’industria, non soltanto dai suoi follower o dagli uffici stampa.
Dall’altra continua a esserci una parte di pubblico che interpreta qualsiasi sua iniziativa come una pretesa di legittimità da contestare. Se cucina, non è una chef. Se produce, viene accusata di sfruttare il titolo. Se utilizza il titolo, le viene ricordato che non lavora più per la monarchia. Se cerca di prendere le distanze dalla famiglia reale, viene accusata di utilizzare comunque il legame con i Windsor per attirare l’attenzione.
È il paradosso sul quale Meghan ha costruito, volontariamente o meno, tutta la propria presenza pubblica dopo il trasferimento negli Stati Uniti. Ogni programma diventa un referendum sulla sua persona. Ogni ricetta una discussione sulla monarchia. Ogni apparizione televisiva uno scontro tra chi la considera vittima di un accanimento sproporzionato e chi vede in lei una celebrità abile nel trasformare la controversia in visibilità.
Gli Emmy non risolveranno questa polarizzazione. Probabilmente la alimenteranno. Ma la candidatura dimostra che With Love, Meghan, al di là delle ironie e delle recensioni negative, ha raggiunto almeno uno degli obiettivi più importanti per la sua protagonista: restare dentro la conversazione dell’industria televisiva.
La statuetta sarà assegnata il 30 ottobre. Prima, il 26 luglio, arriverà il test australiano di MasterChef. Tra piatti «degni di una duchessa», miele locale e noci di macadamia, Meghan tornerà così nel luogo in cui sembra trovarsi ormai più spesso: al centro dello schermo e, inevitabilmente, della polemica.
