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Il Governo dei decreti sul Dl Aiuti bis decide di aspettare il via libera del parlamento

Dopo aver utilizzato strumenti d'urgenza per quasi due anni l'esecutivo rimanda all'aula il via libera all'utilizzo di 16 mld contro il caro bollette

C’è qualcosa di anomalo nella giornata politica italiana di oggi. Il Consiglio dei Ministri ha infatti rinviato a settimana prossima il via libera al Decreto Aiuti Bis a causa delle divisioni di certo non di oggi, sul Superbonus ma anche sullo smart working e sul Docente Esperto. Ma se una volta, con il governo, in carica, alla fine una quadra la si trovava, adesso, in piena campagna elettorale, nessuno pare pronto a rinunciare alle proprie posizioni (o alla propria bandierina da sventolare in un comizio o in una comparata tv), soprattutto il Movimento 5 Stelle, tornato su posizioni barricadiere e di ferma opposizione.

Ma non è questa la stranezza. A stupire è infatti che Draghi, dopo aver comunicato l’individuazione di un piccolo tesoretto da 6,2 nld di euro da aggiungere ad un primo stanziamento di 10 mld già previsto per ridurre l’impatto della folle corsa delle bollette di gas e luce ha deciso di non agire immediatamente ma di rinviare alle Camere il via libera all’utilizzo di queste risorse, frutto di un extra gettito fiscale.

Insomma, da due anni e mezzo il Governo Conte Bis e l’esecutivo Draghi hanno fatto proprio dell’urgenza e dei decreti uno dei punti di forza del loro operato, soprattutto in situazioni di emergenza. Questa volta no. Questa volta si chiede il via libera dell’aula.

Eppure il dramma economico-sociale delle bollette è sotto gli occhi di tutti. Sono sempre più i settori produttivi che chiedono aiuti immediati altrimenti si rischia la recessione oltre alla chiusura di centinaia di piccole e medie imprese, la base del nostro tessuto produttivo ed economico. Ma per l’esecutivo si può aspettare qualche giorno per passare dal parlamento, di cui forse si è scoperta l’esistenza proprio allo scadere della legislatura… Stranezze.

Intanto altrove si agisce, in fretta, in maniera forte e tempestiva.

La neo premier inglese Liz Truss ha annunciato il suo primo provvedimento dall’entrata in carica a Downing Street: per due anni il costo delle bollette verrà congelato ad un massimo di 2500 sterline l’anno. Un vero e proprio choc per il mercato e le famiglie che si preparavano ad aumenti fino al 100% delle loro bollette. In totale si parla di un impegno economico messo in campo da Londra superiore ai 100 mld.

Ma non solo aiuti alle famiglie. Truss ha poi annunciato che i progetti green verranno per alcuni mesi messi in soffitta. La situazione di emergenza richieder il ritorno all’energia prodotta dal carbone, di sicuro un combustibile poco amico dell’ambiente ma oggi unica via necessaria per salvare l’economia della nazione.

E sono in molti gli esperti che chiedono l’allargamento di questa misura alle altre nazioni europee che domani si troveranno a Bruxelles per analizzare la situazione e trovare una soluzione contro il caro bollette a partire dal tanto discusso tetto al prezzo del gas.

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