La comunicazione di Matteo Salvini: i 3 punti principali

Nell'abbigliamento sceglie la logica situazionista, nella gestualità è chiaro, nei contenuti si avvicina all'italiano che parla di politica al bar

NO EURO TOUR

Matteo Salvini, leader della Lega Nord durante il no-euro tour – Credits: ALESSANDRO PARIS / Imagoeconomica

Giampaolo Rossi

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Il grande consenso che Matteo Salvini, leader della Lega, sta ottenendo si deve alla capacità di intercettare il malcontento comune e di manifestarlo proponendo soluzioni e comunicando come se fosse un cittadino qualunque. Questa immagine da "quarantenne normale”, nonostante i 20 anni di politica che ha alle spalle, si deve a tre aspetti della sua comunicazione:

- Il primo riguarda l’abbigliamento. Salvini, al contrario dei leader che inseguono un’immagine iconica e distaccata dai followers vestendosi sempre in modo uguale (come Sergio Marchionne o Steve Jobs), sceglie la logica situazionista cambiando abbigliamento secondo il contesto in cui si viene a trovare. L’approccio è quindi simile a quello del suo antagonista Renzi ma interpretato in maniera completamente diversa. Salvini non si veste da leader politico e non sceglie un abbigliamento che vuole lasciare il segno ma sceglie un vestiario normale con abiti comodi e sempre adeguati al contesto. Anche il fatto che la barba compaia e scompaia, si allunghi e si accorci in continuazione lo allontana dall’immagine di chi vuole sempre piacere facendosi vedere sempre uguale. L’apice lo tocca nelle manifestazioni dove indossa, spesso sopra la camicia, la maglietta con lo slogan dell’evento creando così uno specchio tra il cittadino manifestante e se stesso e diventando così relatore e pubblico allo stesso tempo azzerando la distanza dai partecipanti all’evento.

- Il secondo aspetto riguarda la gestualità e il para-verbale. Salvini in questi ultimi mesi di ascesa di consenso e di massiva presenza mediatica ha abbassato i toni, interrompe meno, parla con più calma. Mantiene comunque una grande determinazione e capacità di convincimento grazie all’utilizzo appropriato dei gesti. Ad esempio è il politico che utilizza di più il dito puntato che, nel linguaggio del corpo, è il gesto più autoritario che possediamo. Quando argomenta ha anche un’ottima capacità di modulazione del tono di voce e di ritmo che aumentano l’incisività e quindi l’efficacia del discorso.

- Il terzo aspetto è di contenuto. La scelta dei temi di cui parla e si interessa sono quelli che toccano da vicino i cittadini. Ha quindi abbandonato temi importanti ma lontani dal quotidiano per concentrarsi su aspetti di cronaca, dando così voce a quegli italiani che discutono con passione, magari al bar, di quello che succede e che improvvisamente si ritrovano in televisione ottimamente interpretati da Matteo Salvini.

 

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