La lettera di Fitto e dei "dissidenti" a David Cameron
ANSA/GIUSEPPE LAMI
La lettera di Fitto e dei "dissidenti" a David Cameron
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La lettera di Fitto e dei "dissidenti" a David Cameron

Una lettura ironica del messaggio di auguri inviato dalla minoranza di Forza Italia al candidato inglese e pubblicato sul Daily Telegraph

Da qualche giorno, a Londra regna una strana agitazione. Nei più esclusivi circoli di Pall Mall, compassati gentiluomini lasciano da parte il loro sigaro e il loro brandy per riunirsi in concitati capannelli a discutere. Nella City, gli uomini d’affari osservano preoccupati le gravi oscillazioni dei listini di borsa. Da Palazzo Reale filtrano notizie secondo le quali persino la Sovrana, profondamente turbata, da qualche giorno trascuri gli adorati cagnolini Corgi, che si aggirano tristi e soli per le stanze del castello di Windsor.  

Perché tanta agitazione nella capitale britannica, proprio alla vigilia di importanti elezioni politiche? L’imminente parto di Kate Middleton? Il petrolio del Mare del Nord si sta esaurendo? È stato scoperto un piano segreto per sostituire i taxi di Londra con modelli un po’ meno scomodi e un po’ più silenziosi?  Nulla di tutto questo. La ragione è diversa, e più grave.  Uno dei più autorevoli quotidiani della capitale britannica, il Daily Telegraph, da sempre bandiera del conservatorismo british, ha pubblicato una lettera di Raffaele Fitto e Daniele Capezzone, i quali con altri deputati "dissidenti" di Forza Italia, esprimono il loro sostegno al premier uscente David Cameron, e gli rivolgono i migliori auguri per le prossime elezioni.

Inutile dire che il panico si è diffuso immediatamente a Downing Street, dove il primo ministro, sospesa la campagna elettorale, si è rinchiuso con i più stretti collaboratori in una frenetica girandola di riunioni. Di converso, nel quartier generale laburista l’entusiasmo è alle stelle. Sono saltati i tappi di qualche bottiglia di champagne, di quelle che erano tenute da parte per festeggiare l’eventuale vittoria del 7 maggio. "Ragazzi, è fatta!" ha commentato un euforico Ed Miliband a una folla di sostenitori.

La Gran Bretagna com’è noto non è un paese particolarmente sensibile alla scaramanzia. Ma quando è troppo è troppo. Il fatto è che Raffaele Fitto è noto in tutto il mondo per i suoi poteri, soprattutto in materia elettorale. La sua capacità di far perdere qualunque candidato appoggi, per quanto inspiegabile è documentata da studi condotti dalle più autorevoli università. Le tristi storie delle rovinose sconfitte dei suoi candidati alla regione Puglia, compresa quella imminente dello sventurato prof. Schittulli, sono un caso da manuale.

E noi, che dall’Inferno queste cose le conosciamo bene, possiamo testimoniare lo scatenarsi di potentissime forze oscure appena il ragazzo di Maglie apre bocca.
Naturalmente il Governo di Sua Maestà non è rimasto a guardare. Ha richiamato per consultazioni l’Ambasciatore a Roma, Christopher Prentice, (nel linguaggio diplomatico è un passo molto grave) mentre il suo collega italiano a Londra, Pasquale Terracciano, è stato convocato a Whitehall dove gli è stata consegnata una nota di vibrante protesta.

Ma pare si sia attivato, per ritorsione, anche il potente e misterioso MI6. Agenti speciali del Secret Intelligence Service hanno preso discretamente contatto con Pepp’o Schiattamuorto, al secolo Giuseppe Esposito, pizzaiolo titolare della premiata pizzeria “Oh, my sun!” di Liverpool, noto in tutta la comunità italiana nel Regno Unito come il peggior iettatore emigrato nelle isole britanniche. Dopo avergli prelevato la moglie e le figlie, ed averle trasferite in una località segreta alle isole Falkland, gli agenti del SIS hanno ingiunto a Peppe – se voleva rivedere i suoi cari - di mandare immediatamente un telegramma a Fitto e Capezzone, con i migliori auguri di buona salute, di ogni bene e soprattutto di brillanti risultati per i candidati che loro sosterranno alle prossime elezioni regionali.
Il prof. Schitulli, e altri (nel PD) che contano su un appoggio più discreto, sono avvisati.

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