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I 10 fatti politici del 2014

Si avvia a conclusione un anno denso di eventi. Ecco i fatti politici principali dal patto del Nazareno fino all'annuncio delle prossime dimissioni di Giorgio Napolitano

Patto del Nazareno

L'arrivo di Silvio Berlusconi nella sede del PD a largo del Nazareno, Roma, 18 gennaio 2014 ANSA/MASSIMO PERCOSSI

E' il 18 gennaio quando Silvio Berlusconi mette piede, per la prima volta, nella sede del Pd, il principale partito della sinistra italiana. Ad accoglierlo è il neo segretario Matteo Renzi scelto da circa 2 milioni di iscritti, elettori e simpatizzanti con le primarie democratiche dell'8 dicembre del 2013. L'incontro avviene al secondo piano del palazzo di via delle Vergini, nei pressi di Largo del Nazareno da cui il nome del patto che verrà siglato quel giorno. Nella stanza del segretario, oltre a Renzi e al capo di Forza Italia, ci sono anche il vice segretario dem Lorenzo Guerini e lo storico braccio destro di Berlusconi, Gianni Letta. Alle loro spalle le foto di Bob Kennedy e Giorgio La Pira, mentre Renzi e Guerini siedono sotto quelle di Che Guevara e Fidel Castro insieme su un campo da golf. Al termine dell'incontro Renzi dichiarò di essersi trovato in “profonda sintonia” con Berlusconi su tre temi: riforma del Titolo V della Costituzione, fine del bicameralismo perfetto con la trasformazione del Senato in una “camera delle autonomie” e modifica della legge elettorale.

Caduta del governo Letta

E' stata 'fredda' e velocissima la stretta di mano tra Enrico Letta e Matteo Renzi nella cerimonia di passaggio delle consegne con la campanella Roma 22 febbraio 2014. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

“A seguito delle decisioni assunte oggi dalla Direzione nazionale del Partito Democratico, ho informato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, della mia volontà di recarmi domani al Quirinale per rassegnare le dimissioni da presidente del Consiglio dei Ministri”. Con 136 voti a favore e 16 contrari, la Direzione nazionale del Partito democratico ha appena decretato, su proposta del segretario Matteo Renzi, la fine del governo di Enrico Letta. E' il 13 febbraio e il premier ne trae subito le conseguenze. A sfiduciarlo non il Parlamento ma il suo stesso partito. “Serve aprire una fase nuova con un esecutivo nuovo – aveva spiegato Matteo Renzi in assemblea - che si ponga come orizzonte la fine della legislatura”. Un esecutivo “nuovo” ma che non passerà dalle urne e sarà sostenuto dalla stessa maggioranza.

Nascita del governo Renzi

La squadra dei ministri del governo Renzi al Quirinale, in occasione della cerimonia del giuramento, con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Matteo Renzi, Roma, 22 febbraio 2014. ANSA / US PALAZZO CHIGI

Il 17 febbraio il presidente Giorgio Napolitano dà a Matteo Renzi l'incarico di formare il nuovo governo. Partono le consultazioni. Per volere della sua base, interpellata in rete, anche Beppe Grillo – che era contrario - dovrà sedersi davanti al segretario del Pd. L'incontro verrà trasmesso in diretta streaming. Durante i 10 minuti di faccia a faccia il capo del Movimento 5 Stelle aggredisce verbalmente Renzi impedendogli quasi di aprire bocca e assicurandogli un'opposizione durissima e totale. Il 22 febbraio, comunque, il nuovo governo entra in carica e il sindaco di Firenze (si dimetterà da questa carica solo il 24 marzo) diventa, a 39 anni, il primo ministro più giovane della storia della Repubblica. Nel suo esecutivo, sostenuto da Ncd, centristi e montiani, su 16 ministri 8 sono donne. L'età media è di 47 anni, la più bassa di sempre in Italia.

80 euro in busta paga

Busta paga bonus 80 euro. La busta paga di una dipendente comunale. ANSA/STRINGER

“1000 euro netti all’anno a chi guadagna meno di 1500 euro al mese”. E' il 12 marzo è il premier Matteo Renzi annuncia il provvedimento di cui, tra entusiasmo, scetticismo, contrarietà, più si parlerà nei mesi seguenti. E che contribuirà, non poco, a fargli stravincere le elezioni europee di maggio visto che il bonus comincerà ad arrivare in busta paga proprio quel mese. Si tratterà di 10 miliardi per 10 milioni di italiani, 80 euro netti a testa ogni mese, “alla faccia- dirà quando verrà varato il decreto - dei gufi e dei rosiconi”. Resteranno esclusi i lavoratori autonomi, pensionati, gli incapienti (ovvero quelli con un reddito inferiore a 8.145 euro annui e quindi esenti dal pagamento Irpef sul reddito) e 3 milioni di partite Iva. Il decreto Irpef che contiene il provvedimento sugli 80 euro sarà trasformato in legge il 19 giugno e il bonus confermato anche dalla legge di stabilità approvata a fine anno.

Berlusconi ai servizi sociali

Former Italian premier Silvio Berlusconi (R), accompanied by the director of the territorial units Michele Restelli (L), greets the journalists as he leaves the San Pietro Catholic care home of the Sacra Famiglia Foundation in Cesano Boscone, near Milan 09 May 2014 to begin a year of community service. The 77 year old will spend four hours a week with elderly dementia patients after his original sentence of four years in prison was commuted. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Senza rilasciare dichiarazioni alle decine di giornalisti che lo attendevano, alle 9.30 del 9 maggio Silvio Berlusconi fa il suo ingresso per la prima volta all’Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone (Milano) per iniziare l’attività di volontariato prescritta dai giudici nell’affidamento ai servizi sociali per la condanna al processo Mediaset. Dovrà assistere gli anziani malati di Alzheimer per un anno, un giorno a settimana per almeno 4 ore consecutive. Ma il termine potrebbe essere anticipato per buona condotta – come annunciato dallo stesso ex premier, al 15 febbraio del 2015.

Pd al 40%

Militanti del PD durante la manifestazione di chiusura della campagna elettorale del Pd a piazza del Popolo per le elezioni Europee. Roma 22 maggio 2014. ANSA/ANGELO CARCONI

Pd primo con oltre il 40% (un risultato raggiunto prima solo dalla Dc nel lontano 1958), M5S sotto di 20 punti, Forza Italia terza con il 16%. E' il 24 maggio e il partito del premier stravince le elezioni europee ottenendo un risultato “storico” - lo definisce Renzi - anche se, per numero di voti ottenuti (11 milioni circa), inferiore a quello raggiunto nel 2008 con Walter Veltroni (14 milioni). Tuttavia, rispetto alle politiche di un anno prima, è cambiato molto: il Pd ha guadagnato due milioni e mezzo di voti, il M5S ne ha persi quasi 3 e Forza Italia 2,7. Renzi infatti è riuscito a strappare voti sia al centrodestra che a Grillo. Un successo che fa del “suo” Pd il partito più votato a livello europeo e dunque anche quello che otterrà il numero maggiore di seggi a Strasburgo.

Astensionismo record ed exploit della Lega alle Regionali

Matteo Salvini ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Il 23 novembre si svolgono le elezioni amministrative. In Emilia Romagna e in Calabria, dove si votava anche per rinnovare il consiglio regionale, vince ancora il Pd. Ma a trionfare veramente sarà il partito dell'astensione con l'affluenza crollata rispettivamente al 37,7% (30 punti in meno rispetto alle Europee di maggio) e al 43,8. Saranno, però, anche le elezioni che segnano l'esplosione di Matteo Salvini in Emilia-Romagna. In Emilia infatti la Lega sfiora il 20% e doppia Forza Italia. Mentre tutti i sondaggi registreranno il boom di consensi per “l'altro Matteo” diventato il leader politico più apprezzato dopo Matteo Renzi e davanti sia a Silvio Berlusconi che a Beppe Grillo.

Direttorio 5Stelle

Grillo, Ruocco, Di Battista, Fico, Sibilia, Di Maio. ANSA ANSA

La batosta delle elezioni regionali, soprattutto in Emilia Romagna – terra di Federico Pizzarotti sindaco grillino, ma dissidente, di Parma - dove Beppe Grillo rinuncia praticamente a fare campagna elettorale, spinge il leader dei 5Stelle a fare un passo indietro. Anche se lui lo definisce piuttosto “un passo avanti”, il 28 novembre l'ex comico si dichiara “un po' stanchino” e nomina un direttorio a 5 che gestirà il Movimento che così inizia a strutturarsi come un vero partito. Ma le proteste non si fermeranno, come nemmeno le espulsioni e gli addii volontari di deputati e senatori.

Jobs Act e scontro Pd-Cgil

Italian Prime Minister Mattero Renzi (L) talks with Susanna Camusso (C), general secretary of Italian General Confederation of Labour (CGIL) union, during the Party of European Socialists (PES) congress in Rome, Italy, 01 March 2014. The PES is holding its annual congress in Rome on 28 February and 01 March, Rome, 1 March 2014. ANSA/ ANGELO CARCONI

Le strade del principale partito della sinistra italiana e del primo sindacato si dividono sabato 26 ottobre quando mezzo Pd si ritrova a Firenze per la quinta edizione della Leopolda – questa volta governativa – e l'altro mezzo a Roma per la manifestazione della Cgil contro il Jobs Act. Un mese prima, infatti, il 29 settembre, la Direzione nazionale del Pd aveva dato il via libera a una riforma del lavoro che spazza via definitivamente, dopo i primi interventi già decisi con la legge Fornero durante il governo Monti, l'articolo 18. Una decisione che, cancellando la possibilità di reintegro del lavoratore licenziato per motivi economici, produce una frattura profonda non solo tra Pd e Cgil ma anche nello stesso Pd.

Napolitano annuncia la fine del suo secondo mandato

Il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Quello del 31 dicembre sarà l'ultimo discorso di fine anno di Giorgio Napolitano. Il due volte presidente della Repubblica – rieletto il 20 aprile del 2013 da un ampio schieramento parlamentare dopo l'affossamento delle candidature di Marini e Prodi – il 18 dicembre ha infatti annunciato le sue “imminenti” dimissioni. Il presidente della Repubblica (il primo ad essere stato riconfermato) ha comunicato ufficialmente che lascerà il Quirinale nei primi giorni del 2015, dopo la chiusura del semestre europeo guidato dall’Italia. Salito al Colle la prima volta il 15 maggio del 2006, Napolitano è rimasto al Quirinale per 9 anni guadagnandosi l'appellativo di Re Giorgio.

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