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Perché Gentiloni non si dimetterà

Dopo lo scioglimento delle Camere, il governo resterà in carica per garantire stabilità al paese in caso dalle urne non escano vincitori

Il prossimo 4 marzo ci saranno le elezioni politiche e Paolo Gentiloni non si dimetterà, ma dichiarerà semplicemente esaurito il suo mandato. Si tratta di una scelta tecnica, che consentirà al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di avere un governo in carica se il giorno dopo le elezioni, le forze politiche non avessero una maggioranza utile per la formazione di un nuovo governo.

Gentiloni si troverebbe così ancora una volta nel ruolo di traghettatore della Repubblica. Un ruolo che in questi dodici mesi ha svolto in maniera pacata e talvolta con l’aria dismessa di chi si trova li per caso, scalando però tutti gli indici di gradimento dei leader politici. L’ex ministro degli Esteri in questi mesi è stato apprezzato più per essere l’alter -ego di Renzi, che invece aveva imposto una comunicazione alla Wanna Marchi (come si è autodefinito nel suo libro “Avanti”), mentre Gentiloni è apparso lo stretto indispensabile lasciando spazio alle figure del suo governo come Marco Minniti e Carlo Calenda nel dibattito pubblico.

Defilato a Palazzo Chigi, lo sarà anche durante la campagna elettorale, che a questo punto vivrà da premier in carica. Una scelta che lascia campo libero a Renzi, ma che in parte segna anche il futuro del Pd nel caso fosse incaricato di formare un governo di larghe intese.

In quota per un Gentiloni bis

In questo scenario, rimane Paolo Gentiloni il più quotato per guidare una nuova larga coalizione di governo, Matteo Renzi lo sa.  Il premier in carica in questi mesi ha percorso la road map tracciata dal governo Renzi, portando a casa molti provvedimenti, senza giungere mai a strappi eclatanti con la segreteria del Partito democratico.

Ma di fronte ad un esecutivo che parte da zero non è detto che Gentiloni abbia la stessa pacatezza del mero esecutore. Tuttavia c’è da giurare, che data l’esperienza decennale dentro i Palazzi, un eventuale governo Gentiloni bis avrebbe lo stesso tono felpato e senza strappi.

La stima dei big

Intanto, si moltiplicano le espressioni di fiducia verso il premier. Francesco Rutelli lo ha definito "una forza rispettata in Europa, credibile e rappresenta quel volto dell'Italia orgogliosa e paziente", il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro ha definito Gentiloni "affidabile, equilibrato, serio" e Romano Prodi lo ha difeso “Paolo il freddo? No il calmo” quasi a voler marcare la differenza, e la sua preferenza, con lo scalpitante Matteo Renzi.

Lui personalmente non si espone sul suo futuro politico forse perché sono già molti a tirarlo per la giacchetta e per un uomo dal basso profilo come lui, potrebbe essere anche una forma di scaramanzia.

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