Forze armate: un 4 novembre tra tagli e riforme
Ansa- Alessandro di Meo
Forze armate: un 4 novembre tra tagli e riforme
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Forze armate: un 4 novembre tra tagli e riforme

"E' necessaria e urgente la riforma delle Forze armate italiane cosi come è necessaria la loro integrazione con il resto delle forze armate europee". Questo quanto dichiarato dal Presidente Napolitano durante le celebrazioni

''Oggi, 4 novembre, Festa dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate Italiane, possa giungere a voi tutti, in Italia ed all'Estero, il mio più caloroso quanto sentito augurio''. A scrivere questo messaggio su Facebook è il fuciliere del battaglione San Marco, Massimiliano Latorre, trattenuto in India da oltre 600 giorni con Salvatore Girone, con l'accusa di aver ucciso due pescatori scambiandoli per pirati. Nonostante la lontananza Latorre ha voluto "partecipare" alla Festa del 4 Novembre che come ogni anno viene celebrata a Roma alla presenza del Capo dello Stato.

Ma quanti sono i militari impegnati nelle missioni all’estero?
Dall'Africa ai Balcani, dal Medio Oriente all'Asia, sono circa 6.750 i militari italiani impegnati in 34 missioni internazionali in 23 differenti Paesi del Mondo.
L'Afghanistan, secondo gli ultimi dati pubblicati dallo Stato Maggiore della Difesa nel 2012, sarebbe la nazione che vede il maggiore contributo del contingente italiano con oltre 4.000 soldati. Poi, il Libano con 1.100 uomini e i Balcani (oltre 800 unità) per un costo annuale di circa 1,25 miliardi di euro.

Ma non ci sono solamente i teatri di guerra dove i militari italiani portano il loro contributo.A questi tre grandi fronti, infatti, occorre considerare l’impegno della Marina Militare presente, ormai da anni, nel Golfo di Aden nell'operazioni antipirateria pianificate dall’Unione europea e in quelle della Nato, Ocean Shield e Active Endeavour con quasi 300 soldati che svolgono compiti di  monitoraggio e controllo del traffico mercantile nelle acque del Mediterraneo.

Poi c’è la Siria dove l'Italia è presente con 17 osservatori. Delle missioni  circa una dozzina si stanno svolgendo in Europa tra Balcani, Malta e Cipro Stretto di Gibilterra contro il terrorismo internazionale. Altri contingenti italiani invece si trovano in Medio Oriente, Africa, Asia.

Nel 2012, già i contingenti degli italiani in missione all’estero avevano subito una riduzione del 50% rispetto agli anni precedenti e nel 2013 hanno subito un ulteriore riduzione di circa 700 unità.  Ed oggi, il presidente Napolitano nel suo discorso ha parlato di riforma delle Forze armate e di integrazione. “Celebriamo l'Unita' Nazionale e il 95 anniversario della fine del primo conflitto mondiale, testimoniando la vicinanza del Paese alle Forze Armate, garanti di libertà e presidio delle istituzioni democratiche- ha dichiarato il Presidente-  inoltre auspico che i meccanismi attuativi delle riforme delle Forze Armate siano resi al più presto operanti lavorando per l'integrazione militare europea".

l'Italia secondo l'elaborazione dello scorso anno dell'Istituto Affari Internazionali ha partecipato a 132 missioni militari fuori dai confini. Tra le più importanti, le dieci operazioni delle Nazioni Unite (UNTSO, UNMOGIP, UNIFIL, MINURSO, UNFICYP, UNAMID, UNAMA, UNMISS, UNMIK e UNSMIS), quattro operazioni a mandato Onu, di cui due in ambito Nato (Joint Enterprise/KFOR e ISAF) e due in ambito Unione europea (ALTHEA e EUPOL-Afghanistan), poi le operazioni dell’Unione europea.

Ma il settore Difesa è stato oggetto di forti tagli che si aggiungono a quelli attuati negli anni precedenti. L’ultima spending review infatti ha ridotto un budget già ‘tagliato’ dal precedente governo: ovvero di ridurre la spesa di un miliardo e mezzo nel 2012, di 700 milioni nel 2013 e di 800 milioni nel 2014. Ma c’è anche la riduzione degli organici: meno 18 mila uomini su un totale di 183 mila.
Infine, il disegno di legge delega di riforma, all'esame del Senato, ha previsto una riduzione anche di oltre 10 mila civili dell'amministrazione della Difesa che dovrà attuarsi nell'arco di 10 anni.

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