Redazione

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Mercoledì 15 giugno 2016 - Nora Salman, la moglie del killer di Orlando Omar Mateen, tentò di dissuadere il marito dal compiere l'attacco al Pulse club sabato scorso, prima che l'uomo si mettesse in viaggio per Orlando.

Lo rivela un responsabile delle indagini sulla strage citato dal Washington Post. La coppia "sorvegliò il locale tra il 5 e il 9 giugno", pochi giorni prima del massacro.

Secondo Fox e Cnn, la donna accompagnò il marito anche a comprare il fucile semiautomatico AR-15 con il quale l'uomo ha compiuto la strage.

A quanto pare sapeva anche delle sue tendenze omosessuali.

Martedì 14 giugno 2016
-  L'Fbi continua a scavare nella storia e personalità di Omar Mateen, il killer del Pulse di Orlando, il locale gay dove l'uomo, 29 anni, cittadino americano di origine afghana, ha ucciso domenica 49 persone e ha poi perso la vita nel conflitto a fuoco con la polizia.

Per ora, le indagini indicano un uomo che si è radicalizzato in "proprio", senza legami e ordini diretti dello Stato islamico. Mateen, si sarebbe quindi semplicemente ispirato all'Isis per programmare l'azione assassina, imitando gli esempi a disposizione, come il Bataclan a Parigi in novembre 2015, e San Bernardino in dicembre.

L'ideologia Jihadista ha esaltato anche la spinta omofoba, che ne è parte integrante, e che ha visto nel locale di Orlando un luogo simbolo della "perversione esibita" della comunità Lgbt.

Restano molte cose da scoprire e aspetti da chiarire.

-Omar Mateen è stato in Arabia Saudita due volte, nel 2011 e nel 2012, apparentemente per compiere il pellegrinaggio alla Mecca.

-Vanno chiariti eventuali rapporti con Moner Abusalha, un cittadino americano, reclutatore di possibili terroristi in Florida, affiliato al Fronte Nusra e morto in un attentato suicida in Siria nel 2014.

-L'Fbi vuole vedere chiaro anche nei rapporti possibili fra il killer di Orlando e Marcus Dwayne Robertson, un ex marine (secondo alcune fonti anche con legami con la stessa Fbi) diventato un integralista islamico e fattosi notare per i virulenti attacchi verbali contro gli omosessuali.

Perché l'Fbi non lo teneva più sotto controllo
Il bureau federale sta anche scavando nei propri archivi per capire cosa fosse sfuggito del profilo di Omar Mateen quando nel 2013 era stato oggetto di indagine quando aveva espresso pubblicamente un legame di parentela con membri di al Qaeda e, come riporta Guido Olimpo sul Corriere della Sera di martedì, di essere membro di Hezbollah sciita. 

Era stato sorvegliato per dieci mesi dagli agenti; aveva alle costole anche un informatore; interrogato un paio di volte. Poi il fascicolo è stato accantonato perché non c'erano sufficienti indizi. Mateen era comunque poi stato inserito nella lista dei sospetti "pericolosi".

C'era anche molta confusione nella testa di Mateen. Mentre parlava al 911 durante le ore dell'assalto al Pulse, oltre a dichiarare la fedeltà all'Isis avrebbe definito suoi amici i fratelli Tsarnaev, i responsabili dell'attentato alla maratona di Boston. Affermazione che secondo l'Fbi non sarebbe vera. Anche i legami contemporanei con Al Qaeda e Hezbollah, fazioni radicali ma su fronti opposti della contrapposizione sunniti-sciiti che lacera l'Islam.

Mateen comunque si è dimostrato tutt'altro che sprovveduto. Aveva comprato il fucile Sig Sauer 221, due pistole Glock; pare stesse cercando di procurarsi un giubbotto anti proiettile. Ha retto per alcune ore il confronto con gli agenti che assediavano il Pulse e tenuto sotto controllo gli ostaggi.

Sul luogo della (futura) strage. Inoltre, secondo alcuni testimoni, fu visto più volte al Pulse, dove avrebbe condotto dei sopralluoghi in previsione dell'azione.
Lo riferiscono l'Orlando Sentinel e il Los Angeles Times. Quest'ultimo cita inoltre testimonianze secondo cui Omar Mateen era tra gli iscritti a una app per incontri gay, chiamata Jack'd.

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- Jihad e omofobia

CHI SONO LE VITTIME

- CHI È IL KILLER

- TUTTI I VIDEO

Lunedì 13 giugno, Ore 18:00 - Homegrown extremism", estremismo cresciuto entro i confini nazionali: così Barack Obama ha definito la matrice della strage di Orlando, spiegando che si è trattato di "qualcosa di simile a quello che abbiamo visto a San Bernardino".

Il presidente ha quindi sottolineato come il killer, Omar Mateen, abbia agito dopo aver acquistato un tipo armi "non difficili da ottenere".

Non c'è alcuna prova chiara che il killer di Orlando sia stato guidato da estremisti o che abbia fatto parte di un complotto più ampio, ha aggiunto il presidente.

Il presidente americano - che ha parlato dallo Studio Ovale al termine di un briefing con Fbi e antiterrorismo - ha spiegato che Omar Mateen sembra sia stato ispirato dall'informazione estremista disseminata in internet.

A questo proposito, Obama ha aggiunto che non basta colpire i vertici dell'Isis e le sue strutture: bisogna combattere la sua propaganda sul web e l'idea perversa dell'Islam diffusa su internet. 

La tesi del presidente è stata confermata dal direttore dell'Fbi, James Comey, che ha sottolineato come non vi siano indicazioni di un complotto esterno agli Usa o che il killer fosse parte di un network del terrore.

Ore 17:00 - Il killer di Orlando ha frequentato la moschea dove si recava occasionalmente a pregare Moner Mohammad Abusalha, un attentatore suicida che si è fatto esplodere in Siria.

Lo riporta la Cnn, che spiega però come, per il portavoce della moschea, non è chiaro se i due si conoscessero.
L'attentatore suicida a cui si fa riferimento è conosciuto anche come Al-Amriky (l'americano), cittadino Usa originario della Florida.
Era un militante di un gruppo affiliato ad al Qaida.

Sarebbe morto in un attacco kamikaze nella provincia di Idlib, in Siria, nel 2014. Un video shock lo riprenderebbe mentre si fa saltare in aria a bordo di un camion. Abu-Salha è considerato il primo americano a commettere un attentato suicida in Siria. 

Ore 16:00 Nel pomeriggio di lunedì la radio ufficiale dell'Isis, Al Bayan, ci ha tenuto a ribadire che Omar Mateen, il killer responsabile della morte di 49 persone a Orlando, era uno dei loro.

L'annuncio segue quello più breve da parte dell'agenzia di stampa dello Stato islamico.

La radio ha definito Omar Mateen "uno dei soldati del Califfato". Esattamente il linguaggio usato dall'Isis per designare i combattenti sul campo in Siria e in Iraq, ma anche coloro che compiono atti in linea con l'ideologia e la tattica dell'Isis anche se agiscono di propria iniziativa.

Ore 14:30 - La polizia di Orlando ha rettificato il numero delle vittime: sono 49 + l'assassino, che era stato contato come una delle vittime

Ore 12:50 - Il padre del killer di Orlando ha condannato la strage compiuta dal figlio nel locale gay, ma ha anche affermato che "la punizione" per i gay spetta a Dio.

A rivelarlo, scrive il Guardian, un video pubblicato sulla sua pagina Facebook in lingua dari dove Seddique Mir Mateen afferma: "Dio punirà coloro che sono coinvolti nell'omosessualità", "non è una questione che dovrebbero affrontare gli essere umani".
Quindi aggiunge di essere addolorato per quello che ha fatto il figlio Omar: "Possa Dio dare a tutti i giovani la salute per mantenere il vero percorso della santa religione dell'Islam nella mente".


Ore 10:00 - Il giorno dopo il massacro al locale gay di Orlando emergono le prime critiche all'Fbi in quanto, nonostante il killer fosse stato interrogato tre volte, due nel 2013 e una nel 2014, per sospetti legami al terrorismo, ha potuto comunque acquistare legalmente un fucile e una pistola la settimana scorsa.

Secondo i media Usa, il fatto che Omar Mateen fosse nel radar dell'Fbi riaccenderà il dibattito riguardante le leggi sulle armi da fuoco nel Paese in riferimento alle persone sotto inchiesta per il terrorismo.

Il capo della Polizia di New York, Bill Bratton ha duramente criticato la Nra (National Rifle Association), la potente lobby delle armi che la scorsa settimana ha fatto una campagna per evitare che alle persone incluse nella lista no-fly del governo sia vietato l'acquisto delle armi. "L'idea che abbiamo una lista nera sui terroristi e una lista no-fly e che qualcuno su quelle liste possa comunque acquistare un'arma, è il più alto livello di follia", ha detto Bratton alla Cnn.


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JIHADISMO E OMOFOBIA

Ore 9:30 - L'ipotesi cui stanno lavorando le autorità americane è che Omar Mateen, l'autore della strage di Orlando, fosse "ispirato" non "diretto" dall'Isis.

In sostanza un "lupo solitario".
In effetti, poco prima o addirittura durante l'attacco al gay club Pulse, che ha provocato 50 morti, ha chiamato il numero di emergenza per affermare la propria affiliazione allo stato islamico.
Qualcosa di simile a quello che fecero gli attentatori di San Bernardino in dicembre, quando usarono i social media per proclamare la loro "appartenenza" all'Isis.

Come allora, anche questa volta l'Isis ha accettato il proclama di affiliazione. Il tutto è coerente con una delle tattiche dello Stato islamico in occidente: incitare alla violenza i simpatizzanti, in particolare quando non è nelle loro possibilità migrare verso i territori del califfato. Sembra quindi esserci una differenza rispetto agli attentati di Parigi di novembre o quelli di Bruxelles di marzo, quando l'intervento dei dirigenti del Califatto nell'organizzazione era stato esplicito e diretto.

La strage sembra ispirata da un intreccio di odio per la minoranza Lgbt e la vaga ideologia dell'estremismo islamista che ha negli omosessuali uno dei bersagli perseguiti con più accanimento nei territori controllati dall'Isis.

Non sorprende allora che nei siti jihadisti e nei forum dell'estremismo islamico si inneggi da domenica alla strage di Orlando. Proprio perché, come sottolinea Renzo Guolo su la Repubblica di lunedì, "sono colpiti degli americani e perché si tratta di omosessuali".

L'Isis, è noto, ha più volte mostrato l'odio violento contro gli omosessuali con forme crudeli e spettacolari di esecuzioni, per esempio buttandoli dai tetti.
Guolo ricorda anche come la strage di Orlando sia particolarmente apprezzata dai Jihadisti perché i gay americani sono stati colpiti mentre esibivano "la loro perversione".
L'esibizione pubblica dell'omosessualità è particolarmente risentita dall'Islam tradizionalista perché "mette in discussione l'ordine fondato sulla dimensione puro/impuro".

La Jihad "diffusa", quella affidata ai lupi solitari o a piccole reti di estremisti, trova facilmente i suoi bersagli nelle società occidentali, dove quasi tutti i comportamenti sono "impuri e trasgressivi".

IL PUNTO

Un americano di 29 anni, Omar Mateen, nato a New York ma di origini afghane, armato con un fucile d'assalto ha aperto il fuoco in un locale gay a Orlando in Florida e ha ucciso 50 persone e ne ha ferite 53 prima di essere eliminato dalla polizia.

- LEGGI ANCHE: Chi è Omar Seddique Mateen, il killer della strage di Orlando

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Il presidente Barack Obama, che ha ordinato bandiere a mezz'asta su tutti gli edifici pubblici fino a giovedì sera, ha parlato di "un atto di terrore e di odio", ha esortato "tutti gli americani a restare uniti e a non cedere alla paura", ha espresso sostegno alla comunità gay americana ma non ha citato la pista del terrorismo islamico.

Questo prima che l'Fbi confermasse che Mateen ha chiamato la polizia locale prima di commettere la carneficina, giurando fedeltà a Isis, e poi che l'agenzia Amaq, mezzo di comunicazione privilegiato del sedicente califfo Abu Bakr al Baghdadi, ha rivendicato la paternità dell'attentato, o quanto meno l'ha fatta propria, sostenendo che: Mateen "era uno di noi".

La pista del terrorismo islamico, sostenuta con forza in chiave politica dal candidato repubblicano alla Casa Bianca, Donald Trump, che ha rivendicato di aver "avuto ragione a lanciare l'allarme per il radicalismo islamico", si sovrappone (senza escludersi) a quella dell'odio contro la comunità  Lgbt (gay, lesbiche, bisessuali e transessuali) che frequentava il locale di Orlando, teatro del massacro.

A queste si aggiunge, come in ogni sparatoria negli Usa, la polemica contro le regole permissive con cui negli Usa si può acquistare una fucile o una pistola grazie alla potente lobby della National Riffle Association che protegge l'anacronistico (risale al 1791) II emendamento della Costituzione. 

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Live blogging

domenica 12 giugno

21:40 - Il killer della strage al club gay diOrlando acquistò legalmente due armi da fuoco, una pistola e un fucile, negli ultimi giorni. Lo riferisce la polizia di Orlando che cita l'Atf (Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives). 

21:27 - L'Fbi indagò due volte su Omar Seddique Mateen, per possibili legami con il terrorismo, ma le indagini non proseguirono. Lo ha detto in conferenza stampa Ronald Hopper, un agente speciale dell'Fbi. Mateen fu interrogato due volte nel 2013 e nel 2014

20:30 - Il killer della strage di Orlando "era un combattente dell'Isis". È la rivendicazione dello Stato Islamico attraverso l'Amaq, l'agenzia di stampa del Califfato. Lo riferisce il Site

20:20 - In segno di rispetto alle 50 vittime della strage di Orlando Barack Obama ha ordinato di esporre la bandiera Usa a mezz'asta su tuti gli edifici pubblici, a partire dalla Casa Bianca, fino al tramonto di giovedì 16 giugno.

20:04 - Il padre del killer di Orlando, Mir Seddique Mateen, è un sostenitore della politica dei talebani afghani. Lo rivela il Washington Post. In passato l'uomo ha condotto una trasmissione tv chiamata Durand Jirga sul canale 'Payam-e-Afghan', in onda dalla California. In uno dei suoi video rintracciabili su YouTube, Mateen esprime sostegno ai talebani: "I nostri fratelli del Waziristan, i nostri guerrieri nel movimento e i talebani dell'Afghanistan stanno risollevandosi". Nell'ultimo video in tv, Mateen padre ha inoltre annunciato la sua candidatura alla presidenza dell'Afghanistan. Lo riporta il Washington Post sul sito online. Parlando in Dari, si esprime su una serie di temi politici, con gratitudine verso i talebani e ostilità nei confronti del governo del Pakistan

20:02 -  "È stato un atto di terrorismo ma non siamo ancora a conoscenza delle motivazioni all'origine dell'attacco" che ne spieghino la matrice. Così Barack Obama ha commentato la strage di Orlando in Florida. Obama, che non ha fatto riferimento al presunto legame tra il killer e Isis, ha parlato invece di un "attacco contro la comunità gay e lesbica ma che riguarda tutti gli americani". Il massacro di Orlando, ha continuato Obama, mostra "come è facile per gli americani essere uccisi a scuola, in chiese, nei cinema o nei nightclub. Questa strage è un ulteriore richiamo a come sia facile per qualcuno entrare in possesso di un'arma". "Dobbiamo decidere se questo e' il tipo di Paese che vogliamo essere", ha aggiunto.  "Manteniamo i valori che ci fanno americani" Ha detto Obama, aggiungendo: "Dobbiamo dimostrare che siamo un Paese che è soprattutto identificato per l'amore e non per l'odio".

19:30 -- Secondo quanto riferiscono diversi media americani, Omar Mateen, il killer della strage di Orlando, nella telefonata al 911 ha menzionato anche gli attentatori di Boston.

19:20 - Omar Mateen, il killer della strage di Orlando, ha telefonato al 911 dicendo all'operatore di voler giurare fedeltà al leader dell'Isis, Abu Bakr al-Baghdadi. Poi ha compiuto il massacro. È quanto rivelano fonti della polizia all'Nbc News.

19:12 -  Centinaia di volontari sono in fila davanti alle banche del sangue di Orlando dopo l'appello alle donazioni lanciato per far fronte alla strage nel gay club in cui sono morte 50 persone e 53 sono rimaste ferite. Tra i donatori anche numerosi gay. Nei confronti degli omosessuali che donano sangue la legge federale prevede alcune restrizioni imposte nel 1983 dopo l'esplodere dell'Aids. Diverse modifiche legislative sono state apportate in anni recenti, l'ultima delle quali prevede che i gay e i bisessuali possono donare il sangue se non hanno avuto rapporti sessuali da oltre 12 mesi. Tuttavia, una banca del sangue in Orlando ha detto che accettera' donazioni da chiunque, anche dagli omosessuali, sottolineando che tutte saranno sottoposte a controlli. 

18:32 - "È chiaramente un atto di terrorismo". Lo ha detto il governatore della Florida, Rick Scott, in conferenza stampa per aggiornare sulla strage al club gay ad Orlando che ha provocato finora 50 morti.

18:22 -Omar Seddique Mateen, avrebbe giurato fedeltà all'Isis durante la presa di ostaggi nel gay club. È quanto ha detto alla Cnn il senatore repubblicano Adam Schiff, membro della commissione di Intelligence alla Camera Usa, che cita funzionari della Homeland Security.



18:12 - Il presidente americano, Barack Obama, parlerà alla nazione in diretta tv alle 13.30 ora di Washington (le 19.30 in Italia) dopo la strage di Orlando.

18:03 - "La nostra comunità è stata attaccata in un brutale atto di violenza" la scorsa notte. "Siamo sotto choc e addolorati per la terribile perdita di vite umane". L'OrlandoPride, sulla sua pagina Facebook, invita tutti a rivolgere un pensiero alle vittime della strage del Pulse e alle loro famiglie. Lancia anche un appello a donare sangue per i feriti "c'e' un urgente bisogno di O Negativo O Positivo e AB Plasma" si spiega aggiungendo i numeri telefonici e i centri medici a cui rivolgersi. Tanti i commenti che arrivano da tutti gli Stati Uniti. 

17:59 - Sia il governatore della Florida che il sindaco di Orlando, teatro della peggiore sparatoria nella storia Usa, hanno dichiarato lo stato di emergenza. Secondo le forze dell'ordine comunque non sussistono più pericoli connessi all'attacco nel gay club Pulse.

17:56 - Un'operazione dell'Fbi e della polizia locale è in corso anche in un'altra casa a Port St. Lucie, nella stessa contea a sud di Orlando, aggiunge TcPalm. 

17:40 - I jihadisti stanno celebrando sul web la sparatoria di Orlando come "il miglior regalo per il Ramadan". Lo twitta Rita Katz, direttrice del Site, il sito di monitoraggio delle attivita' jihadiste in rete. I jihadisti, riferisce il Site, lodano il killer: "Possa Allah accogliere l'eroe che lo ha fatto e ispirare altri a fare lo stesso". Tuttavia, riferisce la stessa Katz, non ci sono al momento rivendicazioni della strage.

17:36 - Il padre di Omar Mateen si è scusato per il folle gesto del figlio, autore della sparatoria all'Orlando Pulse, e ha sottolineato che a suo giudizio la sparatoria pianificata dal ragazzo non ha, tra i motivi, quello della religione. Non solo, ma come riportano alcuni media statunitensi, non si sarebbe accorto di nulla di strano nel comportamento del figlio che potesse prevedere un'azione del figlio. Qualche mese fa, pero', ha rivelato di aver visto il ragazzo accigliarsi dopo aver visto per strada due uomini che si baciavano. 

17:19 - "Ci ha preso, è qui con noi". È il testo dell'ultimo messaggio che Eddie Justice, 30 anni, che si trovava all'interno della discoteca di Orlando, ha mandato a sua madre Mina. Poi il silenzio. Lo riporta il Mail online con le foto dei messaggi sullo smartphone della donna che si è precipitata davanti alla discoteca per avere informazioni e chiedere aiuto. Il ragazzo aveva scritto in precedenza di chiamare la polizia e essersi rifugiato nel bagno. Poi "Lui sta arrivando". "Mamma ti amo", ha scritto ancora, "sto per morire". 

17:08 - Il fucile d'assalto AR-15 usato da Omar Mateen per compiere il massacro nel gay club adOrlando e' dello stesso tipo di quelli usati dal killer Adam Lanza, autore della strage alla scuola elementare Sandy Hook di Newtown con 26 morti, e dai terroristi dell'attentato a San Bernardino, in California, dove morirono 14 persone. Lo ha detto il capo della Polizia di Orlando, John Mina.

14:00 - "Stavamo ballando e improvvisamente si sono sentiti spari, urla, la gente si è buttata a terra ma molti grondavano sangue e chi ha potuto, come me, ha cercato di scappare'': sono scene di panico e orrore quelle raccontate dai testimoni della strage di stanotte al Pulse, uno dei maggiori gay club di Orlando, la città che ieri ha vissuto anche la tragedia di Christine Grimmie, la cantante pop star di Youtube uccisa dopo un concerto da un presunto fan.


Sono almeno 50 le persone uccise durante l'attacco al Pulse. Il killer è stato identificato, è Omar Mateen, americano, originario della città Port St.Lucie, in Florida. L'uomo è stato ucciso dagli agenti dopo aver tenuto in ostaggio le ersone che si trovavano nel locale. L'Fbi sta seguendo la pista del radicalismo islamico.

''La musica era così alta che all'inizio è stato difficile distinguere i colpi dal suono, ma poi si sono sentite le urla e la gente ha cominciato a correre verso le uscite'', ha raccontato un testimone alle tv locali. "C'era una persona a terra piena di sangue, l'ho aiutata caricandomela sulle spalle e poi ho usato la mia bandana per fermare l'emorragia, la situazione era orribile", ha riferito un altro.

"Ero lì. Appena si sono sentiti gli spari, erano circa le 2 di notte, la gente che ballava sul palco si è sdraiata sul pavimento. Chi come me era vicino al bar è riuscito a uscire attraverso le uscite posteriori che si trovavano a sinistra del bancone", ha detto un altro dei presenti. "Quando siamo usciti, si sentivano ancora gli spari", ha aggiunto. Dopo i primi spari e i primi allarmi lanciati attraverso le reti sociali da chi si trovava all'interno del locale, sono arrivate decine di auto della polizia, elicotteri e i corpi speciali.(ANSA).

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