Esteri

American Psycho: i 10 più efferati serial killer degli Stati Uniti

Il misterioso killer di Phoenix è solo l'ultimo caso. Ma quali sono i più sanguinari assassini della storia americana?

L'ultimo caso è quello di un uomo sui 30 anni nei pressi di Phoenix che senza apparente motivo ha già ucciso sette persone e ne ha ferite altre due, tutte sorprese di notte, nei pressi delle loro abitazioni. Non è ancora chiaro il movente, nemmeno l'identità. Di lui c'è solo un identikit diffuso dalla polizia. Tutte le vittime - tra cui una bambina di 12 anni, sua madre, tre uomini, di età compresa tra i 19 e 31 anni - non hanno apparenti legami tra loro. Del misterioso serial killer si conosce solo la tecnica: cerca i bersagli, si apposta e passa all’attacco in modo brutale. La polizia federale gli sta dando la caccia ma brancola nel buio. Sul suo capo pende una taglia da 30 mila dollari.

Ma chi sono i serial killer più noti della storia degli Stati Uniti? E come agivano? Quanti sono le loro vittime? Ecco i volti dei più pericolosi assassini seriali della storia americana.

 



1) Gary Leon Ridgway

garyridgway_emb4.jpg

E' chiamato anche l'assassino del Green River. Camionista, portava le sue vittime, per lo più prostitute, in riva al fiume per poi strangolarle e gettarle in acqua. Allo stato attuale è il serial killer con il maggior numero di delitti accertati sulle spalle: 49, ma lui ha confessato di aver ucciso 71 donne, mentre gli inquirenti pensano che possano essere anche di più, almeno 90. Ha colpito nello stato di Washington (e soprattutto vicino a Seattle) all'inizio degli anni' 80. Ridgway inizia comparire nella lista dei sospettati nel 1983, dopo essere stato arrestato per un reato legato alla prostituzione. Ma, la task force che è stata approntata per scoprire l'identità del serial killer ci metterà del tempo per inchiodarlo. Saranno decisive le prove del Dna fatte negli anni a venire. La certezza che sia lui il killer arriva solo nel 2001. L'uomo viene trasferito in un penitenziario di massima sicurezza dove, per evitare il patibolo, confesserà i suoi delitti. Dopo il processo nel 2003 viene condannato all'ergastolo. La sua vittima più anziana aveva 38 anni, la più giovane 15.

2) Theodor Robert Bundy

bundy.jpg

Chi ha investigato su di lui ha sempre pensato che Tea avesse iniziato ad uccidere presto, all'età di 14 anni.  La sua prima vittima sarebbe stata una bambina di 8 anni. Lui ha sempre negato questo omicidio. Ma prima di sedersi sulla sedia elettrica nella camera della morte della prigione della Florida in cui era detenuto, Bundy aveva confessato una trentina di delitti. Anche in questo caso, come in molti altri di serial killer, gli inquirenti pensavano che le vittime fossero probabilmente di più, una quarantina, o addirittura, diceva qualcuno, un centinaio. La sua biografa, Ann Rule lo descriveva così: "Un sociopatico sadico che prova piacere nel fare male alle sue vittime, che vuole averne il controllo fino alla morte e anche oltre". Tra il 1974 e il 1978, Tea Bundy ha ucciso in sette stati degli Usa. Ha rapito, violentato e assassinato giovani donne. In alcuni casi ne ha anche profanato il cadavere. Si presentava come un uomo dalle maniere gentili, attento alla conversazione con la sua preda. Una volta che aveva ottenuto la fiducia, il gioco era facile. Scaltro e dal sangue di ghiaccio, Bundy era riuscito a scappare due volte all'arresto, con rocambolesche fughe, prima di essere definitivamente catturato nel 1978 in Florida

3) John Wayne Gacy

gacy_emb4.jpg

Lo avevano chiamato il Clown Killer. Perché John era un burlone. Gli piaceva fare un numero da circo durante le feste e i ricevimenti del vicinato a Norwood Park. Lui stesso aveva disegnato il costume di Pogo, così si chiamava il clown. Era un cittadino apprezzato, animatore della comunità, un ottimo marito, un professionista stimato, un attivista del partito democratico, tanto che era riuscito a farsi fotografare addirittura con Rosalyn Carter, la moglie di Jimmy, la First Lady. Insomma, il tipico vicino di casa perfetto.Aveva solo un segreto. Gli piaceva togliere la vita ai ragazzi. Perché provava piacere a farlo. John Wayne Gacy scoprì che il suo corpo reagiva così quando nel 1972 uccise la sua prima vittima: un ragazzo che aveva raccolto alla stazione dei bus di Chicago. Ne seguirono molte altre: 32, dicono i processi, Uccise teenager dopo averli portati nella sua abitazione (nel 1975 aveva divorziato dalla moglie dopo averle detto che era bisessuale) e seppellì i loro corpi in cantina o nel terreno circostante. Sarà solo dopo che avrà ucciso un quindicenne che aveva incontrato in una farmacia di Des Plaines che il Clown Killer verrà scoperto. Il tribunale lo condannerà a morte. La sentenza verrà eseguita nel maggio del 1994. Le sue ultime parole? "Andate all'inferno".

4) Dean Corll

deancorll_emb4.jpg

Al tempo della sua scoperta, l'assassinio di massa di Houston (come era chiamato) era considerato il peggiore caso di omicidio seriale nella storia degli Stati Uniti. Erano in tre gli autori. David Brooks e Elmer Wayne Henley (17 anni) erano i giovani complici, coloro che procuravano le vittime. Dean Corll - il soprannome era Candy Man (era dirigente nella fabbrica di dolciumi di proprietà della famiglia) - invece era il carnefice. Tra il 1970 e il 1973, uccise 28 ragazzi, tra i 13 e i 19 anni. I complici li attiravano a casa di Corll con una scusa. Lì, lui li drogava, seviziava, torturava, violentava e uccideva. Poi, insieme facevano sparire i corpi. Candy man aveva originariamente arruolato i due, offrendo 200 dollari per ogni adescamento. Aveva detto loro che faceva parte di un gruppo di Dallas dedito alla pornografia e voleva fare dei film. Poi, quando videro quello che Corll faceva, i due divennero i suoi complici negli omicidi. Non solo per paura delle ritorsioni. Tutto questo andò avanti fino alla sera dell'8 agosto 1973. I due ragazzi avevano portato a casa l'ultima vittima, ma con lui c'era anche una ragazza. Questo aveva complicato i piani. Candy Man voleva che Henley la violentasse e la uccidesse. Lo minacciò di morte, nel caso non eseguisse il suo ordine. Il ragazzo non voleva, gli sparò. Lo freddò. Tre colpi e Candy Man era morto. Poi Henely chiamò la polizia. Lui e David Brooks in seguito vennero condannati all'ergastolo. Nel 2013 dovrebbe uscire un film sulla vita di Henley. 

5) Earle Nelson

earlenelson_emb4.jpg

Leggeva la Bibbia per conquistare la fiducia delle sue vittime. Per lo più, donne sole, affitta camere, che ospitavano questo giovane californiano che aveva bussato alla loro porta. Ma poi le strangolava, violava i loro cadaveri e le lasciava sotto il letto. Earle Nelson era un serial killer degli anni'20. Lo avevano chiamato anche Gorilla Killer, per la forza con cui si accaniva sul collo delle sue vittime. In solo un anno, dal 1926 al 1927 ne aveva uccise 25 lungo la West Coast. Lo presero dopo la fuga in Canada. Riuscì a farla franca per 12 mesi grazie alle piste sbagliate seguite dalla polizia. Venne impiccato nel carcere di Winnipeg. Anche oltre frontiera aveva ucciso. Due donne canadesi. L'ultima vittima aveva 14 anni.

6) Jeffrey Dahmer

dammer.jpg

Il Cannibale di Milwaukee uccise la sua prima vittima quando aveva 18 anni. Era il 1978 e in quell'epoca, per un certo periodo di tempo, Jeffrey viveva da solo. I suoi aveva divorziato e il padre si era trasferito in una località, mentre la madre si era presa cura del figlio più piccolo. Invitò un ragazzo a casa sua. Bevvero qualche cosa, l'ospite poi disse che voleva andarsene. Jeffrey non voleva. Desiderava che rimanesse lì con lui. Così lo uccise, smembrò il cadavere che in parte dissolse in acido e in parte invece seppellì in cantina. Era il preludio della sua "carriera" di serial killer. Partì per il servizio militare. E quando tornò venne assunto da una fabbrica di cioccolato di Milwaukee. Nove anni dopo il primo delitto, Dahmer ritornò a uccidere. Era il 1987. Adescò una persona in una gay bar e lo portò a casa della nonna. Lui disse di non ricordare di averlo colpito la notte prima. Quando però si svegliò, trovò il ragazzo, a terra, morto. Ne smembro il cadavere e seppellì parti del corpo in cantina. Fece così con altre due vittime in quella casa. La nonna a un certo punto gli disse di andarsene. A causa della sua abitudine di portare uomini a sera nella sua stanza e per quel forte odore che veniva dalla cantina. Jeffrey si trasferì, ma continuò a uccidere. Anzi, la sua nuova casa divenne un tempio dell'orrore. Le vittime venivano strangolate, tagliate a pezzi, in parte mangiate; le teste conservate in frigorifero o in giro per l'appartamento, come altre membra. Altre invece veniva sciolte nell'acido. Quando la polizia entrò in quella casa, dopo che un ragazzo adescato era riuscito a sfuggire alla morte, vide tutto questo. E un cuore umano nel freezer. Tra il 1987 e il 1991, Dahmer aveva ucciso 17 persone. Condannato all'ergastolo, il Cannibale di Milwaukee è stato ucciso da un altro detenuto nel carcere del Wisconsin dove era rinchiuso. Era il 1994. Venne colpito con una barra di ferro in testa. Morì sull'ambulanza che lo trasportava in ospedale.

7) Albert Fish

albert_fish_emb4.jpg

Se c'è un cannibale modello per Hannibal Lecter è proprio questo sessantacinquenne che nella New York degli anni'20 aveva qualche importante ombra rispetto al passato (malattie mentali in famiglia, un'esperienza, come lui disse, di prostituzione maschile, diversi tentativi di abusi sessuali) e un grande segreto da custodire nel presente: adorava cucinare e mangiare carne umana, di bambino, in particolare. Albert Fish descriveva nella sua confessione  come fosse straordinariamente buona quelle tenere membra che ogni tanto riusciva a mettere nel piatto. La giustizia americana l'ha condannato a morte per l'uccisione di 6 bambini, ma sono in molti a pensare - inquirenti di allora, ricercatori e storici che seguirono - che in realtà le sue vittime siano state molte, molte di più. Qualche decina. Nel 1928 venne arrestato per la morte di Grace Budd, una bambina che aveva rapito dalla sua fattoria. Confessò l'uccisione di altre tre piccoli. E fece la descrizione di come aveva trattato i loro corpi nella sua cucina. Condannato a morte, venne giustiziato nel carcere di Sing Sing nel 1936. La giuria sapeva che non era sano di mente, ma decise lo stesso di mandarlo sul patibolo. Quello che avevano sentito era troppo. Pare che le sue ultime parole siano state: "Non so nemmeno perché sono qui."

8) Il Killer dello Zodiaco

zodiaco_emb4.jpg

Questo è uno dei tanti casi irrisolti di assassini seriali negli Usa. Alla fine degli anni'60 e all'inizio dei '70 nella California settentrionale una serie di persone viene uccisa, tre uomini e quattro donne. Ai giornali locali arrivano delle lettere firmate Zodiaco, contenenti dei crittogrammi, Erano quattro in tutto e solo uno di questi enigmi venne compreso dagli inquirenti. per il resto, buio pesto. L'ultimo messaggio di Zodiaco sarebbe stato nel 1974. Poi, più nulla. L'assassino seriale si dissolve nel nulla. Nessuno lo troverà mai. Il caso è ancora aperto, e la polizia indaga. Nel corso degli anni sono state vagliate le posizioni di diverse persone e alcune altre si sono presentate agli inquirenti per dire che uno dei loro parenti era Zodiaco, ma le ricerche poi effettuate non hanno portato ad alcun risultato. Il Killer dello Zodiaco è diventato subito un elemento della cultura popolare americana. Un film è stato girato sul caso, mentre molti altri sono stati ispirati da questo misterioso e ancora sconosciuto serial killer.

9) Aileen Wuornos

wuornos_emb4.jpg

Ci sono anche donne tra i serial killer made in Usa. Una di loro è Aileen, che ha ucciso sette uomini tra il 1989 e il 1990. Erano suoi clienti, lei era una prostituta. Al momento dell'arresto disse che avevano tentato di violentarla. Il tribunale poi non le credette e la condannò a morte. La sentenza è stata eseguita nel 2002. Un anno dopo sarebbe uscito il film Monster. Charlize Theron aveva la parte della protagonista. Vinse anche un premio per l'interpretazione. Così il grande pubblico conobbe meglio la storia di Aileen.  Nata da una madre diciassettenne, non aveva mai visto il padre che si era impiccato in prigione, era stata abbandonata ai nonni paterni quando era ancora in tenera età, era stata abusata dal nonno, e all'età di 13 anni era rimasta incinta dopo la violenza subita da un conoscente di famiglia, a 15 anni era stata sbattuta fuori di casa e aveva iniziato a prostituirsi. Poi iniziarono i guai con la giustizia: rapine, furto di macchine. Alla fine degli anni'80, Conobbe Tyria Moore, una cameriera di un motel al Dayton Gay bar. Le due divennero compagne. Iniziarono gli omicidi. Infine, la cattura e la morte nel penitenziario della Florida. 

10) Amy Archer Gilligan

Amy-Archer-Gilligan.jpg

Sorella Amy avrebbe ucciso 48 persone. Con il veleno. Compreso il secondo marito Michael Gilligan. Gli altri erano gli ospiti della casa di riposo di cui la Archer era proprietaria dopo che il primo marito era morto apparentemente per cause naturali nel 1910. Qualche settimana prima, aveva stipulato su consiglio della moglie una polizza sulla vita. Così Sorella Amy, nonostante il lutto aveva avuto i mezzi per mandare avanti la sua attività. Tra il 1907 e il 1917 alla Archer House, oltre al proprietario e al secondo marito erano morte altre 60 persone. Dodici residenti fino al 1910, quattro all'anno, un numero che appariva fisiologico. ma poi nei sette anni seguenti, era aumentato in modo esponenziale: altri 48 decessi in cinque anni. Troppi per non suscitare sospetti. L'inchiesta iniziò nel 1914, dopo che la sorella di uno degli ospiti disse alla polizia che il fratello era morto improvvisamente dopo aver lasciato un forte somma di denaro alla Archer. Dopo che i decessi continuarono, fu decisa la riesumazione di alcuni corpi. Gli esami diedero il verdetto: tutti avvelenati con arsenico o stricnina. Accertati cinque casi di omicidio, Sorella Amy venne condannata a morte, ma la pena venne commutata in ergastolo. Morì in carcere nel 1962. La sua storia avrebbe contribuito a ispirare Joseph Kesselring nello scrivere la commedia "Arsenico e vecchi merletti".

© Riproduzione Riservata

Commenti