Redazione

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Alle 9 di mattina di Singapore, quindi alle 3 di notte in Italia, si è aperto lo storico incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un. Si è tenuto al Capella Hotel sull'isola di Sentosa, un tempo covo dei pirati ed ex base militare britannica, ora popolata da resort lussuosi e dalla Universal Studios. Sul tavolo la questione nucleare

Con Kim Jong-un "risolveremo un grande problema, un grande dilemma": è il bilancio ottimista di Trump, assicurando che "lavorando insieme ce ne faremo carico". I due si sono impegnati ad arrivare alla completa denuclearizzazione della penisola coreana.

Il dittatore asiatico è arrivato sette minuti prima, in segno di rispetto, come si conviene al più giovane nei confronti del più vecchio. Dal canto suo l'inquilino della Casa Bianca ha indossato una cravatta rossa, il colore preferito dei nordcoreani. La loro stretta di mano, prima delle foto di rito, è durata 13 secondi, con Trump sorridente e Kim no. Ma l'imbarazzo tra i due si è presto sciolto.

Il summit è stato aperto da un faccia a faccia tra Trump e Kim con i soli traduttori, poi a seguire un incontro bilaterale allargato, infine il pranzo di lavoro.

Prime parole e sorrisi tra Trump e Kim

Dopo decenni di tensioni e veleno, a 65 anni dalla guerra di Corea che ha visto Pyongyang sostenuta dalla Cina contro Seul supportata dalle Nazioni Unite guidate dagli Stati Uniti, il primo incontro tra i due leader è stato preceduto da momenti critici. Il presidente degli Stati Uniti aveva proclamato che, già entro il primo minuto a Singapore, avrebbe saputo se fosse stato possibile un accordo sull'arsenale nucleare della Corea del Nord.

Emersi dalle rispettive limousine, i due capi di Stato avevano un'aria cupa, nessun sorriso in viso, e sulle prime apparivano a disagio. Con le bandiere americane e nordcoreane alle spalle, mentre si stringevano la mano, Trump ha allungato una mano sulla spalla di Kim come gesto di distensione. Quando Trump ha fatto strada a Kim verso la sala riunioni dell'Hotel Capella, Kim si è allargato in un sorriso e i due si sono mostrati visibilmente più rilassati. 

Uno di fronte all'altro, nel primo minuto dell'incontro Trump si è mostrato subito positivo: è "davvero eccezionale", ha detto, "penso che sarà un successo e che avremo una relazione formidabile, non ho dubbi". Kim gli ha fatto eco, tramite un traduttore: "Non è stato facile arrivare qui. Il passato ha funzionato come catene sulle nostre membra e i vecchi pregiudizi e le vecchie consuetuduni hanno agito come ostacoli sul nostro cammino. Ma abbiamo superato tutto ciò e siamo qui oggi". Trump intanto lo guardava negli occhi, annuendo e quindi rispondendo: "È vero", prima di un'altra stretta di mano, sorridendo e alzando il pollice come cenno di assenso.

Cosa è emerso dall'incontro

Donald Trump, salutando all'uscita dell'hotel Capella, fianco a fianco con il leader nordcoreano, ha detto che sono stati fatti "molti progressi", parlando di un incontro "davvero fantastico". È andato "meglio di quanto ci si potesse aspettare", ha affermato.

I due si sono impegnati a "lavorare verso la completa denuclearizzazione della penisola coreana" facendo sforzi congiunti per "costruire una pace duratura e stabile". Lo prevede il documento firmato dai leader, in cui si menziona l'avvio di "nuove" relazioni" tra Usa e Corea del Nord. Trump ha promesso, per accompagnare il processo, "garanzie sulla sicurezza".

La dichiarazione congiunta firmata si basa su quattro punti chiave:

  • Stati Uniti e Corea del Nord si impegnano a stabilire nuove relazioni in accordo con il desiderio dei popoli dei due Paesi di pace e prosperità;

  • Stati Uniti e Corea del Nord uniranno gli sforzi per costruire un duraturo e stabile stato di pace nella penisola coreana;

  • riaffermando la dichiarazione di Panmunjom del 27 aprile 2018, la Corea del Nord s'impegna a lavorare per una completa denuclearizzazione della penisola coreana;

  • Stati Uniti e Corea del Nord si impegnano a recuperare le spoglie dei soldati americani, anche rimpatriando subito quelli già identificati. 

Le sanzioni, le esercitazioni, la denuclearizzazione

La denuclearizzazione "è una cosa lunga e laboriosa, sarà divisa in periodo di tempo", ma Kim "vuole farlo e la cosa inizierà velocemente, cercheremo di farlo il più velocemente possibile", ha dichiarato Trump nella conferenza stampa successiva al summit.

Le "sanzioni saranno eliminate quando saremo sicuri che non ci saranno più armi nucleari nel Paese e che il patto sia rispettato". 

Saranno invece sospese le esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud: "Sono molto costose e Seul contribuisce, ma non al 100%". Sui 32.500 soldati di stanza in Corea del Sud "non c'e' alcun piano" per portarli via. 


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