Chiara Degl'Innocenti

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Le Olimpiadi invernali di PyeongChang (dal 9 al 25 febbraio) sono da considerarsi il ponte verso il disgelo tra la Corea del Nord e quella del Sud. Ed è stata subito tregua fin dal primo giorno. Tregua Olimpica, vero, ma che fa sperare il mondo, dopo anni di tensioni ai limiti dello scontro anche militare, e sulla scia di test nucleari e missilistici, per una pace futura.

Tanti i partecipanti del Nord: dalle atlete di hockey che hanno sfilato sotto un’unica bandiera alle cheerleader. Ecco da chi è composta la folta delegazione di 550 nordcorani e 22 atleti.

La squadra di hockey unificata

Il discusso team unificato dell'hockey su ghiaccio femminile, dopo essere stato confermato, è sbarcato al Sud. Nonostante all'inzio il commissario tecnico della nazionale femminile sudcoreana si fosse pronunciato in modo del tutto negativo nei confronti di un inserimento forzato di alcune atlete del Nord nella forte squadra del Sud, a scapito di alcune giocatrici di punta, l’accordo è stato preso e le atlete in queste Olimpiadi giocheranno insieme. In nome di una pace temporanea tra le due Coree è passata dunque l'unificazione della squadra al torneo di hockey femminile che ha visto 12 atlete del Nord varcare i confini.

Le 230 cheerleader

Ribattezzata la squadra della bellezza, il gruppo di cheerleader di Kim Jong-un composto da 20enni che devono rispettare alcuni canoni rigidissimi (essere di bell’aspetto, superare il metro e 63 centimetri d’altezza, dimostrare di essere in grado di ballare in sincrono, di provenire da una buona famiglia ed essere devote al dittatore) è sbarcata ai Giochi 2018 come il fiore all'occhiello del proprio Paese esibendosi in coreografiche acrobazie, quali piramidi e tumbling, fuori dal comune. Nota di colore: non molti anni fa nella squadra c’era anche la moglie del giovane leader, Ri Sol-ju.

I 30 atleti di taekwondo

Il taekwondo è la nota disciplina sportiva coreana che è entrata a far parte del pantheon delle Olimpiadi formalmente dall’27esima edizione dei Giochi tenutasi a Sidney nel 2000. Poter partecipare con i propri atleti di taekwondo, anche soltanto in modo dimostrativo, è per la Corea del Nord un impegno e un'opportunità unici, sopratutto per i 30 che, insieme a una delegazione di 150 membri per le paralimpiadi, sono giunti a PyeongChang.

I 140 elementi dell’orchestra

Un programma fitto di appuntamenti è già stato stabilito per i 140 musicisti nordcoreani che suonano a queste Olimpiadi. La Samjiyon orchestra è attesa a Seul per tenere due concerti: uno nella capitale e uno a Gangneung, città della provincia sudcoreana di Gangwon. I 140 elementi che compongono l’orchestra nordcoreana sono molto famosi perché si esibiscono sia durante le celebrazioni più importanti del Paese, sia nei tour organizzati per turisti stranieri, con un repertorio che in gran parte sottolinea il culto dei Kim.

Le 5 ragazze della band pop

Discorso a parte riguarda la Moranbong band, il gruppo pop fondato nel 2012 dall'attuale leader nord-coreano, nato sul modello delle Spice Girls e che si sono unite alla delegazione di atleti, musicisti dell’orchestra e cheerleader che prendono parte ai Giochi Olimpici sudcoreani. Le artiste - tutte graduate dell'esercito nordcoreano - si esibiscono con melodie i cui testi, però, non devono lodare il regime di Pyongyang. Tra loro c'è anche la signora Hyon Song-wol, famosa cantante pop, leader del gruppo delle Moranbong ed esponente del Comitato centrale del partito dei Lavoratori di Pyongyang. Una donna di un certo peso politico visto che si racconta essere stata in passato legata sentimentalmente al giovane leader Kim Jong-un.

I 2 pattinatori

Tra gli atleti del ghiaccio ci sono 8 sciatori e pattinatori di velocità. La storia che forse ha più colpito finora l'opinione pubblica è stata quella di Ryom Tae Ok, 18 anni, e Kim Ju Sik, 25 anni, i due pattinatori a figura nordcoreani che alla fine del 2017 si sono qualificati per queste le Olimpiadi. Insieme a quella degli altri elementi, la loro presenza a febbraio è considerata il frutto dello sforzo diplomatico delle due Coree oltre che il risultato di anni di allenamento della coppia, che compete ai Giochi 2018 per la prima volta.

Come gli atleti e la delegazione raggiungeranno i Giochi

Da un comunicato congiunto delle due Coree, che ha sciolto anche il nodo su come la delegazione e gli atleti di Pyongyang hanno raggiunto il Sud, si legge che ha prevalso la "rotta occidentale via terra", ovvero quella che passa dalla zona industriale di Kaesong, ora fermo e in enclave del Nord. È così che il corposo gruppo (di cui fanno parte anche presumibilmente spie e agenti della sicurezza per evitare defezioni e fughe) si è riunito alle altre squadre.

I precedenti che non si dimenticano

Di sicuro l'ammissione da parte del Cio e la voluta partecipazione della Corea del Nord alle gare di febbraio è un passo importante. Ma non va scordato quando nel 1988 il Nord boicottò i Giochi di Seul: alcuni agenti di Pyonyang sistemarono una bomba su un aereo di linea sudcoreano facendolo esplodere e uccidendo più di cento persone.

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